Don Corsi giustifica il femminicidio – Eugen Galasso

Qualche credente un po’ “tamugno” (duretto, insomma) si risentirà di questo mio breve testo, ma spero di sapere argomentare in modo sufficientemente “lucido” o meglio “lucido-delirante”, perché senza un po’ di “delirio” (così detto, meglio…) nulla ha molto senso. Un prete ligure iper-tradizionalista (perché non se ne va con i”lefebvriani”, perché non segue tout court la legge della “vera tradizione” cattolica, quella per cui il Concilio Vaticano Secondo è un tradimento democomunista o magari demomassonico, un po’ ispirato, anche dal Diavolo?…  Del resto, però, il primo atto del papa della “Bavaria Film” Benedetto XVI° era il tentato riavvicinamento ai lefebvriani, agli amati “fratelli in Cristo”…  )Ora, il “simpatico” (spero a nessuna persona al mondo, ma qualche adepto, state sicuri/e, lo avrà…) ha pubblicato un documento non suo, ma completamente “fatto suo” in cui giustifica, al limite, il femminicidio, per donne “provocanti” e non ottemperanti ai loro “doveri”.  Un cretino, una persona fuori tempo? O sono “vaneggiamenti”?No, è l’estrema dimostrazione che Giorgio Antonucci ha ragione nello smontare la follia e dunque la psichiatria come anti-scientifiche. Si persegue un disegno preciso e “cosciente”, quello di distruggere anche solo il più pallido tentativo di riformare la chiesa cattolica (minuscolo, eh sì!) dall’interno, ribadendo concezioni che piacerebbero forse a De Maistre e De Bonald, cioè ai teorici ottocenteschi della reazione cattolica, salvo il fatto che…De Maistre era anche massone…che scandalo!  Un vero rompicapo, volendo: sono ingannatori o “folli” coloro che lo condannano, lui, coloro che lo difendono, colori i/le quali non si esprimono? Come si vede senza difficoltà, non se ne esce.  E’ un puzzle irresolubile, perché nasce dall’unica “follia” forse non esistente, quella di non accettare il pensiero altrui, il comportamento delle altre persone, di sottoporlo a giudizio assoluto (da “rigore” à la Monti). Ma anche questa, appunto, ancora una volta, non è “follia” è lucida volontà di discriminazione, di imposizione di un pensiero unico, che, conscio e convinto dell’idiozia delle masse (che però talora rischiano di diventarlo veramente, a furia di idee ricevute) impongono loro un codice di pensiero, ma anche una forma di comportamento a senso unico… Da augurarsi che don Corsi(credo si chiami così) non finisca in clinica psichiatrica, ma giunga ad essere giudicato in tribunale per apologia di reato, peraltro di un reato gravissimo, l’omicidio, dove forse il “Non uccidere” per il “loro” non è comandamento imperativo, ma lo è con Agostino d’Ippona che si convertì a una religiosità abbastanza fanatica (ma non quanto quella del don di cui parliamo) dopo averne combinate d’ogni sorta…  l’ “Evita anche solo lo sguardo della donna”.

Eugen Galasso

Pubblicato il: 28 dicembre, 2012
Categoria: Notizie

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo