Matej Curko, “cannibale” slovacco e tutto il dibattito che se ne fa – Eugen Galasso



Il “tranquillo cittadino” slovacco, che si è scoperto essere un cannibale, che avrebbe consumato il suo macabro pasto anche su una donna italiana, era (e in parte ancora è) completamente alieno alle cronache. Frammenti di un dibattito TV su RAI 1 dove gli si attribuiva la denominazione di “psicopatico”: tassonomie utili per giuristi (avvocati in specie, che chiedono dunque l’infermità mentale o il corrispettivo slovacco della stessa) e, naturalmente, psichiatri, come il valente giovane dottore di Chieti che spiegava candidamente potersi trattare della persona della porta accanto “che però poi si rivela” etc. Bene così? No, piuttosto che cercare “psicopatici a colazione”, roba che va bene per “Psycho” del compianto scrittore Robert Bloch e per il più geniale Alfred Hitchock, che ne trasse un film straordinario quanto non “realistico” (“Che cosa importa la verosimiglianza?”
diceva il grande regista inglese), non sarà meglio parlare di criminali che vanno a caccia di emozioni forti, di persone che si rifanno a modelli (emulatori, dunque) à la Jack the Ripper (Jack lo Squartatore), con l’aggiunta di qualche fosca inserzione di elementi etnograficamente interessanti?

Eugen Galasso

Pubblicato il: 5 agosto, 2011
Categoria: Testi

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo