Condizionamento e condizionamenti – Dibattito con Eugen Galasso



Per “condizionamento” intendo quelli contemplati dalla storia della psicologia, dal cosiddetto “behaviorismo”, per condizionamenti (al plurale) gli altri: è sostanzialmente basato, il condizionamento, sullo schema S-R (Stimolo-reazione), nel senso che uno stimolo induce una reazione (pensiamo alla puntura di un’ape, ma anche a un qualcosa che ci spaventa: si avvicina un orso, scappiamo). Il condizionamento incondizionato: Ivan Pawlow (1849-1936), fisiologo (non psicologo e neppure psichiatra) russo, nota come la salivazione di un animale da esperimento (topo, cavia/ ie, porcellino d’India, cane, gatto) inizi prima di ricevere il cibo; se in più c’è un campanello che suona annunciando il cibo, la salivazione viene indotta così, condizionata così, quindi con un terzo tramite (cibo, salivazione, suono).
Prima ancora di Pawlow (anche Pavlov, cfr.traslitterazione), che si accosta a questi esperimenti nel 1901, è Edward Thorndike (1874-1949) alla fine dell’Ottocento a parlare di “condizionamento strumentale”:   l’animale, muovendo una leva, o rimane in gabbia o apre la porticina che gli presenta del cibo. Dapprima l’apre per caso (per tentativo ed errore. by trial and error), poi automatizza (“ricorda”) l’operazione e lo fa  senza ulteriori inutili tentativi.

Burrhus Skinner (1904-1990):  con Skinner si ha la cosiddetta “Skinner-box”, ossia una cassa di  stimoli, che creano risposte senza passare attraverso un meccanismo di “errori”, nel senso che da lui “è TUTTO PRONTO”: addirittura progetta una nuova società (utopica o distopica, fate voi) “Walden 2″, DOVE TUTTO è programmato.  Se i comportamentisti (studiosi del comportamento) erano pionieri, con qualche aggiunta “inquietante” in Skinner (cfr.sopra), i successivi applicatori di teorie ed esperimenti divengono dei programmatori del comportamento, facendo emergere tratti autoritari: si va dalla piccola punizione scolastica (non ti do il premio, non ricevi nulla se sbagli) che comunque induce frustrazione, all’uso di scariche elettriche per punire “maniaci sessuali” o “criminali”.  I condizionamenti:  ci sono quelli necessari o inevitabili, come l’impossibilità di volare se non con mezzi a carburante (aerei) o mossi dal vento(deltaplani), il pericolo mortale di attraversare una strada ad alto volume di traffico ad occhi bendati o chiusi etc., quelli invece culturalmente indotti (non posso arrivare a casa tardi, altrimenti mio padre/mia mamma o mia moglie /mio marito mi rimproverano, anche se sono maggiorenne etc.). Ci sono altri condizionamenti autoindotti e culturalmente indotti (sono diplomatico-parlamentare, devo presentarmi sempre con giacca e cravatta, mai  con un vestito fuori moda se donna etc., se sono un prete non posso baciare una donna etc.), il “no, questo non posso farlo, non “sta bene”".  Una disamina di comportamenti condizionati e condizionanti, con esempi che dovrebbero venire dalle persone,  mentre il relatore cercherà (da pessimo mimo, peraltro) di mimare alcuni condizionamenti grossolani, autoindotti e imposti.


Eugen Galasso

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo