Archivio della Categoria: ‘Notizie’

Associazione Internazionale di Psicoanalisi Laica – Convegno “Apparessere – Moda e Psicoanalisi”

Antoine Fratini, psicoanalista junghiano (Parma)

Daniel Sibony, psicoanalista lacaniano (Parigi )

Giovanni Alotta, psicoanalista freudiano (Trieste)

Giorgio Risari, filosofo esperto di E. Fromm ( Brescia )

Maria D’Oronzo, direttrice del Centro di Relazioni Umane ( Bologna)

Sabato 22 ottobre 2022 – ore 10/18

Grand Hotel Regina – Sala Convegni Largo Roma 3 –

Salsomaggiore Terme – PR

Pubblicato il 12 September, 2022
Categoria: Notizie

La mission del Centro di relazioni umane

Un ringraziamento a Marina De Rose per l’invito al webinar da lei organizzato di oggi, 21 giugno 2022.

Marina De Rose:

CON L’ASSOCIAZIONE ““Diritti alla follia”: e L’INTERVISTA a Michele Capano e Cristina Paderi. SONO LIETA DI AVERE CON NOI ANCHE LA DSSA Maria D’oronzo, psicoterapeuta, assistente del dr Antonucci, fondatrice del “Centro di Relazioni umane”con sede a Bologna. Waiting room con Maria Brogno ore 21.10. Anthea Group Srl.Per partecipare su zoom clicca qui: https://us02web.zoom.us/j/88375521539?fbclid=IwAR2fW7ut8jpZi9iNjYq7WH95TODx2k8FeA0JUmAJ01r6F-qIZ-CcBi_pJmA#success

Pubblicato il 21 June, 2022
Categoria: Notizie

Ri-fiutami

Campagna Provocatoria di Umanità

ideazione e direzione artistico-pedagogico Tyna Maria

Incontro di sensibilizzazione sociale al tema della disposofobia

Pubblicato il 20 June, 2022
Categoria: Notizie

Presentazione sito d’archivio di Giorgio Antonucci –



www.giorgioantonucci.org


https://www.youtube.com/watch?v=WDj2JkZ2Ags

Presentazione del sito dell’archivio di Giorgio Antonucci al IV Congresso dell’associazione radicade “Diritti alla Follia”, il 14 novembre 2021 a Roma.

Il sito raccoglie tutto il materiale cartaceo, foto e media lasciato da Giorgio Antonucci a Maria D’Oronzo e ad alcuni amici e collaboratori: il materiale più delicato come i suoi taccuini, con la trascrizione di Maria D’oronzo; i ritagli di giornali raccolti dalla moglie Noris Orlandi; le foto del reparto di cui era primario l’Autogesito di Massimo Golfieri; le videoregistrazioni conservate da Giovanni Angioli (coordinatore infermiere del reparto Autogestito) e da Gerardo Musca. La programmazione del sito è stata possibile da Mara Ceschini e Paola Torsello. Progetto editoriale di Massimo Paolini.


Pubblicato il 22 November, 2021
Categoria: Notizie, Presentazione

Presentazioni sito d’archivio di Giorgio Antonucci



Presentazione al Congresso dell’Associazione Radicale “Diritti alla Follia” – Un’altra “salute mentale” –
14 nobembre 2021, ore 10
Meeting Center, Largo dello Scautismo 1, Roma


https://www.radioradicale.it/scheda/652426/iv-congresso-dellassociazione-radicale-diritti-alla-follia-prima-sessione-unaltra






Presentazione del sito d’archivio di Giorgio Antonucci durante la cerimonia del
Premio Giorgio Antonucci” 2021,
21 novembre ore 15,30
Auditoriun al Duomo
via de’Cerretani 54/r, Firenze,



VIDEO





https://www.ccdu.org/comunicati/premio-giorgio-antonucci-2021?fbclid=IwAR0RmXDb0bgLirZLa5_xl33arxtsxJkF2riLhsa9ibuiU1zprJ5J-m4zN-s

Pubblicato il 10 November, 2021
Categoria: Notizie

IV Congresso dell’ASSOCIAZIONE RADICALE “DIRITTI ALLA FOLLIA”

“Diritti alla Follia” celebrerà il suo quarto Congresso, che abbiamo voluto intitolare Un’altra “salute mentale”, nelle giornate di sabato 6 e domenica 7 novembre in modalità da remoto e, in presenza a Roma, nelle giornate di sabato 13 e domenica 14.
Abbiamo scelto di dedicare entrambi i week end alla disamina dell’ “attualità” degli impegni oggetto dell’attività dell’associazione: i diritti degli utenti della psichiatria, la riforma del trattamento sanitario obbligatorio, delle misure di sicurezza per i soggetti non imputabili, degli istituti limitativi della capacità di agire come l’amministrazione di sostegno. Ma non solo.
Segui il Congresso In diretta zoom e live facebook alla pagina
https://www.facebook.com/DirittiallaFollia
e su https://www.radioradicale.it/














Dibattito online – Lo psichiatra è libero di scegliere la cura per il suo paziente? La persecuzione istituzionale a carico del dott. Enrico Loria






Dibattito online :
“Lo psichiatra è libero di scegliere la cura per il suo paziente?” La persecuzione istituzionale a carico del dott. Enrico Loria –


Il tema che verrà affrontato prende spunto dalla vicenda professionale del dott. Enrico Loria, medico psichiatra che svolge la sua attività a Cagliari, nel servizio pubblico.
Il dott. Loria racconterà la sua esperienza di psichiatra costellata di procedimenti disciplinari in rapporto a percorsi di cura intrapresi con passione e dedizione.
Ben al di là della vicenda – altamente significativa – del dott. Loria, intendiamo interrogarci sulle condizioni di lavoro affrontate dallo psichiatra in Italia, nel 2021, e della libertà del medico di individuare i percorsi terapeutici “per e insieme ai suoi pazienti” .
Enrico Loria ci scrive tra l’ altro : “Sono uno psichiatra e psicoterapeuta cattolico di Cagliari. […] Da circa 25 anni cerco di integrare i percorsi di cura con quelli della crescita interiore psicologica e spirituale. Undici anni fa ottenni un’autorizzazione scritta dal responsabile del Dipartimento di Salute Mentale, anche lui cattolico, per portare avanti una esperienza di psicoterapia di gruppo integrata con la spiritualità, nel servizio pubblico dove lavoro.
Da allora sono iniziati i miei guai. […] Sei anni fa in occasione di un tentativo di suicidio di una paziente (che non frequentava i gruppi) sono stato accusato di non fare bene il mio lavoro e di intraprendere pratiche non tradizionali lesive per i pazienti.
Da allora indagini, processi, provvedimenti disciplinari e numerosi giorni di sospensione dal lavoro.
Sono solo in questa che io sento come una missione di vita”.


Oltre che con il dott . Loria , ne discuteremo insieme a :
– Marco Bertali : medico psichiatra, psicologo, psicoterapeuta
– Mariano Loiacono : medico psichiatra
– Maria Rosaria D’Oronzo : psicologa, referente Centro Relazioni Umane
– Susanna Brunelli : familiare e ex utente
– Antonio Maria Pagano : medico psichiatra
– Antoine Fratini : psicanalista
– Vito Totire : medico psichiatra
– Andrea Michelazzi : medico psichiatra e di medicina generale


“Lo psichiatra è libero di scegliere la cura per il suo paziente? La persecuzione istituzionale a carico del dott. Enrico Loria
Dibattito organizzato dall’associazione Radicale “Diritti alla Follia”
Sabato 18 settembre h. 16.30
II webinar sarà trasmesso in diretta Facebook sulla pagina https://www.facebook.com/DirittiallaFollia
Con la partecipazione di: Enrico Loria, Marco Bertali, Mariano Loiacono, Maria Rosaria D’Oronzo, Susanna Brunelli, Antonio Maria Pagano, Antoine Fratini, Vito Totire, Andrea Michelazzi, Diritti alla FOLLIA
info & contatti dirittiallafollia@gmail.com”

Pubblicato il 13 September, 2021
Categoria: Notizie

Processo all’intimità sessuale di una giovane interdetta – Eugen Galasso








Facebook: https://www.facebook.com/events/338069837944409?ref=newsfeed



Diritti alla Follia: https://dirittiallafollia.it/2021/07/02/processo-allintimita-sessuale-di-una-giovane-interdetta-presidio-al-tribunale-di-firenze/?fbclid=IwAR0lWPjMSfZqRgOtu_x9qM9mNby75HUSRGbU3xzZpfPjIgnVzqYEq14Gun0


L’associazione radicale “Diritti alla follia” promuove, il giorno 16 luglio a Firenze,  
un presidio davanti al tribunale di Firenze in difesa di Jeanette A. Fraga, che avrebbe incoraggiato la figlia, cittadina italiana,  considerata “interdetta” ad avere rapporti sessuali con il compagno (che, peraltro, è tale da 10 anni). L’accusa alla signora Fraga è grave, di “concorso in violenza sessuale”, il che è veramente assurdo, considerando il fatto che siamo (o saremmo?) in uno Stato che garantisce la libertà dei singoli individui, laico, quindi libero da “religioni di Stato” e simili. La tematica della libertà di amare, dunque anche in chiave di rapporti sessuali (la quaestio se l’amore implichi anche l’esercizio della sessualità sembra vetusta, ma se pensiamo che in psicanalisi, due teorici e clinici, entrambi di provenienza e scuola freudiana, come Wilhelm Reich -per cui la sessualità implica “direttamente” l’amore e viceversa, dove l’autore critica la “società chiavante” – e Theodor Reik , per cui invece si dà una dimensione dell’amore non necessariamente legata alla sessualità, su questo non sono d’accordo e la fila dei contrasti potrebbe venir allargata, le cose non sono così semplici, salvo che il riferimento alla libertà per l’individuo non dovrebbe essere opinabile, dato anche che i centri autogestiti garantiscono stanze doppie, non singole. Chiaramente si tratta di battaglie di civiltà, nelle quali l’impegno dei Radicali (ma non solo) è acclarato (cfr.anche la recente iniziativa referendaria sulla giustizia tout court) come anche del Centro di Relazioni umane è noto da tempo.   Eugen Galasso


“All’inizio del’92, quando sono arrivata al reparto Autogestito dell’Ospedale Psichiatrico di Imola, c’erano diverse coppie di fatto tra i pazienti. Le coppie si erano scelte nel corso degli anni di manicomio, sotto la minaccia di elettrochoc se scoperti dagli infermieri.
I pazienti dell'”Autogestito”, erano ospiti residenti che aspettavano una sistemazione abitativa all’esterno dell’O.P.; nel frattempo, le coppie di fatto, sotto la direzione del dott Antonucci, erano sistemate in camere doppie per rispetto dei loro bisogni, privacy e condizioni reali della loro vita, piuttosto che dei regolamenti istituzionali.” Maria Rosaria D’Oronzo, psicologa fondatrice del Centro di Relazione umane e membro dell’Associazione Radicale “Diritti Alla Follia”.


Testimonianza di Paride Ugolini, ospite residente del reparto “Autogestito”:
VIDEO


Approfondimenti: “La chiave comune” di Giovanni Angioli, Editrice la MANDRAGOLA, 2016

Ardea un problema? – Eugen Galasso



L’episodio di Ardea presso  Roma, dove un ingegnere informatico 34 enne, disoccupato, s’è messo a sparare “all’impazzata”, uccidendo due bambini, un uomo anziano, poi sé stesso, sembra riproporre il problema del disagio “psico-esistenziale”, dove naturalmente i “buoni” sono quelli che magari vorrebbero tornare a “strutture chiuse” e comunque a riproporre il TSO come soluzione. Solo che l’uomo, come si apprende, aveva già subito un TSO e probabilmente proprio questo provvedimento ha contribuito a far scattare in lui una ribellione esistenziale “contro il mondo” e quindi non è vera la solita storia di chi vuole controlli rigorosi e magari la repressione di chi soffre del “disagio psichico” (o come si sente ancora dire “è malato di mente”), ma semmai l’anonimato di quartieri dormitorio, nei quali alligna l’alienazione iperindividualistica mista alla curiosità morbosa per comportamenti e pensieri (Antonucci docet…) considerati “strani”, “diversi dalla norma” etc, dove torna in mente la risposta di Thomas Szasz a una persona che gli chiedeva che cosa fosse la norma: “Una ragazza che abita a New York” (un italiano melomane forse citerebbe l’opera di Bellini… il prodotto non cambia…). Abituarsi all’altra persona, anche se “eccentrica” (magari solo secondo i canoni esistenti), accettarla invece di condannarla ante factum, cercare di capire che nessuna persona ha esigenze, desideri, pulsioni, pensieri “normati”, ciò costituirebbe un passo avanti nella comprensione della realtà (almeno di quella umana) nella quale ci troviamo a vivere.   Eugen Galasso

Pubblicato il 14 June, 2021
Categoria: Notizie

Presentazione dell’OMBUSDSMAN PERSONAL – Maria D’Oronzo



Il convegno organizzato dall’Associazione Radicale “Diritti alla follia” – GIUDICI TUTELARI E AMMINISTRAZIONI DI SOSTEGNO: prassi da superare e percorsi formativi da seguire – è stata l’occasione per fare la nostra presentazione della figura professionale e del ruolo del Ombusdsman Personale svedese.


https://www.youtube.com/watch?v=a41_-zJmOZw&t=480s


Al minuto 2:20:00
https://dirittiallafollia.it/2021/06/05/giudici-tutelari-e-amministrazione-di-sostegno-prassi-da-superare-e-percorsi-formativi-da-seguire/






Mi presento. Sono Maria D’Oronzo, psicologa; mi sono formata con il dottor Giorgio Antonucci, sua collaboratrice per venticinque anni.
Questa sera parlerò dell’Ombusdsman Personale che, per semplificazione, chiamerò Personal Supporter: figura professionale dell’esperienza svedese.

L’Associazione Radicale “Diritti alla follia”, di cui faccio parte, ha tra i suoi obiettivi la salvaguardia di spazi di autodeterminazione e scelte delle persone nella procedura dell’amministratore di sostegno: così come è previsto nelle Osservazioni delle Nazioni Unite per i diritti dell’uomo, e le Raccomandazioni di:
– Abrogare tutte le leggi che permettono a tutori e amministratori di sostegno di sostituirsi alle persone interessate
– Promuovere le emanazioni di provvedimenti per il sostegno al processo decisionale autonomo
– La formazione di professionisti in campo giuridico, sanitario e sociale per apportare tale cambiamento di prospettiva.

Nell’ottica delle Raccomandazioni ONU, l’associazione “Diritti alla follia” ha preso contatti con una ONG Svedese, OP-Skane, che ha sviluppato un sistema di Supporto Personale in linea con le osservazioni delle Nazioni Unite.
L’iniziativa dell’OP-Skane nasce nel 1995 dalla collaborazione tra l’Associazione di Utenti e l’Associazione di Familiari pazienti psichiatrici, in una provincia della Svezia: Skane.
Il Personal Supporter è un professionista formato dall’ONG OP-Skane, con finanziamenti statali (2/3) e comunali (1/3).
Visti gli aspetti positivi sia sotto il profilo di recupero personale, meno ricoveri e meno farmaci, sia per gli aspetti economici, il Parlamento Svedese ha deciso di allargare a tutta la Svezia il nuovo sistema e le Nazioni Unite raccomandano il sistema OP-Skane a livello mondiale.

Il Personal Supporter è un professionista con qualifica magistrale oppure giuridica oppure psicologica o altro.
La novità del Personal Supporter è che lavora esclusivamente su commissione del paziente psichiatrico, suo cliente: non ha alleanza né con la psichiatria, né con i servizi sociali né con le Autorità né con i familiari del paziente.
La posizione del Personal Supporter è indipendente rispetto alla cura e assistenza e quindi non può essere equiparato ai servizi sociali o ad altre forme di Autorità.
La mission del Personal Supporter è di migliorare la qualità di vita e le condizioni di vita dei clienti psichiatrici. Il Personal Supporter “fa solo ciò che il suo cliente vuole che lui faccia”.

Spesso occorre molto tempo prima che il cliente sappia oppure voglia dire il tipo di aiuto che desidera, questo vuol dire che il Personal Supporter deve impegnarsi per lungo tempo con i suoi clienti per sviluppare una condizione necessaria per una relazione di fiducia che permetta di affrontare questioni sempre più essenziali ed esistenziali.
L’esatto opposto di quanto usualmente avviene nei servizi territoriali dove il paziente viene assistito da professionisti che si propongono come suoi portavoce.
Il Personal Supporter contribuisce al recupero della persona dove per recupero si intende:

“opportunità di vivere la vita che vuoi in presenza o assenza di malattia.”

La collaborazione si basa sui desideri della persona e include:
– Supporto
– Collaborazione
– Risoluzione dei problemi
– Monitoraggio dei diritti
– Sostegno
– Orientamento alla cura

Il Personal Supporter ha anche il ruolo di segnalare le carenze del sistema assistenziale: carenze nell’accessibilità delle cure oppure pratiche discriminatorie che possono portare all’esclusione. Ad esempio trattamenti che limitano il potere dell’individuo e che portano ad una mancanza di speranza o ancora ad una mancanza di coordinamento tra gli attori responsabili della cura della persona.

Il lavoro del Personal Supporter mira a:
– Migliorare l’opportunità di influenzare le condizioni di vita del cliente e la sua partecipazione nella società
– Di ottenere l’opportunità di una vita più indipendente per il cliente
– Dare supporto agli utenti alloggiati i hoausing, o gruppi appartamento o unità abitative.
– Avere l’influenza sulla formazione del personale e sulla gestione delle residenze assistenziali e aumentare la comprensione delle prospettive degli utenti.

Il lavoro del Personal Supporter è un lavoro singolare nel significato che si è “soli nel lavoro” con u forte sentimento di solitudine: si incontrano molte situazioni differenti e individui che possono significare rischi sia fisici che emotivi; per questo è previsto un gruppo di preparazione alla crisi con un rappresentante sempre disponibile per i dipendenti da contattare in caso di incidenti o eventi seri.

Il Personal Supporter si deve mantenere su regole o linee-guida etiche:

– Incontrare l’altro i un rapporto alla pari
– Empatia, impegno, rispetto
– Beneficiare la persona
– Rispetto per l’autodeterminazione
– Migliorare il potere personale del cliente
– Ha il diritto di rifiutare la missione
– Non ha u ufficio perché “l’ufficio è potere”; non ha un orario d’ufficio ma è preparato a lavorare a qualsiasi ora 24/24 perché i problemi del suo cliente non si concentrano nelle ore dell’ufficio.
Il Personal Supporter lavora secondo uno schema flessibile in relazione ai bisogni e desideri dei suoi clienti che sono particolarmente diffidenti e abbandonati a sé stessi perché difficili da raggiungere e da aiutare.

Il Personal Supporter lavora secondo il modello relazionale, vuol dire uscire e incontrare i clienti nei loro luoghi: una piazza, per strada oppure dietro una porta chiusa.

I passi di contatto con i clienti sono:
– Realizzazione del contatto
– Sviluppo della comunicazione
– Costruzione di una relazione
– Mantenere un dialogo aperto
– Sviluppare progetti e/o impegni.

Per ottenere un Personal Supporter è necessario stabilire una relazione e semplicemente volere un Personal Supporter.

Il cliente deve avere il diritto all’anonimato di fronte alle autorità. Il Personal Supporter potrebbe essere pagato dalla comunità per il servizio che offre ma nel contratto di lavoro è chiaramente scritto che il Personal Supporter può rifiutarsi di dare i nomi delle persone e i luoghi dove le incontra.
Il personal Supporter dovrebbe supportare il cliente in tutte le questioni e non solo su quelle pratiche-concrete. Le prime priorità dei clienti solitamente non sono pratiche di tipo occupazionali-abitative piuttosto esistenziali. Ad esempio: perché la mia vita è diventata la vita di un paziente psichiatrico?
Il Personal Supporter deve essere in grado di spendere molto tempo a parlare con il suo cliente anche di queste questioni.
Il Personal Supporter deve essere ben preparato per tutelare i diritti del cliente di fronte alle autorità e anche nei tribunali.
Il cliente deve avere la massima trasparenza del lavoro che si sta eseguendo.
Il Personal Supporter ha il dovere alla privacy
Il Personal Supporter ha l’obbligo di denuncia nei casi di minori
Il Personal Supporter ha l’obbligo di eseguire l’incarico in conformità con la legge
Il Personal Supporter non può usare sul lavoro alcolici o psicofarmaci
Il Personal Supporter deve usare una grande cautela quando si tratta di ricevere regali o regalie dai clienti o loro familiari.

Il Consiglio Nazionale della Salute della Svezia ha limitato il tempo di supporto a due anni, ma questo non è una regola solo un punto di riferimento per non creare dipendenza in quanto c’è il rischio di diventare il risolutore dei problemi piuttosto di aiutare la persona a risolvere da sé stesso i problemi.

Il Personal Supporter è un supporto per le persone con disabilità mentale che hanno bisogno di aiuto per gestire la loro condizione di vita ed essere in grado di essere maggiormente coinvolti nella società.

A questo riguardo voglio ricordare, per onestà intellettuale ma anche per le similitudini le lezioni del dottor Giorgio Antonucci che dal 1960 ha sempre lavorato nella prospettiva di costruire rapporti alla pari, dare autonomia, poter personale e un ruolo nella società ai pazienti psichiatrici dentro e fuori i manicomi italiani.

Pubblicato il 13 June, 2021
Categoria: Notizie, Testi, Video

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo