Ascanio Celestini. Senza prigioni, senza processi – Il manicomio le prigioni – Eugen Galasso



Direttamente su You Tube va.   Testo:   “In un’intervista a “Radio Città Futura” Ascanio Celestini, uno dei grandi del teatro di narrazione e civile in Europa, non solo in Italia, ci spiega come carcere e manicomio siano strutture in realtà corrispondenti:  il manicomio è impensabile senza il pensiero psichiatrico (il mito psichiatrico, per dirla con Szasz, ma anche con Antonucci, che Ascanio non a caso espressamente cita), come il carcere, inteso come attualmente è inteso, dipende da un pensiero giuridico immobile. Chi scrive non è assolutamente cioè sic et simpliciter contro il carcere: reati gravissimi lo richiedono, ritengo.
Ma gli argomenti di Celestini sono inoppugnabili: in Italia ci sono troppi carcerati che hanno commesso reati minori, sono drogati o immigrati, mentre in questo paese di pene alternative non si parla quasi mai, visto anche il Codice Penale che è ancora, con pochissime modifiche, quello Rocco d’epoca fascista.  Altrove le pene alternative ci sono e funzionano, come funziona anche il sistema di non  detenere in carcere chi non è ancora stato condannato. Ma così il manicomio, che invece è privazione immotivata di libertà, come lo è anche il TSO, afferente alla stessa logica, è pura violenza di Stato sulla persona o individuo, a siccome di come vogliamo chiamarlo. Con efficacia, il grande autore-attore-regista teatrale pone anche in un’intervista radiofonica, con dati e la sua sola voce il problema, come non sanno e non vogliono fare i politici, che invece su questi temi dovrebbero legiferare.

Eugen Galasso

Pubblicato il: 6 gennaio, 2013
Categoria: Testi

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo