L’antipsichiatria di Mario Tobino – Eugen Galasso.



“Lo scrittore  e intellettuale Fausto Gianfranceschi, scomparso poco più di due anni fa, nella sua prefazione a “Il figlio del farmacista”, primo romanzo di Mario Tobino (pubblicato la prima volta nel 1938), nell’edizione mondadoriana del 1980 afferma tra l’altro: “Nella sua visione del mondo e nella sua opera letteraria Tobino non è mai stato toccato da questo impoverimento umanistico che ha raggiunto punte assurde e inique.  Non a caso egli è stato uno dei pochi psichiatri – certamente il più coraggioso e battagliero – che si sono opposti alla ventata di follia, abbattutasi, per motivi più ideologici che medici, sul mondo psichiatrico italiano” (Prefazione di F. Gianfranceschi a “Il figlio del farmacista”, Milano, prima edizione Oscar Mondadori, 1983, p.10). Palese l’incongruenza tra la prima parte, che si vorrebbe incentrata sulla rivendicazione di valori umanistici e la seconda, nella quale si rivendica la posizione tobiniana (Tobino era psichiatra e direttore di manicomio, oltre che scrittore) contro l’antipsichiatria.  Per Gianfranceschi, di provenienza neofascista (da sempre oscillante tra il neopaganesimo dichiarato di Julius Evola e il tradizionalismo cattolico, Gianfranceschi), con alle spalle vari fatti penalmente perseguibili (il neofascismo, sia ricordato per accidens, è proibito dalla Costituzione italiana), l’umanesimo è quindi quello delle celle, delle torture, dell’elettroshock, della camicia di forza, della reclusione forzata (TSO) in manicomio….   No comment, dato che il commento è ampiamente implicito in quanto scritto sopra. Eppure, come ricorda sempre il vero fondatore dell’antipsichiatria, il dott.Giorgio Antonucci,  nella sua battaglia per il superamento della psichiatria aveva trovato a suo tempo sostegno nel collega Vita Finzi, anch’egli vicino al MSI (Gianfranceschi, almeno inizialmente era ancora più a destra). Diverse sensibilità, dunque, ma anche diverse maniere (pur nel mondo della destra) di intendere la vita e il mondo, dove viene da osservare che testi come questi, molto usati per la lettura personale ma anche lo studio forniscono una visione distorta di problemi fondamentali, quelli dell’esistenza e della società, quindi politici (ma non partitici, come si vede anche da questo breve excursus). Insopportabile lo stile paludato del Gianfranceschi , cantore dell’ortodossia cattolica reazionaria (in questo totalmente in disaccordo con Evola, come già segnalato), che parla di  punte “assurde e inique” (possono essere assurde e non inique, anche a rigor di logica) nell’”impoverimento umanistico”.
Eugen Galasso

Pubblicato il: 6 luglio, 2014
Categoria: Testi

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo