Lobotomia, testimonianza di E. Jenny – Eugen Galasso

In un libro di un urologo e politico socialista austriaco, cui, però , inizialmente si era consigliato di specializzarsi in psichiatria (E.Jenny, Bekenntnis zum Fortschritt,  Raetia 2007) trovo e traduco la seguente afffermazione: “(era stato assegnato, da allora giovane medico, a Vienna,  al reparto detto “craniale” o “cranico”-sic): “Il mio compito consisteva in ciò, di scrivere storie dei malati; nelle operazioni, che allora venivano ancora eseguite in anestesia locale, dovevo osservare , stando sotto il tavolo operatorio, ossia in posizione molto scomodo, le reazioni dei pazienti. Mi meravigliavo, di come si potesse trattare il cervello umano con tanta leggerezza. All’epoca (fine anni Quaranta del 1900, e.g) in reparto i pazienti schizofrenici venivano sottoposti a lobotomia, il che vuol dire a interruzione chirurgica della parte anteriore del cervello, un metodo, questo, che a causa della sua inefficacia e per i suoi effetti collaterali presto non fu più applicato. Il reparto cranico aveva un’alta percentuale di mortalità e io dovevo recarmi costantemente nel reparto di patologia, per le autopsie, sorbendomi le osservazioni, spesso sprezzanti e ironiche, dei colleghi” (op.cit., p. 123)”.  Al testo non si può chiedere particolare approfondimento, in quanto si tratta di un libro autobiografico-politico, da parte di un medico poi rivoltosi a tutt’altro settore medico (e chirurgico), ma alcuni elementi sono da notare:  A)Il meccanicismo psichiatrico, in auge allora in maniera totale, ora in maniera “dimezzata” (ma oggi con maggiore ipocrisia), non è venuta meno, in Austria (e nella “regione contesa” tra Austria e Italia, Alto Adige/Suedtirol) l’uso dell’elettroshock e in certi casi della lobotomia;  B)Significative le notazioni di Jenny sulla sofferenza dei pazienti, di cui i medici si burlano.  Vale per la medicina, ma anche per la psichiatria (che non è medicina, come ribadisce sempre il dott.Giorgio Antonucci), dove si aggiungono pregiudizi moralistico-religiosi-sociali tramdanti da secoli, che “laicamente” si traducono nelle famose “barzellette sui matti”.
Eugen Galasso

Pubblicato il: 22 maggio, 2015
Categoria: Testi

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo