Malati di niente. Morti di psichiatria

Il 27 novembre 2009, a Napoli, si è organizzato un incontro, con Maria D’Oronzo, per dare aggiornamenti sulle indagini giudiziarie sulla morte di Francesco Mastrogiovanni, avvenuta il 4 agosto 2009 in trattamento sanitario obbigatorio, dopo 80 ore di contenzione continuata a letto, nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Vallo della Lucania.

Il signor Mastrogiovanni, dalla stampa locale ” noto anarchico” , durante le 80 ore di contenzione non ha ricevuto nè cibo nè acqua, gli sono stati somministrati psicofarmaci ed è stato necessario richiedere il parere del medico legale sulla fattura dei legacci di contenzione. Le ipotesi fatte dai medici legali riferiscono ” filo di ferro o  plastica dura”. Per questi fatti sono stati indagati sette medici, dodici infermieri e il primario, per omicidio colposo. Tutto il reparto.

Gli interventi della serata hanno sottolineato l’estranietà della psichiatria al campo medico e scientifico, la questione degli psicofarmaci o neuroplegici i cui effetti sono dannosi alla salute  delle persone, la ragione psichiatrica basata su coercizione fisica, psicologica, farmacologica.

Sono state lette e commentate poesie del dottor Giorgio Antonucci dalla raccolta “La nave del paradiso“: “Se mi ascolti e mi credi”,  “La testa fra i ceppi“, “Il saluto“. La raccolta di poesie “La nave del paradiso” è un dialogo reale fra l’autore e gli internati psichiatrici, riguardo alla pratica coercitiva della psichiatria.

E’ intervenuto Sabatino Catapano, poeta e sopravvissuto al carcere e all’ ospedale psichiatrico giudiziazio (O.P.G.) di Aversa, con poesie tratte dal suo libro “Il sopravvissuto” e testimonianze della sua reclusione psichiatrica.


Maria D’Oronzo

Pubblicato il: 3 dicembre, 2009
Categoria: Notizie

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo