“Si può fare” – Recensione – Eugen Galasso



Si può fare“di Giulio Manfredonia, film che è stato presentato in anteprima al festival di Roma(fine ottobre 2008)è sicuramente un’opera che affronta la problematica post-basagliana, del superamento dei manicomi, in una chiave non banale né riduttiva, anzi. Ben realizzato, con tecnica attorale e registica ispirato al metodo Stanislasky- Strasberg (parziale identificazione dell’attore con il ruolo interpretato), il film narra di un’esperienza reale, accaduta in epoca post-basagliana, precisamente nella primavera 1984 (funerali di Enrico Berlinguer, segretario dell’allora PCI), quando  a Pordenone una cooperativa autogestita di ex-ricoverati in “manicomio” (anzi, anche senza virgolette, perché all’epoca c’erano) decolla, per merito di un sindacalista di tradizione comunista (Claudio Bisio), tra mille difficoltà e boicottaggi vari (amministrazione pubblica, psichiatri “tradizionali”, informatori sanitari e rappresentanti di medicinali). Un film coraggioso,espressamente ispirato a e da “Qualcuno volò sul nido del cuculo” (scene della scampagnata erotica ma non solo) di Milos Forman, dal libro di Ken Kesey, che non nasconde problemi e”colpi di coda”di chi non vuole”liberare” e “slegare” (metaforicamente) i “matti”, ma li vuole rinchiudere (il suicidio non è un tabù, in questo film, senza toni melodrammatici), che però non cede al pessimismo senza aprirsi a ottimismi fuori luogo, in epoca di revival reazionario (proposte di revisione della 180, per un TSO obbligatorio per “madri a rischio”, altro ancora). Tutto diverso da “C’era una volta la casa dei matti…”, film TV proposto nello scorso inverno che oscilla tra agiografia di Franco Basaglia, spesso non ben individuato biograficamente, opera di costume anni Sessanta-Settanta, con notevoli superficalità nella trattazione. L’ergoterapia, ma dove il lavoro si sposa con il piacere, dove l’eros si lega con la rivolta ma quella che persegue obiettivi precisi e non solo “divaganti”, il principio del piacere che intravvede un’altra “realtà”…   Interpreti eccelsi, oltre a Bisio, Anita Caprioli, Giovanni Calcagno, Andrea Bosca, Natascia Macchniz, Bebo Storti, Giorgio Colangeli.


Eugen Galasso

Pubblicato il: 24 giugno, 2010
Categoria: Presentazione

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo