Il sole – racconto di Giorgio Antonucci




Marc Chagall

Il sole dorato lasciava questo cielo per entrare nei suoi giri nascosti. Le scintille della notte apparivano una dopo l’altra come lampade di pellegrini.
Il campo, oramai silenzioso, era pieno di figure immobili e di ombre leggere: i resti della battaglia e del bombardamento.
Lui si guardava dintorno con calma e lentezza, come vedesse tutto da grandi distanze.
Si erano visti corpo a corpo dietro l’angolo di un rudere.
Allora lui lo aveva strozzato e scavato nella gola.
Aveva gli occhi fissi verso le nubi.
Poco dopo nell’affanno del respiro si era chiesto il perchè.
Aveva detto: “Ora finalmente mi devi rispondere.”
Si sentiva lontano il mormorio delle acque, e l’alito del vento.
Cominciavano le voci del buio. Allora lui si era sparato con la pistola.
Ora, dopo l’alba, canta la fanciulla, e canta l’usignolo.


Firenze 19 aprile 1993

Pubblicato il: 20 luglio, 2015
Categoria: Testi

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo