“Ausmerzen” – Eugen Galasso



Nell’ultima settimana di gennaio la rete “La 7″ ha proposto un validissimo esempio di teatro in TV (forse l’unico esempio, ormai, dopo che anche Fo, Albertazzi e altri hanno rinunciato all’impresa, mentre il cabaret, mi si scusi, è altra cosa, la satira politica anche-bravissimo Crozza, ma anche quello è “altro”,  proprio come genere),  l’ “Ausmerzen” (sradicare, sopprimere, questa la traduzione più adeguata) di  Marco Paolini, che si riferisce allo “sradicamento” operato dai nazisti (che non meritano di essere chiamati “nazionalsocialisti”, in quanto storicamente di “socialista” non ebbero nulla) di chi non è conforme alla presunta ”norma”, ossia allo standard accettato di “normalità” nel pensiero e nel comportamento, standard in genere scialbo, volgare, sciocco (basta che qualcuno/a dei lettori e delle lettrici pensi alla “rimpatriata” con gli ex-compagni di classe… Dopo mezz’ora ci s’annoia, dopo un’ora e mezza non si vede l’ora d’essere altrove…). L’ “Ausmerzen” si svolgeva o fucilando o  ”gasando” presunti “malati mentali” o diversabili (cioè: soppressione diretta, uccisione neppure larvata o caché) oppure sterilizzando donne e uomini portatrici  e/o portatori di handicap (l’handicap è sempre e comunque socio-culturale, che una persona sia tetraplegica e bloccata da barriere architettoniche, sia cieca e non agevolata nei movimenti, che sia “diversabile” ed esclusa da certi lavori, che sia considerata “malata di mente” e sottoposta a TSO oppure-nel caso “migliore” – costretta a ingurgitare più ancora che ad assumere psicofarmaci). Una realtà su cui lo spettacolo di Paolini, contro il teatro di consumo e comunque totalmente al di fuori di esso, fa informazione (o, se volete, “controinformazone”, ma è solo questione di intendersi, non si vuol fare del nominalismo) informa. Chi voglia documentarsi meglio trova libri sulla sterilizzazione, ma anche in Internet vari siti (soprattutto inglesi, per cui “sterilisation” vale meglio che “sterilizzazione”, certo) a riguardo. La sterilizzazione imposta perdura, in vari paesi, anche democratici e magari socialdemocratici(Nord-Europa), dove naturalmente in paesi democratici non si rivolge quasi mai contro perseguitati politici, mentre dove c’è un regime autoritario e/o totalitario domina la violenza contro tutti/e.  Ma, se il programma-spettacolo di Paolini merita un plauso unanime, non altrettanto vale, come rileva sul sito Giorgio Antonucci, con la sua solita competenza e il suo acume pieno di umanità, per il post-spettacolo, ossia i commenti ex-post, i commenti da talk-show proposti sempre da “La7″ per corredare “di note” lo spettacolo, con tanto di tentativo di relegare il tutto nel passato, mentre oggi e domani tutto sarebbe ideale o quasi… Qui, invece, l’attenzione e la vigilanza di chi ha a cuore i diritti delle persone, di qualunque orientamento siano, devonon esercitarsi, sempre e comunque, guardando all’oggi e al (possibile) domani, rivolgendo lo sguardo, però, non solo entro i confini di casa…


Eugen Galasso

Pubblicato il: 4 febbraio, 2011
Categoria: Testi

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo