Note sul testo unificato del relatore Ciccioli “Disposizioni in materia di assistenza psichiatrica” – “Contratto di Ulisse”- Eugen Galasso



Non voglio essere troppo cattivo: ma chiamarsi Ciccioli è già una condanna: dai “Fratelli Cuccoli” di Palazzeschi, ai cuccioli (bella, tenera cosa, invece) a  “L’onorevole Cicciolin”  di Enzo Jannacci in “Silvano” – era l’epoca, anni Ottanta in cui Pannella e i suoi (PR) avevano fatto eleggere in Parlamento “Cicciolina”, ossia una pornostar – un accostamento che sicuramente Ciccioli, psichiatra e ora parlamentare di provenienza missina (ne era stato dirigente, apprendiamo da vari siti e da fonti di stampa) non sarebbe fiero, le serie di analogie semantiche potrebbero essere ampliate a dismisura… Tra l’altro, sempre dalle suddette fonti, si apprende che nel 1974 il suddetto Ciccioli aveva sparato, in piazza Cavour ad Ancona, cinque colpi di pistola Flobert contro Paolo Tomassoni, extraparlamentare di sinistra, rimasto ferito a una coscia… Ma, vorrei dire, qu’importe? Se oggi il Ciccioli fosse cambiato, se si fosse ricreduto delle sue intemperanze giovanili? Poi, al limite, che cosa vuol dire? Come ci ricorda anche nel suo libro recente “Diario dal manicomio” (Milano, Spirali) Giorgio Antonucci, da antipsichiatra rigoroso, aveva trovato una sponda insospettata in un collega vicino all’allora Movimento sociale italiano, lo psichiatra Vita Finzi, a suo tempo.

Poi, persino chi scrive, circa due anni fa, forse due anni e mezzo (mi scuso, ma non riesco a risalire alla fonte) aveva letto un articolo di persona competente (psichatra? Forse) che era un violentissimo attacco all’elettroshock e alla psichiatrizzazione forzata in una rivista di destra. Quindi… non si sa mai…  Invece no, diamine. Non è cambiato manco per nulla, solo ha attutito i toni della sua polemica, divenendo relatore di maggioranza per la riforma della legge 180, detta anche-in realtà molto impropriamente- legge Basaglia…  I toni sono indubbiamente più seri, paludati, più “in doppiopetto”, ma il succo di queste proposte rimane abbastanza inquietante, in specie se presentate dal relatore di maggioranza della XII Commissione. Nell’articolo 2 delle proposte si parla di interazione dei disturbi psichici, assunti comunque come esistenti a priori (va beh, dovremmo dire, non è che altri/e partano da presupposti totalmente diversi…) con contesti “socioambientali a rischio”! (più avanti si dice di persone provenienti da altre etnie e quindi altri contesti, con accenni che ci rimandano, se non a Lombroso, almeno al Biasutti, inquietante di “Razze e popoli della terra”…). Più preoccupante, però, è l’articolo 3 delle “Proposte”, dove, accanto alla statuizione di un nuovo contratto, cogente, tra psichiatra e paziente (anche qui un’assunzione aprioristica, ma…transeat, si sa che Ciccioli non ha nulla a che vedere con impostazioni antipsichiatriche, anzi ne diffida non poco…), abbastanza ipocritamente chiamato “di Ulisse” (sì, proprio Ulisse-Odisseo, quello del cavallo di Troia ne “L’Iliade”, ma anche delle pregrinazioni e dei peripli per mare de “L’Odissea”). Esso “vincola il paziente, originariamente d’accordo, a farsi seguire anche a prescindere da una volontà contraria, manifestata in una successiva fase della malattia”.  Ancora, sempre nello stesso articolo, si preconizza la trasformazione del TSO (obbligatorio)in TSN  (Trattamento sanitario necessario), dove la trasformazione non è solo frutto di nominalismo: dire “obbligatorio” è richiamarsi a una necessità invocata per non “danneggiare sé e gli altri”, parlare tout court di “necessità”, quasi fosse una legge di natura, vuol dire premere ulteriormente il tasto sulla cogenza, quasi l’obbligo etico (non solo morale) fosse anche corrispondente a qualcosa che anche la natura richiede… Nell’art.6 delle Proposte, ancora, si parla degli OPG (Ospedali psichiatrici giudiziari), tuttora esistenti, non avendo la legge 180 alcun rilievo a livello di giustizia, dove sostanzialmente si insiste nella necessità di conservarli come sono, ove non sopraggiungano altre strutture “alternative”, che chiaramente non si vedono all’orizzonte, stante la condizione di penuria economica e in specie finanziaria(carenza di disponibilità pecuniaria, in specifico) in cui ci troviamo. Una critica che è stata avanzata da Ignazio Marino, chirurgo accreditato, trapiantista, già candidato “di sinistra”, terzo incomodo e totale “outsider” nella corsa alla segreteria PD tra Franceschini e Bersani un anno fa, poi accontentato con la presidenza della Commissione di inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale e con un ruolo abbastanza importante nel partito. Marino rileva come “in questi anni ho visto situazioni degradanti in quelle zone dove il privato la fa da padrone”. Altre critiche sono ben più articolate e sostanziali: per Luigi Attenasio, presidente di Psichiatria democratica del Lazio e direttore del Dipartimento di salute mentale (tra l’altro nelle “Proposte” di Ciccioli non si parla più di “salute mentale” ma di “assistenza psichiatrica” – un “bel” regresso di 180 °…).

Eugen Galasso

Pubblicato il: 5 ottobre, 2010
Categoria: Testi

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo