Archivio della Categoria: ‘Video’

Dibattito Giorgio Antonucci e Riccardo D’Este – Giugno 1993

 

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https://www.youtube.com/watch?v=0-B9OPD7mdM&feature=share
https://youtu.be/0-B9OPD7mdM

 

 

Pubblicato il 7 marzo, 2016
Categoria: Video

Senza Ragione – Documentario

http://www.cinemaitaliano.info/senzaragione

 

Attraversando la storia della psichiatria, questo documentario si propone di mettere in discussione non solo le tecniche, ma il suo stesso fondamento scientifico. Attraverso le testimonianze di chi direttamente ha vissuto una storia psichiatrica, si cerca di ricostriuire il percorso che ha trasformato questa “Falsa Scienza” da tecnica di controllo sociale a branca della medicina.

 

Pubblicato il 27 dicembre, 2012
Categoria: Video

Giorgio Antonucci – Video – Firenze 2012

Giorgio Antonucci, all’inagurazione della mostra multimediale “Il volto sconosciuto della psichiatria“, ricorda Thomas Szasz :”I manicomi sono così perchè molte persone che sono fuori, lo vogliono così”.

La costrizione deve finire.

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Pubblicato il 20 novembre, 2012
Categoria: Eventi, Video

Reparto 14 (video intervista a Giorgio Antonucci) – Radio 3 – recensione, Eugen Galasso


Bellissima, questa trasmissione radiofonica, trasmessa su Radio 3, nell’ambito di “Il cantiere”,  ”Reparto 14“, di Valentina Giovanardi e Valentina Neri, dove protagonista assoluto è il nostro(possiamo ben dirlo) Giorgio Antonucci, che , all’epoca del suo soggiorno quale “psichiatra” a Imola chiese di coordinare il famoso “Reparto 14″, quello degli “agitati”,   dove Giorgio racconta la sua attività di “smantellamento dell’istituzione manicomiale”, dalle persone slegate(persone, racconta, che per vent’anni erano state legate, con le conseguenze note, ad iniziare dall’atrofia muscolare, dall’intorpidimento del pensiero) peraltro proprio materialmente e direttamente con le sue mani, con l’assistenza di un’infermiera fino a farle uscire dapprima nel parco, poi addirittura al Parlamento europeo per rivendicare i loro (sacrosanti quanto conculcati)diritti.  Ancora per dire dell’esperienza diretta ad Imola, Giorgio spiega come una donna, che da ragazza era stata stuprata,  fosse stata rinchiusa per “rimuovere lo scandalo”.  Ma poi, induttivamente (certo non solo), il dottor Antonucci ci dice che il “manicomio non è una struttura, ma è un criterio”, un criterio per cui “un cervello è da riparare”,   per cui qualcuno viene escluso e condannato alle terapie (elettroshock, psicofarmaci, un tempo anche lobotomia, ma giustamente Giorgio altrove ricorda come per molti operatori o almeno per una parte degli stessi la stessa operazione chirurgica sarebbe ancora concepibile). “Società ingiusta, assurda e tragica”, la nostra, sottolinea giustamente Antonucci, che mostra come la psichiatria sia assolutamente il contrario della libertà, contraddittoria perché obbliga la persona a sottoporsi a una reclusione che poi pesa sempre su di lei, senza tollerarne mai la parola, la libera espressione, anche perché, appunto, così salterebbe la rigida dicotomia: dove c’è psichiatria non c’è libertà, dove c’è libertà non ha senso la psichiatria. Un racconto pieno di riflessione e riflessioni, come s’è visto, ma anche un racconto pieno di umanità, in quanto dalle parole di Giorgio traspare sempre, chiaramente, il dolore per la condizione umana ferita dei “degenti” (in realtà ricoverati a forza) e la speranza -per ora non realizzata, viste le circostanze, e qui sarebbe inutile entrare in dettaglio- di una società diversa che non faccia passare una pseudoscienza quale psichiatria per verità.  Testimonianza umana, etica, sociale, culturale, quella di Antonucci, per cambiare una situazione che, per dirla con i profeti dell’Antico Testamento “grida vendetta al cielo”. 

Eugen Galasso

Pubblicato il 19 novembre, 2012
Categoria: Testi, Video

Anime Internate: Ospedale psichiatrico giudiziario – VIDEO – Recensione Eugen Galasso

Il video che potete vedere, realizzato quasi “di strafugo”, anche con la collaborazione e consulenza della nostra amica dott.Maria Rosaria D’Oronzo, si riferisce a una di quelle “realtà tabù” di cui “la brava gente” preferisce non parlare: gli OPG (Ospedali psichiatrici giudiziari) che, nonostante gli interventi del senatore Ignazio Marino, dei Radicali, qualche intervento insufficiente, per portata e per senso dello stesso, del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (ex-comunista di stretta osservanza, dove è da dire che nell’ex-URSS le istituzioni totali c’erano, anzi proliferavano), esistono e persistono. Si tratta di realtà (e questa di Reggio Emilia non è certo la peggiore…) in cui la persona, pur se criminale (chi è in “manicomio giudiziario” qualcosa di grave l’ha fatto e chi scrive non ritiene che il reato vada né premiato-ovvio, credo-né “ignorato”, ma punito, ma la punizione può attuarsi in modi diversi, con modalità diverse, anche più “umane”), è rinchiusa, ma anche sottoposta a una sorta di “Big Brother”-con registrazioni, videocamere etc. Secondo le parole e la gestualità (inutile ripetere, credo, che il linguaggio nonverbale è spesso ben più presente e “aggettante” di quello solamente verbale)dei “degenti”-”ospiti”, ma anche di una guardia (vogliamo chiamarlo “sorvegliante”, ma non credo che una parola o l’altra cambi radicalmente il senso della cosa) il “malessere” emerge in modo chiaro. Persino colui che, per stazza fisica, mole, modo di esprimersi, sembra un “boss” (in realtà, invece, sembra non lo sia), è visibilmente in difficoltà, non è capace di negare le proprie defaillances, le proprie “crisi”, che non saranno però, da quanto si evince dal documento, foriere di una “metànoia”, di un cambiamento interiore positivo (presa di coscienza, disposizione etica diversa) ma riprodurranno quasi certamente lo stesso “cliché” tra lampi di “ravvidimento” (?) e atteggiamenti, direi reichianamente “corazzamenti caratteriali “almeno potenzialmente”. Come  osserva il citato “guardiano”, persona di notevole intelligenza e rara sensibilità empatica con i”detenuti”, ci sarebbe molto da cambiare (da chiudere gli OPG, in primis), anzi da chiudere gli OPG, sostituendoli con carceri o comunque luoghi di “detenzione” (cfr.quanto ho sostenuto sopra: sono un “riformista”, non un “rivoluzionario”, in questo campo, temendo scatenamenti incontrollati e abusi da parte delle persone) che però rispondano veramente allo spirito di una legge, la “Gozzini”, per l’umanizzazione delle e nelle carceri, che sia reale e non fittizia, non di facciata. In questo senso, contro il pensiero di coloro che chiedono comunque sempre “la mano forte”, si può cambiare tutto, ma abolendo in primis gli OPG, strumenti di derivazione inquisitoriale. Se ora, come dice l’ “amico” sorvegliante, conscio dell’assurdità di certi suoi compiti, qualcuno da “fuori di testa” lo diviene “ancora di più” (uso espressioni che chiaramente non condivido per nulla, ma…per intenderci…), sarebbe da fare in modo che qualcuno dopo “stia un po’ meglio”…, sempre per dire le cose con un linguaggio improprio ma a suo modo parzialmente efficace.

Eugen Galasso

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Pubblicato il 31 ottobre, 2012
Categoria: Testi, Video

Reparto 14 – VIDEO-INTERVISTA a Giorgio Antonucci –


Di Valentina Giovanardi, Valentina Neri, Antonietta Dicorato

Video : REPARTO 14

Pubblicato il 28 settembre, 2012
Categoria: Video

“Sottovuoto” di e con Alice Banfi: VIDEO


Dibattito con Alice Banfi, autrice di “Sottovuoto: romanzo psichiatrico”, e Piero Colacicchi, Maria D’Oronzo, Eugen Galasso.

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Alice Banfi



Alice Banfi con Maria D’oronzo



Alice Banfi con Piero Colacicchi



Alice Banfi con Eugen Galasso



Pubblicato il 11 luglio, 2012
Categoria: Video

Festival dell’anima – Maria D’Oronzo e Antoine Fratini – Video


Festival dell’Anima: Il cuore e la mente

www.psicofestival.org

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Pubblicato il 2 giugno, 2012
Categoria: Video

L’approccio no-psichiatrico – Giorgio Antonucci – VIDEO

Giorgio Antonucci – L’approccio no-psichiatrico -


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Pubblicato il 1 giugno, 2012
Categoria: Video

Conferenza: “Socialismo e storia della psichiatria” – di Eugen Galasso





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Ripresa stagione circolo antipsichiatrico libertario – Eugen Galasso

Articolo su Umanità Nova, marzo 2012

Lunedì 12 marzo, presso lo HUB di Bologna, con un incontro dal titolo “Socialismo e storia della psichiatria”, il Centro di relazioni umane-Circolo antipsichiatrico libertario ha ripreso le conferenze e le iniziative dell’anno . Con gli interventi della dottoressa Maria Rosaria d’Oronzo, responsabile del “Centro” e di chi scrive, si è evidenziato come il pensiero ma anche il movimento socialista, compresa ovviamente la componente anarchica e libertaria, abbia dato un peso limitato alla problematica della sofferenza (che gli psichiatri denominano in modi diversi, con un’insopportabile voglia nosografica, ossia di descrizione -”paziente schizofrenico”, “disturbo bipolare”, “paziente paranoico” etc., procedendo poi alle terapie imposte, purtroppo), dando invece la priorità alle problematiche economiche. Ciò anche con accuse “para-psichiatriche” di Marx ed Engels contro Lassalle e Bakunin, per es., già all’interno della Prima Internazionale; ciò per non dire che cosa fece poi, negli anni Trenta del 1900,  il comunismo stalinista contro anarchici e “socialfascisti” (i socialisti di diversa “osservanza” venivano tout court denominati come tali), dove, per esemplificare ulteriormente, Camillo Berneri , prima di essere ucciso, fu calunniato, diffamato, minacciato e definito nei modi più atroci: proprio Berneri, peraltro, che aveva saputo applicare le intuizioni più geniali della psicoanalisi di Freud. Colpa in primo luogo, si potrà dire senza problemi, certo di una psichiatria incartapecorita, già pronta a “sorvegliare e punire”, in particolare dopo la diffusione, in epoca ottocentesca, di “reazione”, di strutture manicomiali recludenti, quali pure “istituzioni totali”.  Eppure Charles Fourier, che pure Proudhon considerava “un fou” (un folle), grande “socialista utopista”, in realtà libertario coerente, si era reso conto che la disarmonia tra Uomo e Natura era dipendente , quasi sempre, dalla miseria e dalla fame conseguente. Allo stesso modo, poi, Fourier spiegava che ogni passione, anche quella, per esempio delle pratiche amorose e sessuali che il cattolicesimo chiama “perversioni” perché non rispondenti a “finalità procreative”, ha ragione d’essere e di essere praticata. Pierre-Joseph Proudhon, in questo, era “bloccato” dal suo moralismo che sostanzialmente non contempla il ruolo della donna. “Quandoque Proudhonus dormitat” (talora anche Proudhon dormicchia), potremmo aggiungere. Oggi le tematiche libertarie danno il giusto rilievo alla lotta antipsichiatrica, anzi la promuovono in pieno, ma è certo che i secoli precedenti erano segnati da altre priorità e scelte di priorità.  A maggio il “Circolo” propone altro, ma la comunicazione relativa a date e luogo d’incontro verrà comunicata in tempo.

Eugen Galasso

Pubblicato il 9 marzo, 2012
Categoria: Testi, Video

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo