I poeti maledetti – Maudits – Eugen Galasso


Avevamo accennato, parecchio tempo fa, ai “maudits”, ai poeti “maledetti” (da chi, però? Dal buon borghese pio e obbediente a tutto, quando gli si dice di fare la guerra, di pagar tasse per spese militari, di protestare contro gli extra-comunitari sempre e comunque, quando… la serie diviene lunga). Certo, Cecco Angiolieri (citato da Dante) François Villon (del tardo Rinascimento),  Charles Baudelaire, Paul Verlaine, Arthur Rimbaud, Stéphane Mallarmé (tutti dell’Ottocento), Oskar Panizza, William Burroughs, Allen Ginsberg (novecenteschi) sono personaggi diversi tra loro, di epoca e cultura diversa. Accennando solo ad alcuni, che cosa ne fa dei “maledetti”? Che amassero le donne o gli uomini (omosessuali erano senz’altro Verlaine, in qualche modo, ma più che altro bisessuale Rimbaud, Ginsberg e Burroughs), che sperimentassero con le   droghe, che rifiutassero le morali e le mode correnti, le tradizioni religiose? Certamente questi sono alcuni dei motivi, per i quali questi autori erano (sono)dannati, le “buone e pie” (sic!) persone se ne tengono alla larga, magari li mandano in manicomio e li uccidono a furia di elettroshock, come successe con  Antonin Artaud… Sarebbe qui interessante, corrispondendo a quanto detto sopra, entrare in merito, in dettaglio di ogni singola figura esaminata: certo che Angiolieri non è Villon, Baudelaire non è Léo Ferré, non fosse per questioni di epoche storiche diverse, di condizionamenti culturali differenti, di ambienti, esperienze di vita, concezioni del mondo ancora una volta diverse… Accennerò solo al fatto che Baudelaire chiedeva a Dio di dargli “la forza e il coraggio di guardare il mio corpo e il mio cuore senza disgusto”, che nel contempo amava fare il “satanista”. Del resto, molto onestamente il grande genio poetico (e non solo), che amava scandalizzare (épater les bourgeois), come quando a un borghese che gli vantava le virtù delle sue figlie replicò, peraltro gentilmente: “Quale delle due avvierete alla prostituzione?”, riconosceva che “diritto dell’ intellettuale è quello di contraddirsi e andarsene”. Come se gli altri non si contraddicessero; il fatto è che chi è organico ai carrozzoni “santi” di stati e chiese “va bene”, chi non lo è, è “dannato” e “maledetto”. Se poi a farlo (ad avere un comportamento “altro”) è una donna,  viene ancora più penalizzata ed esclusa -”punita”-”suicidata dalla società”, come diceva lo stesso Artaud di Van Gogh come emblema ma anche come persone…

Eugen Galasso

Pubblicato il: 31 marzo, 2011
Categoria: Testi

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo