In ricordo di Sandra Mondaini in televisione – Eugen Galasso

Lo scorso 21 settembre è morta Sandra Mondaini, attrice e persona che ha dato molto al mondo dello spettacolo e non solo. Era nota positivamente anche presso italofoni “non italiani” (un amico albanese, per es., l’apprezzava moltissimo).  Una rete Mediaset (ma poteva essere RAI, la 7 o chissà quale altro canale) la commemora dedicando gran parte della trasmissione (che non ho potuto seguire integralmente) all’intervento di Giovan Battista Cassano, primario di psichiatria alla Clinica Universitaria di Pisa e notoriamente “mago della depressione”. Sarebbe forse stato più opportuno ricondurre il tutto alla questione esistenziale (la Mondaini sola senza Vianello, dove un mediatore familiare o relazionale, per non dire della presenza di un Giorgio Antonucci, che invece la televisione ignora, colpevolmente, anche in occasione della – quasi- recente biografia dell’esperienza basagliana avrebbero detto molto meglio del “ras dell’elettroshock”). Cassano, per carità, esperto comunque di comunicazione, ha assunto toni adeguati alla circostanza: mesto, impeccabile anche nel vestito e nella mimica-gestualità, cosa che non gli riesce difficile, ovviamente, per nulla polemico (con chi, poi, non essendoci contraddittorio?) ha parlato della depressione della Mondaini ma anche della comorbilità, ossia della compresenza di fattori organici (il tumore), dove la sua visione meccanicistica e riduttivistica della psiche umana trapela chiaramente.

Cassano, nemico giurato della psicoanalisi ed erede di una tradizione che conobbe i suoi fasti tra Cesare Lombroso, Cerletti fondatore dell’elettroshock, i “bei manicomi” dove nessuno “rompeva” anche le uova nel paniere, non c’erano contestatori basagliani, antonucciani, lainghiani, bucaliani etc., è ancora un vate per alcuni/e, specie per coloro che di psichiatria, antipsichiatria etc. si disinteressano se non quando “arriva la botta”. Che Cassano sia stato il referente psichiatrico e confidenziale di tanti illustri “depressi” del mondo dello spettacolo (oltre a Sandra Mondaini, Vittorio Gassman, per rimanere ai più famosi) è un fatto, come ciò sia stato e tuttora sia possibile è spiegabile senza ricorrere agli “arcani”, essendo il “nostro” (si fa per dire, ovviamente, in realtà never and never!) da tempo protagonista di talk-show etc., “grande comunicatore” etc., amico di grandi lobbies mediche e non solo. Invece di contestualizzare meglio il ruolo della Mondaini nel mondo del teatro, del cinema, della TV, s’è lasciato fare un ulteriore “goal” a Cassano, che non ne avrebbe bisogno per nulla, data comunque la sua popolarità, non solo presunta, ma sicuramente “spinta” come si è cercato di dimostrare sopra… Una bella responsabilità, per chi fa TV, quando questa, sempre più additata come “cattiva maestra” (Popper ma non solo), avrebbe invece il compito di  creare reali confronti (non scontri nei quali non si capisce nulla, però) anche su questioni importanti, dove quella della “depressione” (sostanziale invenzione del post-moderno, come ogni opera di un Antonucci, ma non solo, dimostra ampiamente) potrebbe essere una quaestio dirimente quanto dirompente.  Certo, appunto, una “bella rimpatriata” con Cassano è meno “pericolosa” (le idee sono il vero timore del nostro tempo e della nostra società), più comoda, più da belle statuine ingessate, da poltrona etc.

Eugen Galasso

Pubblicato il: 25 settembre, 2010
Categoria: Testi

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo