Archive for marzo, 2013

“La libertà sospesa. Il trattamento sanitario obbligatorio” – Recensione di Eugen Galasso


Questo volume di autori vari, “La libertà sospesa. Il trattamento sanitario obbligatoria”, a cura di Renato Foschi, Roma, Fefè, di AAVV(autori vari), affronta la tematica del TSO in senso inter-e direi anche transdisciplinare. Partendo dall’esperienza di Philip Zimbardo condotta negli anni 1970 all’università di Stanford, sul “gioco di ruolo” tra guardie carcerarie e prigionieri, che a sua volta si rifaceva all’”esperimento Milgram” di un decennio prima a Yale, condotto da Stanley MIlgram,  si individua il pericolo della violenza (“effetto Lucifero”, come dice spiritualisticamente Zimbardo) che inerisce al TSO, ossia alla sopraffazione, alla privazione di libertà.  Se il tema è trattato dallo stesso Foschi, da Giuseppe Allegri, giurista che però incrocia sempre problematiche legate alle “scienze umane e sociali”, importante è l’apporto di validi giuristi come, oltre allo stesso Allegri,  Ines Ciolli, Nicola Viceconte (docenti alla romana “Sapienza”) Gioacchino di Palma (avvocato cassazionista presso il Foro di Roma,  collaboratore del Telefono Viola), che mostrano l’assurdità del TSO, quale privazione di libertà e strumento di oppressione dell’Altro, con la scusa di presunte violazioni, di che cosa non sappiamo (non sa chi tali disposizioni impartisce), dove la vera motivazione, semmai, è “Il Perturbante”, ciò che sconcerta la “brava gente”. Fondamentale la prefazione di Zimbardo, ma anche l’intervista di Giorgio Antonucci, vero demolitore fondamentale della “psichiatria” come “apparato ideologico di stato”(Althusser), come ancora l’apporto creativo di Ascanio Celestini, attore, regista e autore romano tra i più grandi di ogni tempo, ma anche l’apporto di Giuseppe Galzerano, editore e storico, che ricostruisce il vissuto e purtroppo la morte di Mastrogiovanni, maestro libertario, “ucciso” (non c’è altra espressione possibile, se non questo participio passato con valore aggettivale per designare quanto avvenuto nel 2009) durante un TSO.    Da leggere, questo “agile” quanto profondo volumetto, cercando di attivare le proprie riflessioni, anche “divergenti”, a partire da esso.

Eugen Galasso

Pubblicato il 27 marzo, 2013
Categoria: Testi

Condizionamento e condizionamenti – Dibattito con Eugen Galasso



Per “condizionamento” intendo quelli contemplati dalla storia della psicologia, dal cosiddetto “behaviorismo”, per condizionamenti (al plurale) gli altri: è sostanzialmente basato, il condizionamento, sullo schema S-R (Stimolo-reazione), nel senso che uno stimolo induce una reazione (pensiamo alla puntura di un’ape, ma anche a un qualcosa che ci spaventa: si avvicina un orso, scappiamo). Il condizionamento incondizionato: Ivan Pawlow (1849-1936), fisiologo (non psicologo e neppure psichiatra) russo, nota come la salivazione di un animale da esperimento (topo, cavia/ ie, porcellino d’India, cane, gatto) inizi prima di ricevere il cibo; se in più c’è un campanello che suona annunciando il cibo, la salivazione viene indotta così, condizionata così, quindi con un terzo tramite (cibo, salivazione, suono).
Prima ancora di Pawlow (anche Pavlov, cfr.traslitterazione), che si accosta a questi esperimenti nel 1901, è Edward Thorndike (1874-1949) alla fine dell’Ottocento a parlare di “condizionamento strumentale”:   l’animale, muovendo una leva, o rimane in gabbia o apre la porticina che gli presenta del cibo. Dapprima l’apre per caso (per tentativo ed errore. by trial and error), poi automatizza (“ricorda”) l’operazione e lo fa  senza ulteriori inutili tentativi.

Burrhus Skinner (1904-1990):  con Skinner si ha la cosiddetta “Skinner-box”, ossia una cassa di  stimoli, che creano risposte senza passare attraverso un meccanismo di “errori”, nel senso che da lui “è TUTTO PRONTO”: addirittura progetta una nuova società (utopica o distopica, fate voi) “Walden 2″, DOVE TUTTO è programmato.  Se i comportamentisti (studiosi del comportamento) erano pionieri, con qualche aggiunta “inquietante” in Skinner (cfr.sopra), i successivi applicatori di teorie ed esperimenti divengono dei programmatori del comportamento, facendo emergere tratti autoritari: si va dalla piccola punizione scolastica (non ti do il premio, non ricevi nulla se sbagli) che comunque induce frustrazione, all’uso di scariche elettriche per punire “maniaci sessuali” o “criminali”.  I condizionamenti:  ci sono quelli necessari o inevitabili, come l’impossibilità di volare se non con mezzi a carburante (aerei) o mossi dal vento(deltaplani), il pericolo mortale di attraversare una strada ad alto volume di traffico ad occhi bendati o chiusi etc., quelli invece culturalmente indotti (non posso arrivare a casa tardi, altrimenti mio padre/mia mamma o mia moglie /mio marito mi rimproverano, anche se sono maggiorenne etc.). Ci sono altri condizionamenti autoindotti e culturalmente indotti (sono diplomatico-parlamentare, devo presentarmi sempre con giacca e cravatta, mai  con un vestito fuori moda se donna etc., se sono un prete non posso baciare una donna etc.), il “no, questo non posso farlo, non “sta bene”".  Una disamina di comportamenti condizionati e condizionanti, con esempi che dovrebbero venire dalle persone,  mentre il relatore cercherà (da pessimo mimo, peraltro) di mimare alcuni condizionamenti grossolani, autoindotti e imposti.


Eugen Galasso

Contro il carcere e gli Opg – Giorgio Antonucci a “La conta” Radio Onda Rossa

Intervista col prof. Giorgio Antonucci sulla scadenza di chiusura degli Opg, fissata dal governo al 31 marzo 2013 e l’istituzione di micro-Opg a livello regionale. Non aver messo in discussione la filosofia del controllo psichiatrico non consente di cambiere nulla di sostanziale. Il solito pateracchio all’italiana.

https://archive.org/download/LaConta13032013/La%20Conta%2013-03-2013.mp3

http://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/contro-il-carcere-e-gli-opg

Pubblicato il 13 marzo, 2013
Categoria: Audio

“Condizionamento e condizionamenti” – Incontro/dibattito

 

Pubblicato il 13 marzo, 2013
Categoria: Eventi

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo