LA SCELTA – di Giorgio Antonucci

 

“Vengo dal fiume e porto tutta roba che splende.”
Anacreonte.

La cultura è anche curiosità e spesso, per fortuna, un piacevole divertimento, oltre che uno spasso per oziosi.
Cesare Lombroso trovava che anche le piante carnivore sono un po’ delinquenziali e pazzoidi, tanto che ne trattava accuratamente negli appunti di medicina legale.
Per non parlare degli animali di cui il NOSTRO scrive che il delitto si ritrova “ nelle api, fra le quali vi sono alcune beone e ladre che rubano il miele alle altre e le eccitano a non lavorare; nei cavalli, dei quali alcuni rubano il fieno e non vogliono lavorare; nei cani, prendendo alcuni di essi le abitudini ladre e feroci del lupo”.
Ma gli esempi più importanti sembra che li diano le formiche. Anche loro con problemi di voglia o non voglia di lavorare.
I Greci e i Romani come gli Egizi o i Cinesi per mantenersi gli schiavi sembra avessero bisogno del terrore: per avere persone da sfruttare bisogna usare la frusta e tenere pronta la spada.
Ma la borghesia moderna, di cui i socialisti sovietici sono una variante, ha inventato anche la buona coscienza, quella del brav’uomo laborioso e rispettoso delle autorità, che si sottomette a qualsiasi angheria, pur che venga dall’alto, ed è onesto o assassino a seconda delle direttive di Stato.
Ai tempi di Lombroso l’anarchico era un uomo col cranio deforme, nei prossimi anni avrà un test genetico difettoso, tutto questo per merito della scienza, i cui progressi appaiono senza sosta, per fortuna del genere umano, che è la specie più perfetta.
Come dimostra il principio antropico di cui parlano gli scienziati più di moda.
Ma non è solo il problema di guardarsi dai libertari divenuti ormai più rari degli uccelli del paradiso.
I test genetici serviranno a assicurare i datori di lavoro dalla presenza degli incapaci e degli svogliati.
Il resto deve venire dall’esempio dei migliori, le teste geneticamente ben conformate come Enrico Fermi che è diventato accademico con Mussolini, e che ha costruito la bomba con gli americani, sempre raccomandando ai suoi discepoli di non interessarsi di politica, che è roba da lasciare agli specialisti, perché sanno loro quello che devono fare.
Oppure da Martin Heidegger che appoggiava la politica di Hitler e non ha difeso dalle persecuzioni di Stato il suo maestro Edmund Husserl.
Oppure da Truman la cui coscienza cristiana gli impediva di avere problemi a proposito del doppio genocidio di cui era responsabile.
Andrej Sacharov racconta che in Unione Sovietica nel 1962 fu fucilato un vecchietto per aver fabbricato alcune monete false che aveva seppellito in cortile.
Tutto nel rispetto della legge e nel grembo dello Stato.

“Dove c’è ancora popolo – scriveva Nietzsche in Zarathustra – esso non capisce lo Stato e lo odia come malocchio e peccato contro i costumi e diritto.
Questo segno vi do: ogni popolo parla la sua lingua del bene e del male: il vicino non lo capisce. Si inventò la sua lingua in costumi e diritto.
Ma lo Stato mente in tutte le lingue del bene e del male.”

Per questo io mi permetto di dire, con rispetto parlando, che noi, individui da nulla, geneticamente non controllati, abbiamo la malvagia pretesa di ragionare e di scegliere con la nostra testa da poco, senza rispetto alcuno per la politica dei governi, e per la moralità dei potenti.
Fintanto che non arriverà l’ultimo uomo “che saltella sopra la terra come una pulce”.


Firenze, luglio 1992

Pubblicato il: 22 novembre, 2015
Categoria: Notizie

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo