Stampa e regime – Eugen Galasso


So che esiste, ma non so come sia fatta, da non-aderente al Partito radicale, ma il nome è sicuramente azzeccato: “Stampa e regime”  è una rubrica di “Radio Radicale”, che propone una rassegna stampa commentata, di più non so. Ma il concetto è quanto conta: sia di carta (per chi, pasolinianamente, ama il frusciare della carta, la sua “sensualità”) sia on line, la stampa, a differenza della TV, dovrebbe servire a riflettere insieme con i lettori, invece di dare risposte precostituite. Ma la funzione della stampa sembra invece essere quella di servire al potere/ai poteri (regime-regimi). Una dimostrazione lampante di ciò viene dal commento su “Repubblica”, edizione fiorentina, di martedì scorso, 14 settembre, alla mostra-convegno sull’antipsichiatria. A parte la solita demonizzazione di “Scientology”, presentata come lucratrice, interessata al solo accaparramento di denaro (la Chiesa cattolica anche per”Repubblica”, emanazione laicista-massonica, azionista etc., sembra essere l’unica istituzione “santa”, mentre ogni altra religione e/o chiesa – notoriamente trattasi di cose diverse…- sarebbe corrotta), il giornale di De Benedetti sceglie di omettere i crimini della psichiatria, dando voce a presunti psichiatri “buoni” e “moderni”, contro chi invece, come un protagonista assoluto dell’antipsichiatria, Giorgio Antonucci, sostiene invece, a ragione, la funzione di controllo repressivo che la psichiatria, “vecchia” o “moderna”, svolge a favore dei poteri, appunto.

Che i mass-media falsifichino problemi, concetti, prese di posizione, è noto, che a farlo siano anche organi di stampa e d’informazione considerati(dove il participio passato, notoriamente con funzione passiva, è lemma – chiave) ” di sinistra” e “indipendenti dai poteri” (quasi Carlo De Benedetti fosse un filantropo, invece che un imprenditore) stupisce, invece, solo chi è ancora convinto di una fondamentale “bontà” di alcune istituzioni e di un “Quarto Potere” barricato in sé, chiuso a riccio arrogandosi (e avocando a sé) diritti che ad altri verrebbero senz’altro negati. A leggere quel servizio di “Repubblica” (come altri, senz’altro) sembra che la verità sia data dal cielo, stia, per diritto divino, solo da una parte, quasi gli altri fossero cattivi e reprobi in sé, “costituzionalmente”… Fosse stato fatto un contraddittorio con, da una parte i dottori Antonucci, Maria Rosaria D’Oronzo etc., dall’altra chi sostiene le ragioni (si fa per dire, ma…) della psichiatria “buona” e “moderna” (come crede Repubblica, non chi scrive) le cose sarebbero diverse, ma così, stravolgendo completamente il senso dell’iniziativa, il giornale dà voce solo agli psichiatri “buoni”, “moderni” etc.  Lascio da parte considerazioni che pur credo vere, quali quelle sulla transpolitica (almeno da fine anni Settanta – o al massimo dagli anni Ottanta in poi, cioè da prima del “crollo del muro” (1989), sarebbe in auge la transpolitica, diceva Jean Baudrillard, ma in forma più diretta il concetto è in Gaber “Cos’è la destra, cos’è la sinistra?”), riflettendo amaramente su quanto passa a chi legge, sperando di essere informato, questa nuova “Prawda” (la parola significa”verità”…?!), ricevendo invece un cumulo di fandonie “normalizzatrici” a forza di imposizioni, non apprendendo nulla su una delle pochissime iniziative importanti proposte negli ultimi tempi non solo sull’antipsichiatria e la psichiatria(questo invece è un contrasto vero, che può servire, semmai, a ritrovare la distanza tra “sinistra” e”destra”o quanto ne rimane) ma su tematiche fortissime del vivere civile, oggi così boicottato in ogni modo. IL problema è che la mostra e l’iniziativa (ancora frequentabile fino al 20 del mese) hanno il “torto”, per “lorsignori”, di mettere in discussione il  “sancta sanctorum” della scientificità della psichiatria e dell’indotto, medico, paramedico etc.che comporta.

Eugen Galasso

Pubblicato il: 16 settembre, 2010
Categoria: Testi

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo