Il pregiudizio spacciato per verità – Eugen Galasso

Chi scrive, essendo anche “critico letterario”, riceve molte pubblicazioni, anche di poesia e varia umanità. In una di queste, “Il Convivio”, Anno XV, luglio-settembre 2014 n.58, p.95, una notizia dalla Sicilia (Motta Camastra) parla della depressione, con un convegno colà svoltosi,  con la citazione testuale seguente, da una relazione della responsabile del centro “Lanterna bianca”, che pare opportuno riportare per esaminarla: “(si deve prendere coscienza di quanto) sia importante prendere coscienza e conoscenza di cosa sia la malattia psichica e delle devastanti conseguenze all’interno della famiglia”. Seguono roboanti descrizioni, riferite al “baratro della totale solitudine interiore” etc. Ma, in questa sequela di pregiudizi spacciate per verità, non si dice che “le devastanti conseguenze all’interno della famiglia” come anche nel singolo derivano solamente dai pre-giudizi invalsi, di origine sempre e unicamente sociale. C’è una falsa “norma” inculcata e tutto ciò che ne sta al di fuori è “anormale”, magari “aberrante”: facile che a tale visione inculcata si adattino le famiglie, microcosmo sociale sempre e comunque tendenzialmente repressivo (“Famiglie, vi odio” diceva non certo sempre a torto Jean-Paul Sartre), se non in casi eccezionali e come tali felici ma anche i singoli “depressi”, costretti ad adattarsi da “congiure” più o meno “soft”.

Eugen Galasso

Pubblicato il: 3 gennaio, 2015
Categoria: Testi

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo