Archive for dicembre, 2014

“Premio Giorgio Antonucci” in concomitanza spettacolo “Libere donne di Magliano” – Eugen Galasso



Nel giorno in cui Firenze celebrava, inter cetera, il quarto premio Giorgio Antonucci, in un teatro neppure periferico, anzi, quello delle Laudi, proponeva, per la realizzazione della Fondazione Mario Tobino e dell’”Associazione compagnia italiana”, “Le libere donne di Magliano”, dall’omonimo libro biografico e autobiografico (come quasi tutte le opere di Tobino, peraltro) Mario Tobino (1910-1991), psichiatra e direttore di manicomi (sì, così, va bene anche la parola, che egli stesso usava), scrittore e poeta, viareggino, che accettava in pieno, anche in epoca basagliana e di David Cooper e di Roland Laing, di Felix Guattari (con tutte le sue contraddizioni, certo) etc., la psichiatria classica, dai “fondamenti” (si fa per dire, qui Giorgio Antonucci, insieme a Thomas Szasz e pochi altri, ha fornito molto materiale per una seria decostruzione epistemologica) molto contaminati anche in senso organicistico (la psicofisiologia dominante), dove la comorbidità (presenza di altre malattie, meglio di sindromi)gioca un ruolo fondamentale. Mai una parola contro la concezione classica della psichiatria, da parte di uno scrittore-poeta (di indubbio valore, come tale), che non era un teorico né voleva esserlo, ma che, con il ruolo che ricopriva, avrebbe potuto fare molto per “stanare” la psichiatria e i gravissimi danni da essa indotti. Il torto dell’Associazione compagnia italiana? Nessuno, essendo eccelsa la regia di Andrea Buscemi e anche l’interpretazione di Livia Castellana, ma è l’operazione ad essere, a suo modo, “pericolosa” o almeno discutibile: un avallo sostanziale all’ideologia (nel senso marxiano e sociologico – Max Weber, in primis – di “falsa coscienza”) psichiatrica. Poi c’è l’umanità (qualcuno ne dubita, ma non saprei distinguere tra quanto tramandato e tali critiche) di Tobino uomo e medico (purtroppo anche psichiatra…), la sua aspirazione “ad maiora”; all’altezza, in una visione anche “cristiana” delle cose, ma, in qualche modo “il prodotto non cambia”, quello cioè per cui il manicomio, magari con un po’ di umanità in più (le beffe, oltre al danno) è bene che  esista.
Eugen Galasso  

Pubblicato il 21 dicembre, 2014
Categoria: Testi

“Premio Giorgio Antonucci” edizione 2014



Per onorare coloro che si sono distinti con il proprio lavoro e impegno a difesa dei diritti umani nel campo della salute mentale




L’edizione 2014 del “Premio Giorgio Antonucci” si terrà sabato 13 dicembre dalle ore 15.00 a Firenze presso l’Auditorium al Duomo, via Cerretani 54r.
Ritireranno il premio la Professoressa Stefania Guerra Lisi, il Maestro Aldo D’Amico e il Dottor Vito Totire per l’impegno nella diffusione del rispetto dei diritti della persona attraverso il loro lavoro. continua <https://www.ccdu.org/comunicati/premio-giorgio-antonucci-diritti-umani-2014


Il documentarioGli occhi non li vedonohttps://www.youtube.com/watch?v=KFUKWHcUMnc racconta del “Premio Giorgio Antonucci” (3° edizione) e vuole restituire alla storia della psichiatria la straordinaria lotta di liberazione e riappropriazione dei diritti fondamentali e civili di individui oppressi dall’ideologia psichiatrica.

Pubblicato il 10 dicembre, 2014
Categoria: Notizie, Testimonianze

Wikipedia – Giorgio Antonucci

Wikipedia

Italiano
http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Antonucci

English
http://en.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Antonucci

Pubblicato il 2 dicembre, 2014
Categoria: Notizie

Control Toys, A Line of Educative Toys For Badly Behaved Children



http://laughingsquid.com/control-toys-a-line-of-educative-toys-for-badly-behaved-children/?utm_content=bufferdc9ad&utm_source=buffer&utm_medium=twitter&utm_campaign=Buffer

Pubblicato il 2 dicembre, 2014
Categoria: Luoghi comuni della psichiatria

Il “mito del disturbo bipolare” – Eugen Galasso






Qualche giorno fa, in occasione di un incontro con un poeta-scrittore, anche in vista di un concorso di poesia, lo stesso (nessun altro elemento, per preservare la privacy) improvvisamente mi racconta di “soffrire di disturbo bipolare” e di essersi fatto ricoverare presso “la clinica (non ne ricordo il nome) di Cassano” presso Pisa (il prof.Cassano è ormai in pensione da anni dall’attività pubblica, per raggiunti limiti d’età). Mi racconta, poi, che nella clinica operano “cassaniani” e “anticassaniani”, che sostanzialmente gli avevano ripulito il sangue dal sovraccarico di psicofarmaci , dandogli solo il “litio”.   Certo, non è un “TSO”, è una “scelta volontaria”, ma rimane il problema: il mito ”psico-medico” del “disturbo bipolare” come delle altre “affezioni psichiatriche” è duro a morire, perché inculcato da decenni (e più) nelle persone. Ho proposto alla persona (che a quel punto dovrà esporsi con il proprio nome, fatalmente, a meno che non voglia conservare l’anonimato) di esporre pubblicamente le proprie motivazioni e di raccontare la propria esperienza, a Bologna, presso una sede in cui si svolga un seminario o un’iniziativa del “Centro di relazioni umane” di cui gli ho fatto espressamente il nome. Si è detto disponibile, il che appare decisamente interessante, quantomeno.      Eugen Galasso.   

Pubblicato il 1 dicembre, 2014
Categoria: Notizie

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo