Archive for ottobre, 2012

Anime Internate: Ospedale psichiatrico giudiziario – VIDEO – Recensione Eugen Galasso

Il video che potete vedere, realizzato quasi “di strafugo”, anche con la collaborazione e consulenza della nostra amica dott.Maria Rosaria D’Oronzo, si riferisce a una di quelle “realtà tabù” di cui “la brava gente” preferisce non parlare: gli OPG (Ospedali psichiatrici giudiziari) che, nonostante gli interventi del senatore Ignazio Marino, dei Radicali, qualche intervento insufficiente, per portata e per senso dello stesso, del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (ex-comunista di stretta osservanza, dove è da dire che nell’ex-URSS le istituzioni totali c’erano, anzi proliferavano), esistono e persistono. Si tratta di realtà (e questa di Reggio Emilia non è certo la peggiore…) in cui la persona, pur se criminale (chi è in “manicomio giudiziario” qualcosa di grave l’ha fatto e chi scrive non ritiene che il reato vada né premiato-ovvio, credo-né “ignorato”, ma punito, ma la punizione può attuarsi in modi diversi, con modalità diverse, anche più “umane”), è rinchiusa, ma anche sottoposta a una sorta di “Big Brother”-con registrazioni, videocamere etc. Secondo le parole e la gestualità (inutile ripetere, credo, che il linguaggio nonverbale è spesso ben più presente e “aggettante” di quello solamente verbale)dei “degenti”-”ospiti”, ma anche di una guardia (vogliamo chiamarlo “sorvegliante”, ma non credo che una parola o l’altra cambi radicalmente il senso della cosa) il “malessere” emerge in modo chiaro. Persino colui che, per stazza fisica, mole, modo di esprimersi, sembra un “boss” (in realtà, invece, sembra non lo sia), è visibilmente in difficoltà, non è capace di negare le proprie defaillances, le proprie “crisi”, che non saranno però, da quanto si evince dal documento, foriere di una “metànoia”, di un cambiamento interiore positivo (presa di coscienza, disposizione etica diversa) ma riprodurranno quasi certamente lo stesso “cliché” tra lampi di “ravvidimento” (?) e atteggiamenti, direi reichianamente “corazzamenti caratteriali “almeno potenzialmente”. Come  osserva il citato “guardiano”, persona di notevole intelligenza e rara sensibilità empatica con i”detenuti”, ci sarebbe molto da cambiare (da chiudere gli OPG, in primis), anzi da chiudere gli OPG, sostituendoli con carceri o comunque luoghi di “detenzione” (cfr.quanto ho sostenuto sopra: sono un “riformista”, non un “rivoluzionario”, in questo campo, temendo scatenamenti incontrollati e abusi da parte delle persone) che però rispondano veramente allo spirito di una legge, la “Gozzini”, per l’umanizzazione delle e nelle carceri, che sia reale e non fittizia, non di facciata. In questo senso, contro il pensiero di coloro che chiedono comunque sempre “la mano forte”, si può cambiare tutto, ma abolendo in primis gli OPG, strumenti di derivazione inquisitoriale. Se ora, come dice l’ “amico” sorvegliante, conscio dell’assurdità di certi suoi compiti, qualcuno da “fuori di testa” lo diviene “ancora di più” (uso espressioni che chiaramente non condivido per nulla, ma…per intenderci…), sarebbe da fare in modo che qualcuno dopo “stia un po’ meglio”…, sempre per dire le cose con un linguaggio improprio ma a suo modo parzialmente efficace.

Eugen Galasso

VIDEO

Pubblicato il 31 ottobre, 2012
Categoria: Testi, Video

Il concetto di follia messo in discussione già all’inizio del 1600 – Eugen Galasso

Già nel 1600 il concetto di certezza riguardo alla follia era tutt’altro che assodato: la rigida partizione (dualismo) di René Descartes (Cartesio) tra anima e corpo, chiaramente, comporta che vi siano malattie del corpo, ma…dell’anima? Più difficile riscontrarle, quantomeno. C’è  poi un testo, che tutti (o quasi)considerano giustamente il primo romanzo dell’età moderna, il “Don Quijote”di Miguel de Cervantes Saavedra, nel quale la “follia” presunta del protagonista è invece la riaffermazione di un’epoca e di ideali ( valori, se volete e ci tenete) perduti in epoca “borghese”- mercantile, ma c’è anche una novella “ejemplar” (esemplare) dello stesso Cervantes, “El licenciado Vidriera” (in italiano “il Dottor Vetrata”, in cui un giovane studioso, a causa di un intruglio amoroso confezionato da una fattucchiera “morisca” (musulmana, convertita a forza al cristianesimo, condizione “normale” nella Spagna dell’Inquisizione) diviene “folle” e si crede di vetro, ma inizia a sparar sentenze, non certo sciocche…anzi.  Alcune osservazioni: il “filtro” che l’amante ignorata commissiona alla morisca sa di meccanicismo, ma sappiamo come gli psicofarmaci creino un “trouble cerebrale”, per non dir altro, quindi l’idea non è così peregrina. Poi: quella dell’uomo di vetro è un’allegoria, chiaramente, di un uomo (intellettuale o meno, ma soprattutto nel primo caso) che si chiude in sé (introversione estrema, al limite dell’autismo, direbbe il solito psichiatra…), perché “fuori” trova sola sciocchezze, ma in questo caso risponde alle domande in modo “intelligente” (chi scrive non crede alla “saggezza”, dunque dirà solo “intelligente” ) o un simbolo, come tale polisemico, dai molti significati cui può rimandare. Dunque “El licenciado Vidriera” è non “folle”, ma uno che vuol dire le cose senza essere sempre disturbato-contraddetto, semmai. Del resto, quando torna allo stadio che qualcuno (il buon borghese incapace di vedere oltre il proprio naso, diciamo così) chiama “normale” e prova a fare l’avvocato, non ha successo ed è costretto a tornare nelle Fiandre (dov’era stato da giovanissimo studente) a fare il “soldado” (militare, dove si sa che all’epoca c’erano solo soldati “di ventura”, cosa che fu Cervantes come anche Descartes, anch’egli citato sopra). Ecco allora che ogni certezza viene qui messa in scacco: del resto anche Pedro Calderòn de la Barca nel suo “La vida es sueno” (La vita è sogno) e siamo un po’ dopo Cervantes ma sempre nella prima metà del 1600 ice: “?Qué es la vida?Un frenesì/?QUé es la vida?Una ilusiòn, /una sombra, una ficciòn, (un’ombra, una finzione)/y el mayor bien es pequeno (il maggiore invero è piccolo),/que toda la vida e sueno, /y los suenos suenos son”. Ho tradotto solo quanto forse non è chiarissimo, mentre il resto va da sé, scusandomi perché il computer ora non mi consente il punto di domanda rovesciato all’inizio, come non mi consente la “cedilla” per la “n” di sueno, oltre a qualche accento “diverso”.    Come si vede, una bella sfida al “buon senso comune” che in genere non capisce nulla o, come direbbe il pastore-giudice-politico, “non c’azzecca”. Per dirla con un altro grande Seicentista, WIlliam Shakespeare “Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quanto ne sogni la tua filosofia” (There are more things in heaven and earth , Horatio, Than are dreamt of in our philosophy” (Hamlet, Atto I°, scena quinta).

  Eugen Galasso

Pubblicato il 29 ottobre, 2012
Categoria: Testi

Bambino preso a forza dalla polizia – Eugen Galasso


“Una società chiusa e stolta che si prepara a sprofondare nel nulla”: come sempre il commento di Giorgio Antonucci (al rapimento-sequestro ad opera della polizia di un bambino decenne) sembra il più azzeccato.  Chi scrive ritiene che sia già sprofondata nello stesso, aggiungendo due ordini di considerazione:  A)Rischio di uno Stato etico, anzi di polizia, che si propone di regolare (s-regolando, poi, ovviamente) tutto, dalla morale (solo nazisti, stalinisti, pol-potisti, fanatici clericali di ogni religione agiscono così) all’educazione, con la violenza in più in questo caso inferta a un bambino, vittima di opposte violenze, dove non importa nulla capire (sarebbe sciocco, peraltro) se “abbia ragione” la madre o il padre, cioè il padre versus la madre; B)L’attuale regime iper-liberista, che vede come fumo negli occhi anche il moderatissimo keynesismo , considerato “filo-comunista” è stato imposto dall’Europa, meglio da una gestione di estrema destra dell’Europa (Merkel più l’estrema destra “cristiano-sociale” bavarese, che privatizzerebbe anche l’aria, come anche la FDP di Guido Westerwelle, ministro degli esteri simpaticamente gay, ma in economia un “Chicago Boy”, per cui il “vangelo” è la dottrina economica di Milton Friedman, l’estrema destra europea in genere, quella olandese, quella norvegese che non è “europea”, ma premia la Comunità Europea, così gestita con il Premio Nobel per la pace etc.), impone solo rigore, sacrifici ed, essendo frutto di un accordo tra destra massonica, un  Vaticano “alla destra del padre” (anche minuscolo!), altri settori che paradossalmente (?) incrociano un Presidente della Repubblica ex-comunista che quasi sessant’anni fa sostenne l’intervento militare URSS contro l’Ungheria delle riforme, vuole essere più “di polizia” che “etico”, concetto comunque già ambiguo (è in Hegel e poi, però, nel fascista “liberale” Giovanni Gentile). Intervento duramente “politico”, il mio, di cui mi assumo la responsabilità,  ma che ritengo responsabile di fatti come questo, da non isolare da altri, anche più gravi e “nascosti”- silenziati, frutto, nell’Italia della “pseudo-responsabilità” del non-funzionamento delle istituzioni preposte (polizia per conto proprio, anche al suo interno, magistratura a parte, politica “a parte”, “socialità” da un’altra parte…) 

Eugen Galasso

Pubblicato il 15 ottobre, 2012
Categoria: Notizie

Eretico, empio, sovversivo – Eugen Galasso


Da sempre chi “traligna”, non nel senso di delinquere, ma di avere idee e comportamenti “difformi” da quella grigia “medietas”, che è considerata la “norma accettabile”, viene bollato come “eretico”, “empio”, “sovversivo”, “nemico dello stato “, “nemico del popolo” etc. Le diverse definizioni “condannanti” dipendono dal clima cultuale, dal tempo etc. Dire “empio”, “nemico di Dio” etc., per es., in molte civilità occidentali è ormai cosa desueta, sorpassata (per quanto, qualche fanatico religioso anche impegnato in politica, riproporrebbe “tranquillamente” la condanna, magari anche facendola eseguire…), ma la situazione è diversa in molte realtà teocratiche.   Ma in Occidente il “sovversivo”, a diverso titolo, fa ancora paura… incute terrore, bisogna quindi sbarazzersene: ecco allora che, se non è possibile procedere alla “reclusione diretta”, quella del carcere, perché “non ci sono gli estremi”, si procede a quella “reclusione indiretta” che si attua in clinica psichiatrica o simili…  Stupisce e sconcerta che, per i responsabili (o ritenuti rei) di certi reati si voglia procedere all’infermità o semi-infermità mentale, quasi ciò creasse una situazione migliore, per il reo o presunto tale. La reclusione “manicomiale” (certo: sulla carta il “manicomio” non esiste più, come tale, ma… per usare una sottigliezza filosofica, verrebbe da dire “non esiste”- cioè non si manifesta come tale – ma “c’è”, come idea ma anche come prassi repressiva, spesso solo “apparentemente” diversa. Nelle cliniche (ma avviene anche nei reparti psichiatrici di alcuni ospedali, dove nel corso del tempo il “Centro di relazioni umane” ha anche segnalato singole situazioni) nelle quali si praticano elettroshock o shock insulinico, in cui si danno psicofarmaci à-go-go, con la nonchalance tipica di chi della salute del “paziente” se ne fotte allegramente (non appare possibile neppure usare un altro verbo, in quanto quello qui usato descrive meglio, anzi forse solo adeguatamente la situazione),  il tutto viene proposto in modo “più soft”, ma le cose non sono mai come sembrano… o meglio sono in realtà molto peggiori di come sembrano . Una decina di anni fa, anzi un po’ prima, quando l’allora ministro della Salute (allora Sanità) Maria Rosaria Bindi, alias Rosy Bindi, in quanto esponente (allora) dei “Democratici di Sinistra”,  sostenne l’elettroshock, venendo appoggiata da quasi tutto il partito (il “grande capo” Max D’Alema, che caldeggiò un attacco aereo contro la Federazione jugoslava, certo non si distingueva per “rispetto dell’altro”, anzi), anche in un dibattito TV, all’allora “Costanzo Show”, contro il dottor Giorgio Antonucci.  Quasi l’una persona potesse compararsi con l’altra… Ho citato un antecedente, non per mera “mania storica”, ma per dire di come certi interessi, ma anche certe “convinzioni” siano radicate non solo nelle persone intese indiscriminatamente, ma anche nei partiti che certuni ritengono (a torto) depositari di progresso e di “aperture”. 
                                  
Eugen Galasso  
   

Pubblicato il 14 ottobre, 2012
Categoria: Testi

Intervento audio di Giorgio Antonucci e Maria D’Oronzo – La Conta – RadioOndaRossa


[Trattamento Sanitario Obbligatorio] [controllo psichiatrico] [psicofarmaci]
http://archive.org/download/LaConta10Ottobre2012/Laconta10Ott.mp3

Il Trattamento Sanitario Obbligatorio è una questione che concerne la battaglia per la libertà. Queste le parole di Giorgio Antonucci col quale discutiamo sul Tso e sul controllo psichiatrico, dopo che tutto il paese ha visto le 85 ore del supplizio e delle torture cui è stato sottoposto Francesco Mastrogiovanni.
L’indignazione verso i campi di sterminio nazisti è rimasta viva perché i partigiani, gli ex internati hanno continuato a tener viva la memoria. Dice MariaRosaria D’Oronzo del Centro Relazioni Umane di Bologna. Bisogna tener viva la memoria e la consapevolezza che le torture avvengono anche oggi sotto i nostri occhi, aggiunge. Il Tso è una di queste. La psichiatria interviene nei conflitti per riportare all’ordine i soggetti conflittuali.

http://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/contro-il-carcere-e-contro-il-tso

Pubblicato il 10 ottobre, 2012
Categoria: Audio, Notizie

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo