Casseri, l’erudito – Eugen Galasso



Anche sul sito nazionale di “Casapound” (www.casapounditalia. org), la presa di distanza ipocrita dall’assassinio di due Senegalesi a Firenze da parte di Gianluca Casseri batte il tasto sulla “tragedia della follia”. Non entro qui in merito a idealità e obiettivi, che rispetto (nel senso di accettare che vi sia chi vi ci si riconosce) senza condividerli per nulla, ma entro in merito alla motivazione che parla di “sanità mentale”. Riconoscono – bontà loro – che Casseri era un loro “simpatizzante”, ma giocano sulla distinzione tra simpatizzante e militante. Una forma di ipocrisia, appunto, anche perché oggi i confini del “militantismo” politico sono labili, come labile e spesso “fuori uso” o almeno non ben definibile è la figura stessa del militante. Ma poi: tragedia della follia, quella di Casseri o invece deliberata espressione di odio razziale? Chi scrive, negando il concetto stesso di “follia” propende certo per la seconda ipotesi, dove una forma di cultura mal introiettata (diremo così, per non offendere la memoria di una persona che è comunque un criminale, certo non riscattato dal suicidio) porta a un atto criminale tout court, cui Casseri, “togliendosi di mezzo” ha voluto sfuggire solo per non subire l’ “onta” di una condanna. E qui, fatto salvo il principio del (relativo, però) rispetto di ogni persona e del suo pensiero, bisogna pur individuare nel razzismo un’ideologia assurdamente contraria non solo alla “ragione”, che è in genere ragione strumentale del più forte, ma ad ogni forma di convivenza umana. Non sarà che Casseri, autore di qualche pubblicazione, rientri nella categoria dell’ “erudito sciocco”?

Eugen Galasso

Pubblicato il: 19 gennaio, 2012
Categoria: Testi

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo