Presentazione “ANNETTA”- Rocco Lombardi e Maria D’Oronzo



“Annetta TAVOLE , FOTO

Annetta- Due parole per Antipsichiatria.net


di Rocco  Lombardi


Dal riformatorio al manicomio alla strada,
Annetta sfugge alle gabbie mentre ne apre altrettante.
La sua tensione per la libertà cresce con l’ostilità che incontra, si esaspera nell’affetto per i
viventi, non trova un luogo unico dove riposare ed è costretta all’errare.
Annetta raccoglie la vita nel calore affievolito dei corpi morenti: lo nutre,
lo protegge, lo porta con sé.
Nei silenzi forzati e in quelli voluti, Annetta è
una storia di immagini in cui provare ad ascoltare i suoni e a costruire i
dialoghi, quelle parole che spesso mancano e con cui abbiamo perso la
dimistichezza.
Annetta forse non può più parlare o forse non vuole più, aguzza
i sensi e ascolta le urla soffocate e
selvagge dell’umanità scomparsa che
cerca nella sua natura animale il suo doppio represso.

ANNETTA


di Maria D’Oronzo


Annetta non è solo un libro, né un fumetto-muto. E’ la biografia di una donna che fin da bambina ha conosciuto la ferocia degli uomini e delle loro leggi.
Dopo la morte dei genitori, Annetta e sua sorella, sono state affidate alla nonna. Annetta ama gli animali fino al punto di aprire le gabbie in una fiera di bestiame. I commercianti sono inferociti, chiedono giustizia.



Il giudice conosce solo le ragioni dei mercanti di animali, non dà altre possibilità. Annetta deve essere portata via dalla sua famiglia, con la forza. Deve essere portata in riformatorio. Il giudice con un solo atto condanna Annetta e la sua famiglia. Annetta dev’essere riformata e la sua nonna, sua sorella, l’amore della sua famiglia non sono necessaria, a questa missione. Anzi sono d’intralcio perchè, giudicati dagli esperti, inadeguati. Annetta è allontanata dai suoi affetti ma non abbandonata perchè affidata agli esperti. Come troppo spesso, facilmente, accade anche per Annetta il viaggio è dal riformatorio al manicomio. Le ragioni sono banali, discrezionali, dipendono da scelte economiche e di potere. Non sono ragioni umane.
Annetta fugge. E’ brava a nascondersi, a chiedere e avere cibo e acqua. Probabilmente non ha mai lasciato i confini del suo paesello. Nessuno la vedeva, perchè nessuno la cercava.
Annetta, oggi è una signora, diventata vagabonda, capita, senza saperlo, presso l’abitazione della sorella che l’ha riconosciuta. Si sono ritrovate.Annetta ama gli animali, si occupa di loro.  Non parla con gli umani. Gli uomini in nome della legge, prima, e della pseudoscienza psichiatrica, subito dopo, l’hanno trattata come un’incapace, una matta.
La sorella di Annetta è l’unica che si occupa di lei che vuole sapere e capire. Agli altri basta sapere che lei è stata in clinica psichiatrica, in manicomio. Nessuno parla con lei. Tutti sanno che lei è pazza. Econ il concetto di pazzia si spiega tutto. Il riso, il pianto, la rabbia, la solitudine.
La sorella di Annetta è l’unica che la protegge dalla “cura” dei burocrati. La nostra paura di conoscere e capire, la conseguente necessità di avere un credo nella legge, nella pseudoscienza negli “addetti al lavoro”, crea tutti i giorni storie come la vita di Annetta. Tristi, alienate, soli.
Annetta è fortunata più di altri ad avere un amore incondizionato dalla sorella.
Sia detto per curiosità, anche Leonardo da Vinci apriva le gabbie degli animali perchè fossero liberi.

Pubblicato il: 22 luglio, 2009
Categoria: Testi

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo