Lutero e lo stigma del “pazzo” – Eugen Galasso



Lutero, alla Wartburg, dove Ferdinand III di Sassonia lo proteggeva dall’arroganza cattolica espressa nel potere temporale di Don Carlos (Carlo V°), tradusse la Bibbia, tra il 1522 e il 1537, dai testi greci e non dalla “Vulgata” latina di Girolamo. Si dice (sarà anche leggenda, ma è avallata da (Heinrich) Harry Heine, tra i tanti, poeta ebreo-tedesco dell’Ottocento e grande studioso di queste cose), sentendosi osservato-perseguitato dal demonio. Vero/non vero (senz’altro non vero, per chi scrive, ma prescindiamo dall’affermazione singola), il fatto è che Lutero non si sentiva all’altezza del compito eppure svolse una traduzione splendida, poeticamente e linguisticamente (esempio di tedesco moderno eccelso) indiscutibile, pur se, certo, la filologia biblica moderna nel 1500 non era nota… Eppure,  oggi, non allora, per alcuni/e persone, Lutero sarebbe un folle o addirittura, togliendoli l’alibi culturale, un volgare “pazzo”.  Un aneddoto – diciamo così, provvisoriamente, sul quale conviene meditare…

Eugen Galasso

Pubblicato il: 20 ottobre, 2011
Categoria: Testi

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo