Pat Frank ” Addio Babilonia” – Recensione – Eugen Galasso


Pat Frank, Addio Babilonia, Milano, Mondadori, Urania Collezione, N.091, 2010.
Il libro è un romanzo, per nulla di “fantascienza” di 51 anni fa, titolo inglese originale: “Alas, Babylon”, ispirato dai versetti biblici, sia veterotestamentari sia dell’”Apocalisse” attribuita all’apostolo Giovanni, sulle rampogne contro la “meretrix Babylonia”, appunto. La storia è quella di una cittadina della media Florida, sottoposta al disastro nucleare. Rifugi, sopravvivenza, storia controfattuale, cioè di come sarebbe andata se il “Day” (semplicemente day, giorno, nel testo). Il tutto raccontato senza punte di anticomunismo fanatico, à la Mc Carthy e à la Goldwater (il primo leader dell’anticomunismo fanatico del dopoguerra, il secondo candidato repubblicano dell’ala destra alle elezioni presidenziali USA del 1964 contro Johnson) perché Frank era un liberal, ossia un democratico di sinistra, consulente di Kennedy, autore, anche, nel 1962 di un saggio su “Come e perché sopravvivere alla bomba”; ma il libro ci può servire ad altro, cioè a identificare la “follia” (quella sì, anche senza virgolette, direi) dei poteri e delle superpotenze, quando, dal Secondo Dopoguerra agli anni Ottanta, almeno fino al’86 del Novecento, tutto si reggeva sul’ “equilibrio” del terrore , con il pericolo che qualunque cosa, magari un errore umano o anche tecnico, provocasse la catastrofe.

Un elemento non considerato da nessuno, in realtà, quasi le difficoltà di moltissime persone, ancor oggi, non dipendessero da shock subiti, chissà quanti anni fa, in relazione ai pericoli paventati, minacciati, esistenti, reali o immaginari-immaginati. Tutto un “fronte”, per usare un termine politico, ma di origine militare, dove la paura, che è un sentimento o, per altre classificazioni psicologiche un’ emozione per nulla “altra”, ma totalmente “normale” (quando si butteranno via queste sciocche definizioni come “normale” e “anormale”, nate in relazione a un range statistico derivato dal comportamentismo che, come scrive Timoty Leary è “psicologia fascista”?) diviene onnipervadente e onnivora, proprio perché il pericolo della distruzione totale incombe sempre e comunque. Il “miracolo” si è ripetuto certamente anche nelle guerre attuali, con “bombette” (tale la definizione degli “Alti Comandi”), in realtà potentissime, usate più volte, ma nel massimo segreto…

Eugen Galasso

Pubblicato il: 19 settembre, 2010
Categoria: Testi

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo