Archive for agosto, 2012

Giorgio Antonucci una volta, ora e sempre.”Dossier Carlo Sabattini” – Eugen Galasso

Qualche volta ritrovare vecchi testi, oltre a un interesse filologico e storico, può voler dire avere piacevoli sorprese: ritrovo, per puro caso (non è piaggeria, non è un trucco né una “maniera per dire nascondendosi” ) un vecchio numero di una rivistina (non per il contenuto, bensì per la veste grafica, non eccelsa) che non esiste più, “CRAN” (Cristianesimo anarchico), Anno X°, numero 2, Aprile-Giugno 1985 (la stampa, però, dev’essere un po’ posteriore, perché contiene testi di fine giugno di quell’anno), che è dedicata dal dossier su Carlo Sabattini, contadino del Modenese (di Nonantola, per la precisione), allora candidato verde (e poi eletto) per il suo comune, che aveva denunciato vari fatti legati a dissesti idro-geologici, all’inquinamento ambientale etc., facendo nomi e cognomi di lobbies e loro responsabili. Ebbene, per tutta risposta, in  seguito alle sue accuse, peraltro molto circostanziate, Sabbatini era finito…in manicomio. In quell’occasione, la dottoressa Paola Cecchi aveva intervistato (a pp.25-27 della rivista citata) il nostro amico Dott.Giorgio Antonucci, allora primario dell’Ospedale Psichiatrico “Osservanza” di Imola nonché uno dei quattro psichiatri periti di parte della difesa di Sabbatini. Giorgio attesta come Sabattini fosse stimato (per questo era stato eletto), come godesse di credito presso le banche (era “solvibile”, cioè), poi, per induzione, passando cioè dal particolare all’universale, ricorda che ” Non è una novità che la psichiatria si serva dei suoi strumenti per eliminare i cittadini in dissenso” (p.26 della rivista citata), che ciò avveniva sia in Occidente sia in Unione Sovietica (allora, fino al 1991, esisteva) che “la verità è che ciò avviene anche da noi…La psichiatria è nata storicamente proprio come strumento repressivo contro il dissenso” (ibidem). E spiega ancora come la teoria di Cesare Lombroso, esempio lampante del meccanicismo psichiatrico (indice frontale, conformazione cranica etc.) fosse ad un tempo psichiatrica (non”psicologica”) e sociologica, appunto perché, analizzando i “caratteri” di “delinquenti” e “criminali”, li  condannava, anzi “dannava” forever… Ma tra i “criminali” o meglio molto vicini agli stessi, secondo Lombroso, c’erano i “profeti” (come il “Cristo dell’Amiata” David Lazzaretti, singolare esempio di messianismo sia religioso sia politico), i “ribelli”, cioè, complessivamente, i non-conformisti. Un dissenso politico ed economico, quello di Sabbatini, dunque, per una psichiatria ancora in gran parte lombrosiana (allora ma anche oggi) che dimostra “che in realtà l’intera economia si sviluppa a scapito degli interessi collettivi e a svantaggio del mantenimento dell’equilibrio naturale e della salute dei cittadini” (ibidem).  Arma politico-sociale per il mantenimento dell’ “attuale stato di cose”, dunque, per reprimere ogni critica del dissenso e della critica, alla faccia della sempre strombazzata “democrazia” (p.27;  “Il pozzo di San Patrizio della vostre democrazie”, urlava Léo Ferré).   Ancora, sempre sul versante “generale” Antonucci dice, in quest’intervista: “Quelli che  mi conoscono o che conoscono il mio lavoro sanno che ho sempre sostenuto e sostengo che la psichiatria non è una scienza. Secondo me la psichiatria è stata costruita apposta per eliminare le persone scomode” (ibidem) e ne fa 3 esempi tipici (e direi anche tòpici): “il dissidente, il disoccupato, il mendicante”(ibidem). Infine (come del maiale, e mi scuso per il paragone ma neppure troppo-ne “La morte della famiglia” Cooper parla di avvicinamento a Dio della suinità, a proposito delle note bestemmie… di Antonucci non si deve buttar via nulla) Antonucci smonta la diagnosi, appioppata a Sabattini, di “altruismo morboso”: “Sfiderei chiunque a spiegare il contenuto di questo concetto” (testo cit., p.28). Ci provo, malamente, io: chi rompe “le scatole”, occupandosi della collettività , va escluso-rinchiuso. Ora e sempre Giorgio Antonucci!

Eugen Galasso

Pubblicato il 29 agosto, 2012
Categoria: Testi

Regole sociali e buon senso – Eugen Galasso

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“Colpevoli di non aver accettato il buon senso e le sue regole infami” (lo dice il serio, anzi serioso ingegnere al nipote, mostrandogli l’isola del manicomio a Venezia, in cui non vuol vedere rinchiuso in alcun modo il fratello, prof. di scienze naturali “Impazzito”).   Traggo questa citazione dal film”Anima persa”di Dino Risi (1977), con Vittorio Gassman, ispirato, a quanto pare molto liberamente, dal romanzo di Giovanni Arpino, che purtroppo non conosco. Limitandomi al film, ma senza entrare nei dettagli di un film difficile, per non rivelare il finale di questo “thriller dell’anima” (se si crede all’anima, ovviamente). Un film il cui video è da recuperare da parte di tutti/e i fruitori/le fruitrici, ma non voglio discettare di cinema. Il fatto è che, oltre la schizofrenia e contro il suo concetto (tutt’altro che in un’improbabile rivalutazione della stessa, data per certa,  per a priori esistente come “categoria”, come in Deleuze e Guattari, nelle tante opere scritte a quattro mani, non solo “L’Anti-Edipo” ) qui si fa implodere il concetto, affermando che “siamo tutti un po’ in luce e un po’ in ombra”, senza, ovviamente, che si dia una valutazione morale o peggio moralistica ai lemmi “luce” e “ombra”. Sembra che Arpino (ma do l’informazione con juicio, con prudenza, perché non ne sono certo) si ispirasse a Stevenson, al suo “The strange case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde” (lo strano caso del dott. Jekyll e di mister Hyde), capolavoro assoluto della storia della letteratura ma non solo. ”Buon senso e sue regole infami”, certo: non possiamo dire la verità (la nostra, almeno), dobbiamo sempre indorare la pillola, non possiamo smascherare gli ipocriti, non possiamo esprimerci come vorremmo, non si può…e via una sequenza quasi infinita, piena di divieti, proibizioni, tabù e quant’altro…   Eppure sulle “regole infami” è costruito non il “contratto sociale” rousseauiano, ma quello fondato su paure ataviche e indotte, interiorizzate e imposte…Se dicessimo tout court ciò che che pensiamo, magari non i plotoni d’esecuzione, ma altre e più sottili punizioni (quelle “kafkiane”, anche, volendo) ci minaccerebbero. E allora “si fugge” o ci si adegua oppure…”si è pazzi/e” . 
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Eugen Galasso

Pubblicato il 15 agosto, 2012
Categoria: Notizie

Segreto di Stato – Eugen Galasso


Chi scrive, il giorno 30 luglio scorso, ha assistito al film (documentario, meglio) “Un solo errore. Bologna 2 agosto 1980″ di Matteo Pasi (regia) e Massimo Carreri (soggetto e sceneggiatura). Eccelso documentario su una strage irrisolta, come quella del 69, quella di Brescia (1974), quella dell’Italicus (sempre del 1974), quella di Ustica (1980, di poco più di un mese precedente a quella di Bologna), quella di Firenze in via dei Georgofili a Firenze (1993), di matrice mafiosa, ma anche con connessioni politiche, come quelle che uccisero Falcone e Borsellino nel 1992. Non è un caso da “CSI” (telefilm che mi fa orrore, difatti non ne ho mai visto uno), certo, neppure da Sherlock Holmes (che invece adoro, ma questo al lettore non interessa, giustamente). Stragi “assurde” o meglio indagini irrisolte “assurde” (una “teoria”, ossia una serie di indiziati, forse “colpevoli”, certo testimoni, ovviamente di fatti e accadimenti,  che si succedono senza soluzione di continuità, senza che  si possa individuare un rapporto logico di implicazione a-b-c), anche “stragi grottesche”o meglio (ancora una volta) situazioni d’indagine relative, che contengono flagranti contraddizioni, testimonianze tragicamente comiche (mi si scusi per l’ossimoro, che però s’impone), dichiarazioni rimangiate. Ma anche qui, come in ogni altro campo, non c’è spazio per “follia”. “Folli”o “pazzi” non sono né i presunti colpevoli, non lo sono i testimoni che si contraddicono volutamente o meno, non lo è nessuno.  Persone tragicamente determinate o invece, in altri casi, semplici pedine condizionate. Ancora una volta “assurda” una logica giudiziaria e ancora una volta storica e politica che si perde in arzigogoli, in lungaggini, che accampa un “comodo” “segreto di Stato”…

Eugen Galasso

Pubblicato il 8 agosto, 2012
Categoria: Testi

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo