“Leggere l’anarchismo” – Il personale è politico – di Massimo Ortalli



Leggere l’anarchismo 2 – dossier di Massimo Ortalli -

A-Rivista anarchica, n.344


“Il personale è politico” fu uno degli slogan più puntuali e pregnanti di anni che ormai paiono distanti secoli. Quella dichiarazioni di intenti rappresentò uno degli aspetti più significativi, e innovativi,  nel modo di intendere l’impegno e partecipazione sociale; contro la repressione dei comportamenti sessuali cosidetti “anormali” e delle forme di resistenza alla cultura della produzione definita “malattia mentale”. Oggi qualcosa fortunatamente è rimasto, ed è ancora possibile trovare testi dichiaratamente ispirati a una concezione libertaria del “personale”. Cominciamo con Passioni libertarie. Sentimento ed erotismo nel pansiero anarchico (Gavardo, Libereredizioni,2005), di Clarita Kalimocio. Senza dubbio interessante e originale questa incursione nel privato degli anarchici, generalmente ben protetto e refrattario a mostrarsi. Accompagnate dalle citazioni di Fourier, Bakunin, Emma Goldman, Anna Kuliscioff, Vaneigem, Malatesta e altri, le osservazionni dell’autrice, che dedicando questo lavoro “ai (suoi) figli, oggi bambini, domani uomini, per una vita di libertà e di passioni”, mostra l’anarchismo non solo come movimento politico o filosofico, ma come pensiero “la cui forza e la cui importanza risiedono nella tensione morale e nella necessaria riflessione che esso promuove e sollecita”. Offre altri punti di riflessione il saggio di Filippo Trasatti, Contro natura. Omosessualità, Chiesa e biopolitica (Milano, Eleuthera, 2008), che tratta del persistente e repressivo rifiuto dell’omosessualità, particolarmente accentuato fra le gerarchie ecclesiastiche. In tutti i comportamenti sessualmente liberi il potere, sempre attento, anche per le vie più traverse, a legittimarsi come controllore della vita individuale, vede un pericolosissimo attentato all’integrità della “famiglia”. Dello scrittore tedesco Mackay, autore di un interessante romanzo sul mondo libertario, Gli anarchici, uscito nel 1988 e pubblicato in Italia dalla Casa Editrice Sociale nel 1921, sappiamo ben poco. Diventa quindi quanto mai utile questa biografia di Hubert Kennedy, Anarchico d’amore. La vita segreta di John Henry Mackay (Ragusa, La Fiaccola, 2007), che scava nell’intreccio profondo fra l’omosessualità dello scrittore, appena mascherata dietro lo pseudonimo Sagitta, e le pulsioni libertarie che rivendicavano comportamenti ersonali, e sociali, assolutamente dirompenti rispetto al diffuso perbenismo che affligeva le società europee. Per finire con il tema della libertà sessuale, abbiamo, di Jean-Manuel Traimond, Piacere dolore potere. Un approccio anarchico al sadomasochismo (Milano,Eleuthera,2007). Già autore di una guida erotica al Louvre, edita l’anno precedente sempre da Eleuthera, l’autore mette in relazione due termini apparentemente antitetici quali anarchia e sadomasochismo, dimostrando invece come per entrambi sia centrale un tema comune, quello del potere e dell’autorità. Igiene mentale e libero pensiero. Sul controllo sociale della psichiatriia (Milano, Zero in Condotta, 2007) è la raccolta degli atti del Convegno tenutosi a Rimini nel 2006, dal titolo “Libertaria-Mente: Igiene mentale? Libero pensiero!”. L’attenzione degli anarchici e dei libertari alle pratiche repressive in campo medico e soprattutto psichiatrico è sempre desta, e la qualità e radicalità degli interventi qui presentati lo stanno a dimostrare.

E di conseguenza anche la ricerca di pratiche e strumenti “per altri sentieri circolari (…)  che nel loro percorso verso orizzonti di libero pensiero diano alternative e possibilità concrete da subito” diventa un fine da perseguire con ostinazione. Già edito da Eleuthera in una prima edizione nel 1993 e ripubblicato oggi dalla combattiva Sensibili alle foglie, la Critica al giudizio psichiatrico (Dogliani,2005) di Giorgio Antonucci è uno dei testi fondamentali dell’antipsichiatria. Se si pensava che la chiusura dei manicomi avrebbe risolto il problema del trattamento psichiatrico coercitivo, per la cui distruzione si batterono i Basaglia e gli Antonucci nei decenni passati, basta osservare le nuove realtà delle cosidette strutture protette e dei trattamenti sanitari obbligatori, per comprendere quanto sia ancora lunga la strada da fare per liberarci dal giudizio psichiatrico. Chi lo conosce sa che Settimio Pretelli, del Gruppo Libertad di Rimini, è fra i compagni più sensibili e solidali del nostro movimento. Non sorprende, quindi, ritrovare, in queste brevi pagine, Senza spartito. Ricordi e riflessionni su un ventennio di esperienze educative (Rimini, Ausl di Rimini, 2007), scritte con Gilberto Mussoni, come lui educatore presso il Centro di Salute Mentale della Ausl riminese, l’umanità e la dedizione con le quali opera da vent’anni, nelle strutture pubbliche sanitarie. Ma Petrelli non è solo un “assistente sociale”, è anche un attento e informato conoscitore delle tante implicazioni, pratiche e teoriche, che rendono il suo lavoro così difficile e delicato. Sempre in tema psichiatrico, ma questa volta con attenzione particolare alla fascia più debole, quella dei bambini, segnalo,  di Chiara Gazzola,  Divieto d’infanzia. Psichiatria, controllo, profitto (Pisa, Biblioteca Franco Serantini, 2008). Inutile ricordare come sia assolutamente necessario un approccio genuinamente libertario quale è quello dell’autrice, per affrontare problematiche così complesse e soggette inevitabilmente ad agghiaccianti interessi economici e di controllo sociale.

Nota dell’autore

Come già la precedente bibliografia, Leggere l’anarchismo. La storia, le storie, il pensiero, pubblicata come supplemento al n. 311 di A-Rivista anarchica (ottobre 2005), l’obiettivo che mi sono proposto con questo dossier è stato quello di fornire il quadro quanto più possibile completo di ciò che è stato pubblicato, questi ultimi anni, su temi e argomenti concernenti l’anarchismo. L’arco temporale di questo lavoro, a parte rari inserimenti che si riferiscono a pubblicazioni meno recenti e non segnalate in precedenza, va dalla fine del 2005 a tutto il 2008, quindi restano esclusi i titoli apparsi nei primi mesi del 2009. Il lavoro non pretende di essere asaustivo, sia perchè qualcosa può sempre sfuggire sia perchè è stata volutamente esclusa la gran parte di quelle pubblicazioni che, avendo un carattere fortemente militante ed essendo, anche se involontariamente, di scarsissima distribuzione, non si rivolgono ad un pubblico di lettori vasto e “neutrale” quale è quello al quale intendo rivolgermi. Ciò non toglie ovviamente nulla al valore o all’utilità di queste pubblicazionni e infatti mi riprometto di compilare, prima o poi, una sorte di appendice che comprenda i titoli esclusi fino ad ora.

Come avevo già scritto nel precedente dossier, qualcosa sicuramente è sfuggito, qualcosa, forse, non è descritto nel modo più appropriato e in taluni casi è stata fore fornita un’interpretazione non da tutti condivisibile. Spero comunque che anche questo lavoro, come il primo, possa servire da strumento di conoscenza e di approfondimento delle tematiche, della storia e delle storie dell’anarchismo e del movimento anarchico.

Se così sarà, il mio impegno avrà prodotto lo scopo che soprattutto mi interessava.

Buona lettura!

Massimo Ortalli

massimo.ortalli@acantho.it

Pubblicato il: 4 maggio, 2009
Categoria: Notizie

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo