Archivio della Categoria: ‘Notizie’

Violet Gibson e “il mito della malattia mentale” - Eugen Galasso

Violet Gibson, “pazza”, secondo molti storici: la signora Gibson, anglo-irlandese, un tempo adepta di “Christian Science”, nel 1926, vivendo a Roma, dopo un periodo iniziale di entusiasmo per Benito Mussolini, attentò alla vita del “Duce”, finendo praticamente in manicomio per il resto dei suoi giorni, in specie in Inghilterra, definita appunto quale “paranoica” et similia. Diagnosi anche un po’ discordanti, ma tutte convergenti nello stigma di pazzia. Tra l’altro, seguendo un documentario sul tema di prima mattina, vengo a scoprire che esiste ancora (tutto sommato abbiamo superato l’anno 2000 da un decennio e più) un “Centro per lo studio della mente”, accreditato come semi-ufficiale, che si basa su criteri grosso modo inquadrabili tra l’antica frenologia (il cervello e quindi le sue malformazioni quale fonte della “malattia mentale” e le tesi, non molto più “moderne” di uno psichiatra quale il prof.Cassano).

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Pubblicato il 3 Gennaio, 2011
Categoria: Notizie

LA QUESTIONE PSICHIATRICA dalla paura della diversità ai muri di protezione



Incontro pubblico

Conversazione

con Giorgio Antonucci, Maria D’Oronzo e Eugen Galasso. Reading e proiezione video a cura del collettivo “Ayde” accompagnati da Vladimiro Cantaluppi, violino e Giulia Verani, fisarmonica e musica dal vivo Banda Roncati.
“La Barberia” via Riva di Reno, 77/79, Bologna 19 dicembre 2010

Pubblicato il 17 Dicembre, 2010
Categoria: Eventi, Notizie

Il problema dei diritti - Eugen Galasso


“Carissimo Eugen, ti ringrazio di cuore per avermi consigliato il film “Si può fare”. Antonietta ed io ieri ci siamo subito recati a vederlo. E’ stata una vera e propria esperienza emotiva e, per quel che mi riguarda, intellettuale altamente gratificante. Delicato, profondo, sottile nel raccontare le trame psicologiche e le contorsioni dei protagonisti, tutti i protagonisti. Al di fuori di ogni possibile retorica, senza false preoccupazioni di una rappresentazione realisticheggiante, è risultato altamente realistico nel raccontare possibilità al tempo stesso utopiche, sovversive e culturalmente rivoluzionarie. Poi soprattutto emanante una dolcezza e un’intensità umana a tratti trascinanti. Bello! veramente bello. Di nuovo un sincerissimo grazie.
Il commento di Antonietta te l’ho già inviato  a parte. Andrea Papi”.

   Parto da questo commento, senz’altro autorevole, dello scrittore e saggista Andrea Papi - non ne ritrovo la data esatta, ma sicuramente si colloca nel novembre 2008 - che però si unisce ad altre prese di posizione, tutte estremamente positive, sul film che forse è l’opera più importante su tematiche psichiatriche (anti-psichiatriche), assieme a “Qualcuno volò sul nido del cuculo” di Milos Forman, tratto dal libro di Ken Kesey, un film che regista e attori di “Si può fare” (regia di Giulio Manfredonia, 2008).

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Pubblicato il 13 Dicembre, 2010
Categoria: Notizie

Sugli esclusi - Eugen Galasso

Società e cultura dominata, quella in cui viviamo, tra poteri e contropoteri (qui è utile rileggere Foucault, credo, più ancora del sempre valido Noam Chosmky), dove il sogno orwellino del “Big Brother” si è realizzato, tra Echelon, files sempre più “osservate”-controllate,  Wiki-Leakes (vene, falle, la traduzione di “leakes”, non a caso…), metodi per controllare ogni sms, ogni chiamata da cellulare (je m’en fous, si dice, me ne frego, ma talora rompe…). Il problema è che, questa società “che ci strangola” (lo diceva anche un prete in odore di Dom Perignon, dunque…), dove prevale l’avere sull’essere, come aveva ben capito Erich Fromm, poi insopportabilmente ripetuto-copiato-scimmmiottato da tanti(e) sociologi, psicologi, pedagogisti, persino papi (Giovanni Paolo II, con la voce da attore, era certo più convincente del papa attuale, che queste cose le dice poco e in modo un po’ troppo complicato, quando le dice), dove il profitto e l’iperproduttivismo sono tutto (Keynes no, si dice, troppo “socialista”, viva Milton Friedman, il padre del neo-liberismo spietato, quello che aveva dato la stura alla Thatcher e a Reagan, per non dire di Pinochet…),  chi non raggiunge certi standard lavorativi- produttivi è un escluso e viene escluso, comunque.

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Pubblicato il 3 Dicembre, 2010
Categoria: Notizie

Mercanti di sofferenza - Intervista a Giorgio Antonucci - Psicologia Radio


Viaggio nel mondo della salute

Psicologia Radio

Intervista a Giorgio Antonucci, Claudio Ajmone, Salvatore di Salvo

Pubblicato il 29 Novembre, 2010
Categoria: Audio, Notizie

Eugen Galasso - Intervento - “Armonie delle sfere”

 

 

Eugen Galasso: Intervento finale dell’ incontro pubblico “Armonie delle sfere” al ‘CortileCafe‘, Bologna, su trattamento sanitario obbligatorio, elettroshoc, trattamento sanitario necessario  (riforma Ciccioli) e altro.



 

 

Pubblicato il 27 Novembre, 2010
Categoria: Notizie, Video

Giorgio Antonucci - Poesia - Se mi ascolti



Se mi ascolti


Giorgio Antonucci - La nave del paradiso - ed. Spirali/Vel - Milano, 1990

Video: Poesie di Giorgio Antonucci, lettura di Laura Mileto

http://youtu.be/VsBltxlwJCQ


Pubblicato il 27 Novembre, 2010
Categoria: Libri, Notizie, Video

REFLECTION - Incontro pubblico con Eugen Galasso


Il “Centro di Relazioni Umane” di Bologna vi invita all’incontro pubblico “REFLECTION” con Eugen Galasso.

Reflection: un metodo per guardarsi dentro senza farsi confiscare la vita.

22 novembre 2010, ore 18

Barlume’, via Bertiera 10, BOLOGNA


 

 

 

 

Pubblicato il 16 Novembre, 2010
Categoria: Eventi, Notizie

Le presunte malattie di Silvio Berlusconi - Giorgio Antonucci

http://www.orazero.it/


Per “Famiglia Cristiana”, il “Fatto quotidiano” e “l’Unità”, il presidente del Consiglio sarebbe “malato”. Per questi organi di stampa, Berlusconi sarebbe affetto da un presunto disturbo di personalità. Altri, però, hanno fortemente polemizzato con le “diagnosi” dei tre organi di stampa sopracitati, e non poteva essere diversamente. Perchè l’interpretazione psicologica che è stata fatta è arbitraria e di conseguenza, c’è chi la accetta e chi no.
Forse, più realisticamente, andrebbe riconosciuto che il problema è politico e non psicologico. Lo stesso Giorgio Bocca, mai tenero con il presidente del Consiglio in carica, nell’ultimo numero dell’Espresso, ha criticato duramente la stampa italiana che, secondo lui, “scende sempre più in basso, sostituendo i fatti oggettivi con gli attacchi personali”.
Come avevo già sostenuto in precedenza, l’attacco “psichiatrico” è diretto alla persona, ed è utilizzato per chiudere ogni discussione sull’avversario. Bruno Manfellotto, direttore dell’Espresso, dalle colonne del suo giornale ha, quindi, giustamente criticato Famiglia Cristiana che ha definito Berlusconi un “uomo malato”, e lo ha fatto proprio perchè impostare il discorso su problemi psicologici è solo una scorciatoia per non affrontare i problemi politici. Senza contare che se si usassero le stesse modalità per persone non di potere, queste rischierebbero l’internamento coatto, ovvero il trattamento sanitario obbligatorio.
Sia chiaro che, per chi scrive, Silvio Berlusconi è un avversario politico e proprio per questo ritengo che vadano usate questioni politiche per sconfiggerlo, utilizzando argomenti pertinenti su problemi reali, non presunti e arbitrari problemi psicologici.
Un esempio di quanto siano fuorvianti le analisi psicologiche è mostrato dall’articolo di Luigi Cancrini pubblicato sull’Unità di sabato scorso. Cancrini ha spesso posizioni condivisibili, ma le due pagine pubblicate sul quotidiano fondato da Antonio Gramsci sono facilmente “smontabili”.
Intanto, la sua tesi di fondo si basa sul famigerato Dsm, il “Diagnostic and Statistical Manual of mental disorders” (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), un manuale in cui, è bene ricordarlo, fino a qualche anno fa era inserita tra i disturbi mentali anche l’omosessualità. Si decise poi “ad alzata di mano” di cancellarla dall’elenco della malattie. Basti questo a mostrare la pseudo-scientificità di questo manuale psichiatrico.
Detto questo, Cancrini elenca i vari punti utili a diagnosticare al premier un “disturbo narcisistico di personalità”.
Tra i sintomi elencati compare, per esempio, il “senso grandioso d’importanza” in quanto il premier esagererebbe i propri risultati e i propri talenti. Si potrebbe ribattere che i successi politici ed economici di Silvio Berlusconi, possono anche non piacere, ma sono evidenti e rendono ridicoli questi discorsi. Per altro, ci sono altre persone che pur avendo ottenuto minori successi politici, sono almeno altrettanto vanitose. Anche le “fantasie sugli illimitati successi” sono piuttosto diffuse, non solo tra le persone famose.
Inoltre, Cancrini scrive che Berlusconi pensa che “tutto gli sia dovuto”, ma anche questo è tipico delle persone di potere. E’ un pensiero che fa parte della psicologia umana e non ci sembra che questo possa configurarsi come un disturbo mentale. Tra gli altri “sintomi”, Cancrini inserisce anche “sfrutta gli altri per i propri scopi” e “l’invidia”. Ma se usassimo queste due categorie per diagnosticare un disturbo mentale, si salverebbero davvero in pochi.
Molti, troppi di questi atteggiamenti possono essere attribuiti, per esempio, non solo a Napoleone, ma anche a Gandhi.
Non si può dimenticare che le categorie del sano o del malato devono rifarsi a criteri e sistemi oggettivi e non arbitrari. La malattia è un’alterazione dello stato biologico dell’organismo, capace di ridurre, modificare negativamente o persino eliminare le funzionalità normali del corpo, e deve quindi essere sempre constata con fatti oggettivi, esami del sangue o di altro genere.
Non casualmente sono gli avversari di Berlusconi a credere che Berlusconi sia un malato di mente, chi lo apprezza, invece, lo nega.
Infine, credo non vada dimenticato che discutere sulla sanità mentale dei leader politici è pericoloso. Hitler era pazzo?
Anche fosse, le sue idee erano condivise da milioni di persone, antisemitismo compreso. E se si fa risalire tutto alla sua presunta follia si chiude il discorso, si interrompe la discussione e non si approfondiscono i reali motivi che hanno generato il consenso verso il nazismo ed il Fuhrer. Non per niente Hilter è stato giudicato pazzo solo dopo la sua morte, prima i giudizi erano molto, molto, diversi. Il (pre)giudizio psichiatrico, come d’abitudine impedisce di affrontare i problemi reali e deresponsabilizza. Perchè se Hitler, Mussolini, Stalin o anche Berlusconi sono folli, allora non si analizzano le responsabilità di chi li ha sostenuti, tutti liberi di scaricarsi la coscienza e di fuggire dalle proprie responsabilità.

Giorgio Antonucci

Pubblicato il 11 Novembre, 2010
Categoria: Notizie

Lettera a Simone Cristicchi



Venerdì 5 novembre 2010 ho avuto modo di assistere a Varese al tuo spettacolo “Lettere da un manicomio”.

Uno spettacolo sicuramente bello e interessante e che mostra in modo inequivocabile come la psichiatria abbia distrutto la vita di moltissime persone, anche se sembra che questo si riferisca a un passato lontanissimo, perché dopo la legge 180 del 1978 si lascia intendere che tutto sia cambiato.

Infatti sia nello spettacolo che nel libro “Centro di igiene mentale - Un cantastorie tra i matti”, venduto insieme ai CD, non si accenna minimamente al fatto che ancora oggi la violenza psichiatrica continua, perché ancora oggi le persone subiscono il pregiudizio psichiatrico e internamenti coatti  (T.S.O. Trattamenti Sanitari Obbligatori), cioè vengono presi e rinchiusi con la forza e schedati per il resto della loro vita.

Ancora oggi la psichiatria si occupa di ogni momento ed esperienza della vita di un individuo, dalla nascita - con la psichiatrizzazione dei bambini - alla morte, marchiando con il suo giudizio invalidante e squalificante pensieri e comportamenti umani.

Come dice il dottor Giorgio Antonucci che tu hai conosciuto:

<La realtà manicomiale, che si può toccare perché è fatta di pareti, è ben poca cosa di fronte alla diffusione del concetto stesso di manicomialità che si fonda esclusivamente sulla persistenza del giudizio psichiatrico. Ritengo che a poco serva attaccare l’istituto del manicomio se non si porta un attacco radicale allo stesso giudizio psichiatrico che ne è alla base, mostrandone l’insussistenza scientifica. Finché non sarà abolito il giudizio psichiatrico la realtà della segregazione continuerà a fiorire dentro e fuori le pareti dei manicomi.>

Ancora oggi alle persone che finiscono sotto il controllo psichiatrico viene negato il pensiero e tolta la parola.

Ancora oggi la psichiatria usa il suo armamentario di distruzione: dagli psicofarmaci (vere e proprie camicie di forza chimica) agli elettroshock.

Ancora oggi ci sono vittime della psichiatria che vengono torturate e uccise: Francesco Mastrogiovanni, Giuseppe Casu, Tullio Ceccato solo per citarne alcuni.

Penso pertanto che se si vuole avere un minimo di onestà intellettuale e non essere intrisi di quella ipocrisia che, nel silenzio e nell’indifferenza, ha permesso e continua a permettere che migliaia di persone, ieri come oggi, continuino ad essere azzittite e annientate dalla psichiatria, bisogna fare una scelta.

Parlare solo degli orrori compiuti dalla psichiatria nel passato non crea grandi contraddizioni, occuparsi di quelli che continua a compiere oggi comporta di scegliere da che parte stare: dalla parte degli aguzzini o da quella delle sue vittime … di ieri e di oggi.

Carmen del Gruppo d’iniziativa non psichiatrica di Tradate

Risposta di Simome Cristicchi

Ciao Carmen,
grazie per aver apprezzato lo spettacolo, che nelle intenzioni vuole essere un percorso nella storia e nella memoria della segregazione e dell’istituzione psichiatrica. Le lettere del manicomio di Volterra sono un incitamento a non dimenticare.
E’ chiaro che lo spettacolo avremmo potuto farlo in mille modi, affrontando altre tematiche importanti e più attuali.
Ma a noi piace così, e sono 4 anni che va in scena con il riscontro che avrai visto anche tu, e che non può che farci piacere.
Chissà…forse in futuro lavoreremo ad un secondo capitolo, in cui affrontare la realtà di oggi.
Ma io lavoro spesso con le metafore, e questo spettacolo, lo è.

So benissimo di cosa parli, gli orrori della psichiatria di oggi, i TSO…tutte cose che ti assicuro conosco molto bene.
Ma uno spettacolo, un libro o una canzone appartengono a chi le scrive e chi le ha inventate, a seconda del suo spirito artistico,
che sicuramente non accontenta tutti, ne vuole farlo, anche a costo di sembrare presuntuosi.

Per quanto mi riguarda sono contento che in questi anni, grazie allo spettacolo, molti giovani si siano avvicinati,
e abbiano avuto modo di approfondire e conoscere questa realtà, attraverso un linguaggio semplice, diretto, ma non ipocrita.
(Forse ti è sfuggito il monologo sulle terapie psichiatriche…ma non importa)

Mi dispiace che non ti sia chiara la mia scelta, che a me risulta addirittura palese!!!

Ognuno fa il suo mestiere. Io cerco di farlo con onestà, soprattutto se tratto tematiche così importanti, sento una responsabilità maggiore rispetto ai “canzonettari”, che pure hanno un loro ruolo.

ti auguro in bocca al lupo per il tuo percorso

Simone

Pubblicato il 10 Novembre, 2010
Categoria: Notizie, Testi

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo