Le presunte malattie di Silvio Berlusconi – Giorgio Antonucci

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Per “Famiglia Cristiana”, il “Fatto quotidiano” e “l’Unità”, il presidente del Consiglio sarebbe “malato”. Per questi organi di stampa, Berlusconi sarebbe affetto da un presunto disturbo di personalità. Altri, però, hanno fortemente polemizzato con le “diagnosi” dei tre organi di stampa sopracitati, e non poteva essere diversamente. Perchè l’interpretazione psicologica che è stata fatta è arbitraria e di conseguenza, c’è chi la accetta e chi no.
Forse, più realisticamente, andrebbe riconosciuto che il problema è politico e non psicologico. Lo stesso Giorgio Bocca, mai tenero con il presidente del Consiglio in carica, nell’ultimo numero dell’Espresso, ha criticato duramente la stampa italiana che, secondo lui, “scende sempre più in basso, sostituendo i fatti oggettivi con gli attacchi personali”.
Come avevo già sostenuto in precedenza, l’attacco “psichiatrico” è diretto alla persona, ed è utilizzato per chiudere ogni discussione sull’avversario. Bruno Manfellotto, direttore dell’Espresso, dalle colonne del suo giornale ha, quindi, giustamente criticato Famiglia Cristiana che ha definito Berlusconi un “uomo malato”, e lo ha fatto proprio perchè impostare il discorso su problemi psicologici è solo una scorciatoia per non affrontare i problemi politici. Senza contare che se si usassero le stesse modalità per persone non di potere, queste rischierebbero l’internamento coatto, ovvero il trattamento sanitario obbligatorio.
Sia chiaro che, per chi scrive, Silvio Berlusconi è un avversario politico e proprio per questo ritengo che vadano usate questioni politiche per sconfiggerlo, utilizzando argomenti pertinenti su problemi reali, non presunti e arbitrari problemi psicologici.
Un esempio di quanto siano fuorvianti le analisi psicologiche è mostrato dall’articolo di Luigi Cancrini pubblicato sull’Unità di sabato scorso. Cancrini ha spesso posizioni condivisibili, ma le due pagine pubblicate sul quotidiano fondato da Antonio Gramsci sono facilmente “smontabili”.
Intanto, la sua tesi di fondo si basa sul famigerato Dsm, il “Diagnostic and Statistical Manual of mental disorders” (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), un manuale in cui, è bene ricordarlo, fino a qualche anno fa era inserita tra i disturbi mentali anche l’omosessualità. Si decise poi “ad alzata di mano” di cancellarla dall’elenco della malattie. Basti questo a mostrare la pseudo-scientificità di questo manuale psichiatrico.
Detto questo, Cancrini elenca i vari punti utili a diagnosticare al premier un “disturbo narcisistico di personalità”.
Tra i sintomi elencati compare, per esempio, il “senso grandioso d’importanza” in quanto il premier esagererebbe i propri risultati e i propri talenti. Si potrebbe ribattere che i successi politici ed economici di Silvio Berlusconi, possono anche non piacere, ma sono evidenti e rendono ridicoli questi discorsi. Per altro, ci sono altre persone che pur avendo ottenuto minori successi politici, sono almeno altrettanto vanitose. Anche le “fantasie sugli illimitati successi” sono piuttosto diffuse, non solo tra le persone famose.
Inoltre, Cancrini scrive che Berlusconi pensa che “tutto gli sia dovuto”, ma anche questo è tipico delle persone di potere. E’ un pensiero che fa parte della psicologia umana e non ci sembra che questo possa configurarsi come un disturbo mentale. Tra gli altri “sintomi”, Cancrini inserisce anche “sfrutta gli altri per i propri scopi” e “l’invidia”. Ma se usassimo queste due categorie per diagnosticare un disturbo mentale, si salverebbero davvero in pochi.
Molti, troppi di questi atteggiamenti possono essere attribuiti, per esempio, non solo a Napoleone, ma anche a Gandhi.
Non si può dimenticare che le categorie del sano o del malato devono rifarsi a criteri e sistemi oggettivi e non arbitrari. La malattia è un’alterazione dello stato biologico dell’organismo, capace di ridurre, modificare negativamente o persino eliminare le funzionalità normali del corpo, e deve quindi essere sempre constata con fatti oggettivi, esami del sangue o di altro genere.
Non casualmente sono gli avversari di Berlusconi a credere che Berlusconi sia un malato di mente, chi lo apprezza, invece, lo nega.
Infine, credo non vada dimenticato che discutere sulla sanità mentale dei leader politici è pericoloso. Hitler era pazzo?
Anche fosse, le sue idee erano condivise da milioni di persone, antisemitismo compreso. E se si fa risalire tutto alla sua presunta follia si chiude il discorso, si interrompe la discussione e non si approfondiscono i reali motivi che hanno generato il consenso verso il nazismo ed il Fuhrer. Non per niente Hilter è stato giudicato pazzo solo dopo la sua morte, prima i giudizi erano molto, molto, diversi. Il (pre)giudizio psichiatrico, come d’abitudine impedisce di affrontare i problemi reali e deresponsabilizza. Perchè se Hitler, Mussolini, Stalin o anche Berlusconi sono folli, allora non si analizzano le responsabilità di chi li ha sostenuti, tutti liberi di scaricarsi la coscienza e di fuggire dalle proprie responsabilità.

Giorgio Antonucci

Pubblicato il: 11 novembre, 2010
Categoria: Notizie

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo