ADHD: La posizione dei pedagogisti – Eugen Galasso



“Al congresso mondiale dei Pedagogisti clinici” il 25 ottobre scorso a Firenze (Palazzo dei Congressi) dal tema “IL divenire della pedagogia clinica. Nutrire la persona” il prof. Federico Bianchi di Castelbianco ha letteralmente infiammato la platea con la sua relazione, brillantissima, al Congresso Mondiale di pedagogia clinica. In essa, dove l’assunto principale il titolo era “Bes e DSA: troppa sanità, poca pedagogia”, Bianchi di Castelbianco, psicologo e psicoterapeuta, spiega come in realtà tutte le diagnosi, ora proliferanti quasi in dimensioni elefantiache, di ADHD, siano in realtà dovute a un fraintendimento: i bambini e in seguito i ragazzi, lasciati soli dai genitori – vale per la madre ma anche per il padre, entrambi impegnati nel lavoro - per gran parte della giornata risentano di una carenza affettiva, non certo “rimediabile”con le medicine normalmente prescritte per il famoso (quasi “misterioso”, dovremmo dire) ADHD. Al contrario tali “medicine”, “farmaci” (qui varrebbe l’ètimo della parola, che significa prima di tutto “veleno” in greco) sono notoriamente dannosissime, come nel caso del Metilfenidato (nome commerciale Ritalin, ma poi con varianti, ossia prodotti analoghi…), di cui si conoscono gli esiti anche cancerogeni.  La tesi dello studioso, frutto di anni di studio anche e soprattutto sperimentale, spiega ancora una volta in modo autorevole e documentato come molti medici, pediatri, genitori, insegnanti, si adattino per comodità e quieto vivere (una sorta di “così non rompono le scatole” in riferimento al comportamento quotidiano)alla medicalizzazione di qualcosa, che non è propriamente un “disturbo” ma piuttosto una maniera di comportarsi, che irrita ed è considerata molesta in una società quale quella attuale, improntata alla massimizzazione del profitto e all’orientamento attivistico-produttivistico della vita in ogni settore. Il fatto che la relazione, molto brillante e condita di deciso umorismo, abbia riscosso molto successo, dimostra come almeno in certi ambienti (“pedagogisti clinici”, ma anche altri educatori, persone comunque interessate) certe tesi stiano prendendo finalmente piede.

Eugen Galasso

Pubblicato il: 1 novembre, 2014
Categoria: Testi

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo