Il brutto “Enigma” di Corrado Augias – di Giorgio Antonucci

Sabatoseraonline
07 luglio 2009 | 14:35


Corrado Augias in una puntata di Enigma


di Giorgio Antonucci


Quanti pregiudizi nella puntata dello scorso tre luglio di Enigma. La trasmissione di Corrado Augias andata in onda sui Rai tre e dedicata a Ida Dalser, la moglie segreta di Mussolini, ha esemplificato al meglio i pregiudizi che colpiscono le donne ricoverate in manicomio o in clinica psichiatrica.
Quasi tutti gli ospiti in studio, esclusa la storica Anna Bravo, hanno riproposto il solito schema per cui si considera la persona ricoverata in clinica psichiatrica incapace di comprendere e quindi incapace di stabilire una comunicazione con le persone cosiddette normali. Questo nonostante fosse evidente e dichiarato da tutti che il ricovero di Ida Dalser fosse dovuto a motivi politici, ossia a tenere lontana chi poteva nuocere pesantemente alla vita politica di Benito Mussolini in quanto madre di un figlio di quello che sarebbe divenuto il Duce.
Mi limito ad alcuni esempi,


Il conduttore Corrado Augias che ha dichiarato che per scoprire se la Dalser era realmente malata serviva uno specialista e ha proseguito nell’analisi dei problemi mentali di Ida, il regista Marco Bellocchio che spiegando che Ida walser aveva previsto la brutta fine di Mussolini, pur nel suo “delirio”.
Per tutta la puntata si è cercato, quindi, di analizzare i problemi mentali di Ida Dalser, la vittima, invece che quelli di Benito Mussolini, il promotore dell’ingiustizia, colui che l’aveva fatta rinchiudere per proteggere la propria carriera politica. Ida e il figlio Benito Albino sono stati infatti rinchiusi in manicomio per evitare scandali. Un figlio  morto durante l’ultimo ricovero in manicomio per coma insulinico procurato dai medici. Solo la storica Anna Brava ha ricordato come la vita di Mussolini fosse stata quella di un maschilista prepotente, che ha sfruttato le donne per i suoi scopi. La Dalser per farsi finanziare il giornale di partito, la moglie perchè serviva una donna simile per sua immagine familiare e via dicendo. Non è un caso che l’unica donna presente in studio abbia colto il nocciolo del problema, ovvero i diritti negati delle donne. Che, come in altri casi, si ritrovano sul banco degli imputati anche quando sono chiaramente vittime di un aggressione.
Sul sito di Enigma, si è presentata la puntata dicendo che si sarebbero analizzati “i tentativi brutali con cui il regime fascista ha cercato di mettere a tacere una donna che gridava la verità, e gli sforzi brutali per mettere in riga il figlio di Mussolini e Ida, che appunto rivendicava i suoi diritti di figlio. Fino all’internamento di entrambi in manicomio e alla morte”. Nel corso della puntata, però, non si è ragionato in maniera conseguente.
E ci si è lambiccati sui deliri, le lettere, la rabbia, per altra sacrosanta, di Ida, mentre il comportamento di Mussolini appariva normale. E lo sarà sempre se chi ragiona come Anna Bravo sarà l’eccezione e non la regola.

Pubblicato il: 8 luglio, 2009
Categoria: Testi

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo