Associazione Penelope – Giuseppe Bucalo


carissimi

Come saprete siamo impegnati in una lotta senza quartiere contro ogni forma di emarginazione e di esclusione, giorno per giorno, sui territori delle province di Messina e di Catania. Abbiamo costruito centri aperti ogni giorno dell’anno e dato una mano concreta a quanti si trovano senza fissa dimora o privi di supporto socio-familiare. Mensa, doccia, lavanderia, accoglienza notturna di emergenza, mediazione lavorativa, ricerca casa, trasporto, supporto domiciliare … una rete di servizi e di volontari che gratuitamente portano la loro solidarietà e stanno dalla parte di chi è messo da parte.
Per fare questo lottiamo ogni giorno non solo con i pregiudizi sociali, ma anche con una realtà ipocrita che ci vorrebbe legati a quello o quell’altro carrozzone politico-amministra tivo e portatori di consenso. Noi ci siamo sempre ribellati a queste logiche e spesso ci siamo trovati a lottare contro le amministrazioni così tanto interessate all’apparire e, quasi mai, al fare.
L’autofinanziamento per noi non è solo un modo per responsabilizzare le comunità sociali circa la necessità e l’eticità di quanto andiamo a fare, ma anche e soprattutto un modo per rimanere liberi e non subire i ricatti di quanti vorrebbero vederci “schierati” dalla parte dei più forti.
Per questo chiediamo la vostra firma, chiediamo di sottoscrivere questo nostro impegno a cambiare il mondo a partire da noi stessi e dalle nostre azioni. “No per cercare un posto in questa società, ma per creare una società in cui valga la pena trovare un posto”.

Giuseppe Bucalo
presidente associazione penelope


anche quest’anno l’associazione Penelope (www.associazionepenelope.it) è impegnata nella campagna per la donazione del 5 x mille.

un piccolo atto simbolico (e concreto) per supportare l’esperienza
antipsichiatrica siciliana … anche per chi non ha il tempo … la forza
… la voglia … di impegnarsi direttamente, ma sa quanto possa essere
distruttiva e inumana la logica e la pratica psichiatrica. Un modo per
destinare una parte delle nostre tasse alla costruzione di luoghi e
occasioni di libertà, piuttosto che rafforzare il sistema di controllo,
reclusione e esclusione pubblico. Un atto accessibile anche alla gente più
pigra … più disillusa … più inerte … una firma sulla dichiarazione dei
redditi nell’apposito spazio per la donazione del 5 per mille e la
trascrizione del numero di codice fiscale dell’associazione Penelope

(www.associazionepenelope.it) che corrisponde a 96004010839.
Sembra poco, ma la campagna del 2006 ci ha permesso di recuperare quasi
30.000 euro, con 1.600 firme, garantendoci in tempi molto bui la
sopravvivenza e la possibilità di rimanere liberi da condizionamenti e
ricatti economici.
La peculiarità del nostro percorso antipsichiatrico sta, dalla nascita nel
1986 del Comitato d’Iniziativa Antipsichiatrica, nell’aver negato nei fatti
ogni “specifico” psichiatrico, che si chiamasse “malattia”, “disagio” o
“sofferenza”, preferendo parlare di “conflitto”. Ci sono persone che in
determinate situazioni e ambienti (e in certi momenti temporali) entrano in
conflitto per il loro modo di essere, fare e pensare con le regole comuni
accettate. Non entriamo nel merito se lo facciano per scelta, per caso o per
necessità … questi individui creano problemi (piuttosto che avere
problemi) e nella maggioranza dei casi vengono puniti e reclusi/esclusi.
Letta così la questione psichiatrica e anche la questione di tutta
un’umanità che con la sua sola e stessa esistenza mette in crisi le regole
del nostro vivere civile e a cui non viene riconosciuto il diritto di
cittadinanza. Letta così la questione psichiatrica non è disgiunta dalle
questioni inerenti il controllo sociale e i processi di stigmatizzazione di
massa che interessano sempre più vaste aree della popolazione non integrata.
La nostra esperienza ha inteso così costruire luoghi e occasioni concrete di
autogestione per le persone che volontariamente (o involontariamente) sono
in guerra con il mondo (o devono difendersi da esso). Persone non connotate
da una diagnosi, ma da percorsi di vita e scelte che le hanno messe, spesso
loro malgrado, fuori dal contesto sociale.

E’ un’esperienza unica … amiamo pensare che sia un patrimonio collettivo
di tutto il movimento antipsichiatrico che vada salvaguardato …
sicuramente una storia più che ventennale … una testimonianza …

Con questa mail vi chiedo solo una firma, ma anche di darci una mano
concreta diffondendo questo messaggio in tutti gli ambienti in cui vivete,
operate e a tutte le realtà organizzate che potete in qualche modo
coinvolgere. Se è possibile …

grazie
giuseppe bucalo

Pubblicato il: 9 aprile, 2009
Categoria: Notizie

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo