Archive for ottobre, 2020

Psichiatria del Covid 19 – Eugen Galasso





In occasione della prossima “Giornata della salute mentale”, nuova “stretta” di psichiatri e farmacisti per sostenere la lotta, considerando tout court la “depressione” come una malattia anche organica, contrariamente a tesi pur ampiamente documentate, come quella del dottor Giorgio Antonucci e di Thomas Szasz, che ne negavano l’esistenza, appunto, quale “malattia acclarata” e “documentata”. Sostenere, in particolare, che la “depressione” non solo ha conseguenze organiche (in particolare in ambito cardiovascolare) e che essa  può essere determinata e comunque trovare una concausa nel Covid 19 significa non solo ricadere nel più pesante organicismo, ma anche ri-psichiatrizzare o psichiatrizzare ex novo chi semplicemente ha paura, timore, vuole “premunirsi”, ossia manifesta atteggiamenti ”reattivi” comunque utili rispetto a una pandemia invasiva, pericolosa, la cui eziologia è comunque ancora in gran parte ignota, come purtroppo anche le terapie per sconfiggerla.   Eugen Galasso 

Pubblicato il 12 ottobre, 2020
Categoria: Testi

“Il pregiudizio psichiatrico” di Giorgio Antonucci – Recensione di Giuseppe Aiello






Il pregiudizio psichiatrico • Eleuthera• 176 p. • E 15,00


<Situazioni simili le avevo già viste dappertutto, ma ora mi trovavo nella condizione particolare di doverle affrontare di persona e praticamente da solo. Nel reparto 14, se si eccettuano la lobotomia e la lobectomia, erano in atto su ogni singola persona tutti gli interventi teorizzati dagli psichiatri (…).Esistevano mezzi di contenzione fisica di ogni genere, dalla camicia di forza alla maschera di plastica per impedire alle pazienti di sputare; venivano usati i tre fondamentali tipi di shock, vale adire le iniezioni endovenose di acetil-colina [...], le applicazioni di elettro-shock (…), la provocazione di comi insulinici; si usavano tutti i tipi di psicofarmaci; si praticava l’alimentazione forzata…>.
In tempi di delirio totalitaristico-sanitario arriva quantomai opportuna la ri-stampa di uno dei testi fondamentali della critica alla psichiatria, quanto di più lontano sì possa immaginare dall’elucubrazione teorica di un accademico chiuso nella sua torre d’avorio. Antonucci infatti aveva passato decenni a lavorare con i “matti”, dentro i manicomi, a liberarli dai lacci fisici e da quelli chimici, prima e dopo la celebre 180, detta anche “Legge Basaglia”. Nell’ultima parte della sua carriera il medico toscano, che con Basaglia aveva collaborato, si diede a pubblicare il racconto delle proprie esperienze e a formulare compiutamente la sua visione dell’ideologia psichiatrica, un pezzo fondante del sistema repressivo privo secondo l’autore, di alcun contenuto scientifico. Antonucci racconta le lotte degli anni ’60, quando a Cividale del Friuli arrivò uno spropositato schieramento di polizia e carabinieri a chiudere il reparto di Edelweiss Cotti, reo di offrire un’alternativa praticabile al manicomio carcerario, i contrasti con gli uomini di partito, lo strenuo, incessante tentativo di restituire umanità e individualità a persone schiacciate da un apparato determinato a renderle con ogni mezzo silenziose, innocue e inesistenti, e infine l’opposizione al dilagare della chimica, nuova camicia di forza. Antonucci è morto tre anni fa lasciando più povero un mondo che di gente coraggiosa come lui avrebbe più che mai bisogno; ci restano i suoi scritti,salvagenti in un oceano in tempesta. Giuseppe Aiello


https://eleuthera.it/files/Antonucci_blowup_20201001.pdf


Blowup. mensile, 10-2020, pag 136, foglio 1

Pubblicato il 7 ottobre, 2020
Categoria: Presentazione

Il valore delle sfumature psichiche – Eugen Galasso





Che la psichiatria, destinata a diventare una sorta di “Moloch” fosse già in crisi da molto tempo, lo dimostra un testo del 1928 (!) di Maurice Garçon, 1889-1967,  dell’Académie Française, giurista, storico, che si era occupato soprattutto di parapsicologia, magia, occultismo. Nella sua prefazione a un testo su Vintras, veggente (o visionari), “eresiarca”, Garçon scrive:  “La psichiatria esercita una forma di imperialismo nel senso che, da padrona assoluta dei cervelli provvisoriamente o definitivamente “sregolati”, tende a guadagnare progressivamente e a porre sotto la propria autorità e il suo controllo degli spiriti che si allontanano dalla ragione più in apparenza che realmente. Se che tra la demenza e l’equilibrio mentale vi sono gradi spesso insensibili e sottili, non bisogna esagerare il valore delle sfumature. Il carattere inatteso di certe manifestazioni dello spirito non è necessariamente un segno di follia e dunque di irresponsabilità.  Secondo noi, bisogna essere prudenti quando ci si dedica al loro studio…” (da M.Garçon, Vintras, Héresiarque et Prophéte, Paris, Librairie Critique E’mile Nourry, 1928, p.VIII, trad.mia). Come si vede, anche se certe espressioni rimandano a una concezione psicologica (e dunque anche della psichiatria) di stampo meccanicistico, l’assunto di fondo contesta la pretesa assolutista della psichiatria come scienza, il che, se consideriamo l’epoca, non è considerazione da poco, anzi…   Eugen Galasso

Pubblicato il 5 ottobre, 2020
Categoria: Testi

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo