Eretico, empio, sovversivo – Eugen Galasso


Da sempre chi “traligna”, non nel senso di delinquere, ma di avere idee e comportamenti “difformi” da quella grigia “medietas”, che è considerata la “norma accettabile”, viene bollato come “eretico”, “empio”, “sovversivo”, “nemico dello stato “, “nemico del popolo” etc. Le diverse definizioni “condannanti” dipendono dal clima cultuale, dal tempo etc. Dire “empio”, “nemico di Dio” etc., per es., in molte civilità occidentali è ormai cosa desueta, sorpassata (per quanto, qualche fanatico religioso anche impegnato in politica, riproporrebbe “tranquillamente” la condanna, magari anche facendola eseguire…), ma la situazione è diversa in molte realtà teocratiche.   Ma in Occidente il “sovversivo”, a diverso titolo, fa ancora paura… incute terrore, bisogna quindi sbarazzersene: ecco allora che, se non è possibile procedere alla “reclusione diretta”, quella del carcere, perché “non ci sono gli estremi”, si procede a quella “reclusione indiretta” che si attua in clinica psichiatrica o simili…  Stupisce e sconcerta che, per i responsabili (o ritenuti rei) di certi reati si voglia procedere all’infermità o semi-infermità mentale, quasi ciò creasse una situazione migliore, per il reo o presunto tale. La reclusione “manicomiale” (certo: sulla carta il “manicomio” non esiste più, come tale, ma… per usare una sottigliezza filosofica, verrebbe da dire “non esiste”- cioè non si manifesta come tale – ma “c’è”, come idea ma anche come prassi repressiva, spesso solo “apparentemente” diversa. Nelle cliniche (ma avviene anche nei reparti psichiatrici di alcuni ospedali, dove nel corso del tempo il “Centro di relazioni umane” ha anche segnalato singole situazioni) nelle quali si praticano elettroshock o shock insulinico, in cui si danno psicofarmaci à-go-go, con la nonchalance tipica di chi della salute del “paziente” se ne fotte allegramente (non appare possibile neppure usare un altro verbo, in quanto quello qui usato descrive meglio, anzi forse solo adeguatamente la situazione),  il tutto viene proposto in modo “più soft”, ma le cose non sono mai come sembrano… o meglio sono in realtà molto peggiori di come sembrano . Una decina di anni fa, anzi un po’ prima, quando l’allora ministro della Salute (allora Sanità) Maria Rosaria Bindi, alias Rosy Bindi, in quanto esponente (allora) dei “Democratici di Sinistra”,  sostenne l’elettroshock, venendo appoggiata da quasi tutto il partito (il “grande capo” Max D’Alema, che caldeggiò un attacco aereo contro la Federazione jugoslava, certo non si distingueva per “rispetto dell’altro”, anzi), anche in un dibattito TV, all’allora “Costanzo Show”, contro il dottor Giorgio Antonucci.  Quasi l’una persona potesse compararsi con l’altra… Ho citato un antecedente, non per mera “mania storica”, ma per dire di come certi interessi, ma anche certe “convinzioni” siano radicate non solo nelle persone intese indiscriminatamente, ma anche nei partiti che certuni ritengono (a torto) depositari di progresso e di “aperture”. 
                                  
Eugen Galasso  
   

Pubblicato il: 14 ottobre, 2012
Categoria: Testi

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo