Alto Adige e ADHD – Eugen Galasso



Che la situazione dell’”osservazione” dell’Alto-Adige, regione italo-bavarese (più che austriaca, ciò proprio culturalmente, al di là delle condizioni geografiche) fosse estrema, era ben noto: apprendiamo ora, da due comunicati del CCDU che: A) per l’Assessore alla Sanità della Provincia di un Bolzano, che si è espresso così in un’intervista (quindi pubblicamente) uno  screening di tutti i bambini (e di tutte le bambine) fin dalla più tenera età è necessaria, nel senso di somministrare test psicologici ed eventualmente provvedere farmocologicamente a combattere l’ADHD.  Come si vede o l’assessore (Theiner, per la conoscenza) non è informato oppure si finge tale, come è possibile che sia. “Mamma provincia”, dunque, è anche mamma provincia psichiatrizzante. B) che in Alto Adige la diffusione di “malattie psichiatriche” è di 13 volte superiore a quanto non avvenga nel vicino Trentino, dove tale statistica vale anche per i bambini (dunque il presunto ”deficit da iper-motricità e carenza attentiva”, chiamato ADHD). In una popolazione ancora prevalentemente agraria, scarsamente scolarizzata, in cui è onnipresente e onnipervadente l’ìinfluenza del clero (ovviamente solo cattolico), con una curia su posizioni spesso decisamente lefebvriane e tradizionaliste, in cui alcuni ospedali praticano “tranquillamente” la terapia elettroconvulsiva queste informazioni non sorprendono, ma dovrebbero comunque allarmare, anche perché rimane comunque qualcosa come la Costituzione (italiana, certo, quindi non molto amato dalla popolazione sudtirolese, fosse quella bavarese, invece…; ma la Costituzione è comunque fonte primaria di diritto) e la presenza nell’Unione Europea.  

Eugen Galasso

Pubblicato il: 18 settembre, 2013
Categoria: Testi

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo