“A chi lo fanno il TSO” – Eugen Galasso






In una (bella, ben curata, peraltro) antologia di testi del grande poeta e scrittore romantico Gerard de Nerval (1808-1855) trovo tuttora, nella nota biografica, l’indicazione “les crises de folie se font plus fréquentes” (non c’è bisogno di traduzione, direi) e la nota è replicata in tutte le altre edizioni di opere nervaliane che possiedo (sono recenti, ben curate, della “Gallimard”, casa editrice di grande importanza). Sarebbe il motivo (per gli estensori di introduzioni a opere letterarie e altre) che l’avrebbe spinto al suicidio, come Schumann, ma anche altri, romantici e non. Un vero scandalo, per la nostra sensibilità anti, a-psichiatrica, ma proseguono le barzellette (di livello sottozero, ammesso che l’espressione regga…) sui “matti”, la volontà di controllare i/le pazienti psichiatrici/che, che sarebbero potenziali assassini(e)… Una società che impone il massimo del profitto, il “pareggio in bilancio”, lo Stato Forte, il controllo onnipervasivo, ha paura di tutto ciò che sfugge o può sfuggire al suo controllo: chi pensa e si comporta “diversamente”, come ricorda sempre molto opportunamente Giorgio Antonucci, è sempre a rischio di internamento, di reclusione, dove in Italia, nonostante i “passi avanti” (molto relativi e discutibili, certo) della legge 180, erroneamente denominata “legge Basaglia”, rimane la “spada di Damocle” del TSO, che prevede il ricovero coatto in struttura psichiatrica…  Di recente, una persona non del tutto disinformata mi chiedeva: “Ma a chi lo fanno il TSO?”sottintendendo “a nessuno, praticamente”, il che non è vero. Ma pregiudizi e disinformazione sono duri ad essere sradicati e su ciò “marcia” e continua a proliferare il potere (strapotere) psichiatrico.

Eugen Galasso

Pubblicato il: 20 gennaio, 2015
Categoria: Testi

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo