Sul discorso di Giorgio Antonucci alla celebrazione del “Premio Giorgio Antonucci” – Eugen Galasso – VIDEO “Premio Giorgio Antonucci”

                                                                                                                                                                                                                              

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In un discorso denso, breve, efficace, in occasione del conferimento del Premio Antonucci, lo stesso dott. Giorgio Antonucci, vero operatore “oltre e contro” la psichiatria, ha tracciato alcuni confini invalicabili: quello per cui un giudizio arbitrario e a-scientifico (“la psichiatria non è una scienza”, ha ripetuto, citando sia Thomas Szasz sia, partendo da diverse motivazioni, Ron Hubbard, fondatore di “Scientology”); da entrambi i pensatori (Szasz, scienziato, più di Hubbard, ma anche Hubbard, in quanto comunque persona molto pensante, pur se in ambito letterario-spirituale, mentre appunto Szasz era uno scienziato epistemologo) o meglio dalla convergenza di due approcci diversi ma non distanti
nasce il CCDU (Comitato cittadini per i diritti umani), che si batte contro la psichiatria. Due esempi molto concreti (come sempre, peraltro) nel discorso, anche ironico e autoironico,  di Antonucci, anzi di  un dott. Giorgio Antonucci in buona forma e chiarissimo nella sua comunicazione:

A) Quale dimostrazione della non- scientificità della psichiatria: un tempo l’omosessualità era considerata malattia mentale, ma poi gli psichiatri, soprattutto americani,  si erano accorti che anche tra loro c’erano degli omosessuali, dunque? Si toglie lo stigma agli omosessuali. Immaginatevi, dice Antonucci,se parlando di malattie vere, quelle fisiche, organiche, si può fare altrettanto: per dire, da un giorno all’altro: “Aboliamo il tumore della prostata”. Avrebbe conseguenze terribili, appunto perché non saremmo nel campo del pre-giudizio ma del giudizio scientifico; B) In un processo, la stessa persona incriminata avrà pubblici accusatori che lo vogliono “pazzo” per scagionarlo (facendogli ancora più male, ma questo è un ragionamento ulteriore) e chi invece lo vuole “sano di mente” per scagionarlo.  Ecco, dunque, la situazione kafkiana, per cui qualche persona è considerata “strana” magari perché si veste in modo eccentrico e qualcuno riesce a farla ricoverare in quanto sottoposta a TSO (Trattamento sanitario obbligatorio)  . Dunque, per tornare al nocciolo del problema, individuato da Antonucci con la consueta lucidità e chiarezza, il problema è l’arbitrio di uno Stato che si dice  “democratico” e “di diritto”, ma che poi, agendo arbitrariamente, fa ricoverare le persone in quanto ritenute, appunto arbitrariamente,”incapaci di intendere e di volere” e quindi anche ”pericolose per sé e gli altri”.

Eugen Galasso

Pubblicato il: 11 febbraio, 2013
Categoria: Notizie

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo