Trattamento sanitario obbligatorio e COVID – Eugen Galasso

Sentire il Presidente del Consiglio, evidentemente non a conoscenza della questione TSO (trattamento sanitario obbligatorio) parlare del non ricorso a questo strumento per un eventuale obbligo vaccinale, ovviamente contro il COVID, sconcerta sia per i toni, sia soprattutto per la palese ignoranza del fatto, gravissima per il capo del governo. Una norma estremamente discutibile, palesemente di stampo autoritario, usata dalla politica dell’epoca (Legge “Basaglia”, anche se Franco Basaglia ne negava la paternità, va ricordato) quale contrappeso alla”chiusura dei manicomi”, invero non realizzata, dovrebbe sparire dal vocabolario, anche perché Conte non ha parlato di “uso metaforico del termine”, ma lo ha usato senza remora, il che, ancora una volta, appare grave sia per l’ignoranza della cosa, sia per la tacita approvazione (sempre ammesso che sappia qualcosa della disposizione specifica) del TSO e del suo indiscriminato. Eugen Galasso
Pubblicato il 15 December, 2020
Categoria: Notizie
Maria D’Oronzo: III° Convegno Associazione Radicale – Diritti alla follia –

https://www.youtube.com/watch?v=Uos860Tc-PE&fbclid=IwAR0by-PUILwnjUEGnAUYBVt4PJUVISkakwpJCQj7OCbobVJbGIvwrqlBV74
3° Congresso Associazione Radicale Diritti alla Follia,
24 ottobre 2020 – sessione del pomeriggio.
Pubblicato il 24 November, 2020
Categoria: Notizie
Paola Torsello : In ricordo di Giorgio

(Giorgio Antonucci con un paziente del reparto di neurologia “Centro di relazioni umane” a Cividale del Friuli, 1968)
24 febbraio 1933 – 18 novembre 2017
Giorgio manca immensamente da tre anni.
Giorgio è il professore Antonucci, ma lui si faceva chiamare per nome e si faceva dare del tu.
Lui accorciava lo spazio dei rapporti, anche dei rapporti medico-persona, li rendeva umani.
Restituiva alle persone il diritto alla sofferenza, così come dovrebbe essere ma non sempre lo è.
Al contempo non risparmiava uno sguardo concreto sul disagio politico delle istituzioni, dell’ambiente, della collettività, della storia.
Il professore Antonucci è stato un uomo che ha vissuto la sua vita e la sua professione per affermare giustizia, chiarezza e ben-essere, adoperando l’ascolto e instaurando il dialogo come unico strumento di ‘cura’.
È stato il solo medico al mondo ad aver lavorato in manicomio senza mai usare strumenti psichiatrici.
Il solo al mondo a non aver mai fatto un Trattamento Sanitario Obbligatorio e, il suo impegno, era sempre rivolto alla critica e all’inutilità bestiale delle coercizioni, in ogni tipo di istituzione.
Lui ha restituito consapevolezza e libertà alle persone col ‘solo’ uso delle Relazioni Umane e della creatività.
Lui è stato un insegnamento fertile per tutti noi, ovvero per chi ha voluto aprire uno sguardo su un Fare differente rispetto una realtà già impostata, realtà da de-costruire e rendere vitale.
Non elenco i suoi premi internazionali e il rumoroso silenzio di certe istituzioni alla sua vita professionale e alla sua memoria… ma esistono le numerose testimonianze a dimostrare e a dirci che si può fare molto diversamente…
Ringrazio Maria D’oronzo, sua preziosa collaboratrice e una cara amica sempre presente al bisogno, per avermelo fatto conoscere; la ringrazio anche perché col suo lavoro di donna e di psicologa, prosegue a diffondere la stessa libertà e lo stesso rispetto che ha condiviso e praticato insieme a Giorgio. Paola Torsello

(La foto di Piero Colacicchi fu uno “scatto rubato” durante la prima visita della popolazione della montagna reggiana al manicomio di San Lazzaro di Reggio Emilia. Erano delle calate in manicomio per denunciare le condizioni dell’Ospedale Psichiatrico. Nella foto si vede un bambino legato a una panca e al suo fianco Giorgio Antonucci)
Pubblicato il 18 November, 2020
Categoria: Notizie
A Maria Rosaria – Giorgio Antonucci
Giorgio Antonucci

14 settembre 2010 ·
A Maria Rosaria.
Questi interventi volti a evitare gli internamenti psichiatrici sono il livello più alto
della nostra attività.
Evitano gravi sciagure.
Con grande stima da parte di Giorgio Antonucci.
https://www.facebook.com/maria.doronzo.12/posts/10213897019379377?notif_id=1600080082150582¬if_t=feedback_reaction_generic&ref=notif
Pubblicato il 15 September, 2020
Categoria: Notizie, Testimonianze
Psichiatria e Non. Oltre la diagnosi “la pratica di Giorgio Antonucci” – Intervista a Maria D’Oronzo
Il lavoro del “Centro di Relazioni Umane”, dall’inizio.
Video QUI

https://youtu.be/IZ7tF9bw9xw
Grazie all’impegno di
Intervento di Giorgio Antonucci – Simposio: Internamento coatto e controllo sull’uso delle terapie psichiatriche – Roma 1980
Diari inediti: Dicembre 1980.
Ho ricevuto e trascrivo la registrazione del mio intervento al convegno di Roma. L’intervento l’ho lasciato così com’è stato, nella sua immediatezza. (Sabato 15 novembre, Aula magna dell’università di Roma).
Io lavoro nell’Ospedale Psichiatrico “Osservanza” di Imola, dove sono responsabile di tre reparti di lungodegenti, che ho liberato da tutti i mezzi di cui disponeva la psichiatria per perseguitare i pazienti che ivi erano ricoverati, e li ho trasformati in residenze, in attesa che quei pazienti che non hanno trovato ancora una collocazione fuori possono trovarla per allontanarsi da quel luogo (l’ospedale psichiatrico) dove erano stati portati con la forza per motivi a loro del tutto sconosciuti, per motivi che non riguardavano loro direttamente.
Contemporaneamente a questo lavoro, due o tre volte al mese faccio il medico di guardia in un reparto di un ospedale civile, che è ora utilizzato per il trattamento sanitario obbligatorio, cioè per quel tipo di trattamento obbligatorio che la legge 180 ha sostituito al ricovero coatto.
Premetto che nella mia attività pratica ho sempre ritenuto inaccettabile il fatto di costringere una persona, chiunque sia, a sottoporsi a dei trattamenti; ritengo che sia un crimine imporre ad una persona qualsiasi un trattamento che la persona stessa rifiuta e secondo questo punto di vista mi sono sempre regolato. In questo periodo, quando sono di guardia in questo reparto, quando si presentano dei pazienti per il trattamento sanitario obbligatorio, io glielo annullo servendomi di uno dei punti della nuova legge, cioè trasformo tutti i trattamenti obbligatori in volontari permettendo alla persona internate di restare, se vuole, ma anche di andarsene, se questa è la sua volontà.
Siccome l’altro sabato (8 novembre) due giovani se ne sono andati, gli psichiatri dell’ospedale sono arrabbiatissimi e c’è una grossa polemica. Però questi psichiatri non si limitano ad usare le loro armi per combattere contro questa iniziativa, ma si sono rivolti a tutti i poteri possibili, per cui è intervenuto il Consiglio di amministrazione per prendere posizione contro queste mie iniziative, che poi, in realtà, sono iniziative di scelta dei pazienti. Sono intervenuti pure i Centri di Igiene Mentale cioè quelli che decidono che la persona ha bisogno del Trattamento Obbligatorio; è intervenuto il Pretore; cioè si è formato uno schieramento di forza tutte contro di me per questo scandalo che consiste nel fatto che io ritengo che i pazienti abbiano il diritto di scegliere da soli mentre gli psichiatri ritengono che debbano essere sottoposti a dei provvedimenti di costrizione.
Io mi chiedo perché succedono queste cose, perché da quando in Italia io ed altri abbiamo iniziato a lavorare in questo senso ci siamo sempre scontrati con delle organizzazioni di potere che fanno il possibile per smantellare iniziative di questo genere.
Mi ricordo che nel’73, andando nell’Istituto Psichiatrico “Osservanza” di Imola, diretto da Cotti, per vedere che cosa si poteva fare, mi ricordo che dissi a Cotti che avrei voluto prendere il reparto peggiore, cioè il reparto ritenuto dagli psichiatri il più pericoloso, con le persone secondo loro più pericolose e che per questo motivo dovevano essere maggiormente sorvegliate. Il reparto era il numero 14 ed era composto di 44 donne. Le mura erano alte 4 metri con porte di ferro, però superata la porta di ferro, si trovavano altre porte ed altri muri.
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Pubblicato il 4 April, 2020
Categoria: Notizie
Festival Psy 2019 – Paris 16-17 novembre
Saremo presenti con la proiezione del docufilm, progetto di Laura Mileto regista Alberto Cavallini, “Se mi ascolti e mi credi. Giorgio Antonucci un medico senza camice“. Anteprima in francese. Presentazione della dott Maria D’Oronzo
Pubblicato il 9 November, 2019
Categoria: Eventi, Immagini, Notizie, Presentazione, Video
Globalità dei Linguaggi – 24° Convegno Nazionale – Diritti Umani, Educazione e Cura

In memoria di Gino Stefani
Presentazione e invito al XXIV convegno di MusicArTerapia di Stefania Guerra Lis, caposcuola e ideatrice del metodo Globalità dei Linguaggi: Facebook https://www.facebook.com/214140508599493/videos/2835602576453260/UzpfSTE4MjU1NjM0NzE6MTAyMTE2ODQ3NTA5OTQwNTA/
Il nostro intervento è previsto venerdi 4 ottobre 2019.
Pubblicato il 1 October, 2019
Categoria: Notizie, Presentazione
Centro di Relazioni Umane. Al lavoro di Giorgio Antonucci – Maria D’Oronzo
Ripercorrere le vicende, che si sono succedute negli anni di lavoro del dottor Giorgio Antonucci per una nuova linfa e nuovi stimoli alla lotta al Pregiudizio Psichiatrico. Giorgio Antonucci non solo dovette curarsi della liberazione di centinaia di donne e uomini internati, ma si occupò di restituire loro alla pienezza della vita.



Abbiamo realizzato un VIDEO dell’opuscolo https://www.youtube.com/watch?v=BYwQdRz0Xe8
Qui la versione A3 per stampa
Giorgio Antonucci A3
E’ disponibile anche la versione A2 se richiesta.
Pubblicato il 20 June, 2019
Categoria: Notizie, Presentazione, Testi, Video


