La questione psichiatrica e mass-media – Eugen Galasso



“Tuttora la prospettiva non-anti o a-psichiatrica è, diciamo così, poco frequentata. Confesso di non aver seguito la cosa, ma giorni fa, da ammalato, avevo visto forse la conclusione di un servizio TV (RAI 1, mi pare) in cui l’ottica psichiatrica era pienamente accettata, anzi data per assolutamente scontata, come se non solo il tertium della logica classica, ma anche il secundum non daretur, non esistesse alternativa, insomma. Si condannava la “damnatio”, ossia lo stigma verso il paziente psichiatrico, ma nessun dubbio veniva avanzato sulla liceità epistemologica dell’esistenza della malattia mentale stessa. Non ho visto se non tre minuti scarsi del servizio stesso, ma nonostante febbre e malessere, ho sufficiente dimestichezza con la decifrazione dei messaggi dei mass-media, TV compresa, per dire che il servizio nella sua integralità non sollevava dubbi sul fatto e la sua interpretazione, anzi, per meglio dire, per opinione (già platonicamente distinta dalla verità) si dà per acquisito il fatto della malattia mentale, interpretando e sur-interpretando… Tutto questo come se la rete ammiraglia non avesse mai trasmesso sceneggiati o fictions su Basaglia, non avesse mai proposto dibattiti in merito… Come nelle società totalitarie, cioè in quelle dove Stato e Partito assorbono la società, facendosi tutt’uno con essa, si vuole inculcare nelle menti degli (ignari? Speriamo proprio di no) spettatori una verità unica, à la Hitler-Mussolini-Stalin pensiero, dove il modello inarrivabile, dal punto di vista letterario, rimane “1984″ di George Orwell… Non si può sperare che un domani non proprio troppo spostato nel tempo, potenzialmente ad infinitum, ci sia un canale TV pubblico o privato (ma pubblici sono tutti, perché vanno ad extra) che, se proprio vogliamo dire così, “erudisca er pupo” in modo problematico, sollevando il dubbio che la pazzia non esista, magari invitando chi dello smontaggio sistematico del pregiudizio psichiatrico è stato l’alfiere e corifeo, il grande amico Giorgio Antonucci ? Sembra invece, che purtroppo, vada bene il progetto Ulisse del “mitico” (sì, perché Ulisse ha a che fare con il mito fondatore oppure perché il personaggio era stato un esponente del picchettaggio neofascista nell’Anconetano, circa quarant’anni fa) on .Cicciòli- circa due mesi fa un amico di colà m’ha corretto sull’accento, che tendevo ad anticipare ponendolo sulla prima sillaba. La speranza è l’ultima a morire, ma temo che anche a sinistra, ora, magari aggrappandosi alla teoria delle “priorità”, la “questione psichiatrica” venga rinviata sine die o dai marxisti puri e duri, considerata ancora una volta “sovrastrutturale”, il che, in realtà, è una sciocchezza totale, perché, guarda caso a venire penalizzate e costrette al TSO sono sempre persone povere e/o indifese…

Eugen Galasso

Pubblicato il: 2 novembre, 2011
Categoria: Testi

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo