ADHD – Eugen Galasso



Suggestioni notevoli, sul tema ADHD, in una rivista di Sydney (Australia, come noto) a proposito dell’ADHD. In realtà questa “sindrome”, inventata come tale negli anni Novanta del 1900 e all’inizio degli anni  2000, facendo confluire quella che si chiama (si denomina, per meglio dire) come ipermotricità e lì (ovviamente sempre presunta) sindrome attentiva. Ma l’ “ipermotricità” (ossia l’incapacità di star fermi/e) è qualcosa di indotto, nelle scuole-istituzioni totali dove bisogna star fermi/e, mentre la sindrome attentiva è motivata dal fatto, a sua volta, che molte volte a scuola si presuppone una disciplina di stampo militare (non a caso il modello della scuola, schola-ae, fondato in epoca carolingia, viene rafforzato dai  Gesuiti, nel 1600, ordine religioso-militare…!) dove la punizione fisica, teoricamente superata/soppiantata da quella attraverso il voto (non studi-ti puniamo con un voto negativo) impone di “star fermi” (e), di non “rompere” (“che fate, ragazzi…”ci diceva sempre il prof. di filosofia e storia al liceo, in toccante-vibrante-forbito livornese antico e non era uno dei peggiori, anzi…), di non “far romore”, il che avrebbe anche senso, in uno scambio reale di domande-risposte, di dialogo reale, paritetico non di un sapere non pro-posto ma im-posto, senza discussioni (senza meno, si diceva in italiano abbastanza antico), dove il presunto soggetto diagnosticato “ADHD” rientra, semmai, nella categoria degli “iper-dotati”, con la tripartizione di comodo “iper-normo-ipo-dotati”, dove naturalmente l’ideale della società del sorvegliare/punire (Foucault, ancora una vola!) esalta ovviamente il normo-dotato, che sarà poi il classico “bravo cittadino” che non rompe…    (mi vien da dirlo in fiorentino, dove il complemento oggetto non contempla l’articolo determinativo, come noto), che obbedisce a tutto ciò che viene detto di fare e ama papa, stato, chiesa qualunque cosa faccia e facciano, idem con esercito, scuola tradizionale, impositiva, se possibile “gesuitica”, almeno nel modello introiettato e tramandato, dove naturalmente anche l’Accademia militare livornese (mi riferisco alla realtà italiana) può essere un simpatico modello per lorsignori/signore.   Questo mentre l’ipo-dotato “frena” il “rendimento della classe” (qualcuno pensa  alla  reintroduzione di classi differenziali, non a caso) e l’iper-.dotato vola troppo alto, ma rischia anche di introdurre pericolose sovversioni in famiglia e a scuola… Insomma, il modello che la cultura-società, che da una parte ha morbosa curiosità per Bunga-Bunga e altro, persegue é quella dell’ “universal caserma prussiana” di cui parlava già tale Vittorio Alfieri. Da segnalare, tale problematica, perché tenendo conto dei fattori cui ho fatto riferimento si capisce perché poi in famiglia e a scuola si vuole che i ragazzi/le ragazze non “rompano”. Allora come fare? Non potendoli più battere, perché non ricorrere a massicce dosi di Ritalyn, che li addormentano,  riducendoli a zombies inoffensivi? 

Eugen Galasso    

      

Pubblicato il: 28 febbraio, 2011
Categoria: Testi

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo