“La libertà sospesa. Il trattamento sanitario obbligatorio” – Recensione di Eugen Galasso


Questo volume di autori vari, “La libertà sospesa. Il trattamento sanitario obbligatoria”, a cura di Renato Foschi, Roma, Fefè, di AAVV(autori vari), affronta la tematica del TSO in senso inter-e direi anche transdisciplinare. Partendo dall’esperienza di Philip Zimbardo condotta negli anni 1970 all’università di Stanford, sul “gioco di ruolo” tra guardie carcerarie e prigionieri, che a sua volta si rifaceva all’”esperimento Milgram” di un decennio prima a Yale, condotto da Stanley MIlgram,  si individua il pericolo della violenza (“effetto Lucifero”, come dice spiritualisticamente Zimbardo) che inerisce al TSO, ossia alla sopraffazione, alla privazione di libertà.  Se il tema è trattato dallo stesso Foschi, da Giuseppe Allegri, giurista che però incrocia sempre problematiche legate alle “scienze umane e sociali”, importante è l’apporto di validi giuristi come, oltre allo stesso Allegri,  Ines Ciolli, Nicola Viceconte (docenti alla romana “Sapienza”) Gioacchino di Palma (avvocato cassazionista presso il Foro di Roma,  collaboratore del Telefono Viola), che mostrano l’assurdità del TSO, quale privazione di libertà e strumento di oppressione dell’Altro, con la scusa di presunte violazioni, di che cosa non sappiamo (non sa chi tali disposizioni impartisce), dove la vera motivazione, semmai, è “Il Perturbante”, ciò che sconcerta la “brava gente”. Fondamentale la prefazione di Zimbardo, ma anche l’intervista di Giorgio Antonucci, vero demolitore fondamentale della “psichiatria” come “apparato ideologico di stato”(Althusser), come ancora l’apporto creativo di Ascanio Celestini, attore, regista e autore romano tra i più grandi di ogni tempo, ma anche l’apporto di Giuseppe Galzerano, editore e storico, che ricostruisce il vissuto e purtroppo la morte di Mastrogiovanni, maestro libertario, “ucciso” (non c’è altra espressione possibile, se non questo participio passato con valore aggettivale per designare quanto avvenuto nel 2009) durante un TSO.    Da leggere, questo “agile” quanto profondo volumetto, cercando di attivare le proprie riflessioni, anche “divergenti”, a partire da esso.

Eugen Galasso

Pubblicato il: 27 marzo, 2013
Categoria: Testi

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo