Archive for settembre, 2013

Art RiBel – 18° Convegno Nazionale Globalità dei Linguaggi – Riccione

 

 

La dott.sa Maria D’Oronzo sarà presente il 5 ott 2013 alle ore 18 relazionando su : Creatività e gioia di vivere.

 

 

 

 

http://www.centrogdl.org/convegni.html

Pubblicato il 24 settembre, 2013
Categoria: Notizie

Seminario DISEGNO ONIRICO – settembre 2013

“Volete conoscere e soprattutto conoscervi divertendovi? Provate con il disegno onirico, dove in gruppo si impara e ci si diverte, riscoprendo anche il piacere dell’espressione grafica”.

Seminario diviso in due sessioni:
Sabato 28 : dalle 15 alle 18
Domenica 29 : dalle 10.30 alle17. (pausa pranzo dalle 13 alle 14)

E’ NECESSARIA LA PRENOTAZIONE

…Siete invitati/e a sognare ad occhi aperti ma senza dormire. Modalità creativa per conoscersi, conoscere aspetti “curiosi” della propria personalità, anche divertendosi. Oltre che a interpretare, almeno a grandi linee, i disegni onirici, e proprio attreverso questa interpretazione, con il disegno onirico si impara a conoscersi, non razionalmente, ma nell’interezza della nostra person…alità, quindi nelle componenti emotive, sentimentali, nella trama di ricordi e pulsioni. Stare con gli altri nel gruppo implica la possibilità di conoscere anche gli altri, proprio anche confrontandosi con una situazione in cui ognuno supporta gli altri, li aiuta magari anche non rendendosene conto.

Termine iscrizione: 26 settembre 2013
Iscrizione: centrorelazioniumane@gmail.com
gammalfabeta@gmail.com
oppure
cell: 339 3040009

Centro Di Relazioni Umane – Bologna www.antipsichiatria-bologna.net

https://www.facebook.com/pages/Centro-di-relazioni-umane/584888671573307

ospiti di
“07 Bologna”
via Antonio di Vincenzo 7, Bologna.

Pubblicato il 18 settembre, 2013
Categoria: Notizie

Alto Adige e ADHD – Eugen Galasso



Che la situazione dell’”osservazione” dell’Alto-Adige, regione italo-bavarese (più che austriaca, ciò proprio culturalmente, al di là delle condizioni geografiche) fosse estrema, era ben noto: apprendiamo ora, da due comunicati del CCDU che: A) per l’Assessore alla Sanità della Provincia di un Bolzano, che si è espresso così in un’intervista (quindi pubblicamente) uno  screening di tutti i bambini (e di tutte le bambine) fin dalla più tenera età è necessaria, nel senso di somministrare test psicologici ed eventualmente provvedere farmocologicamente a combattere l’ADHD.  Come si vede o l’assessore (Theiner, per la conoscenza) non è informato oppure si finge tale, come è possibile che sia. “Mamma provincia”, dunque, è anche mamma provincia psichiatrizzante. B) che in Alto Adige la diffusione di “malattie psichiatriche” è di 13 volte superiore a quanto non avvenga nel vicino Trentino, dove tale statistica vale anche per i bambini (dunque il presunto ”deficit da iper-motricità e carenza attentiva”, chiamato ADHD). In una popolazione ancora prevalentemente agraria, scarsamente scolarizzata, in cui è onnipresente e onnipervadente l’ìinfluenza del clero (ovviamente solo cattolico), con una curia su posizioni spesso decisamente lefebvriane e tradizionaliste, in cui alcuni ospedali praticano “tranquillamente” la terapia elettroconvulsiva queste informazioni non sorprendono, ma dovrebbero comunque allarmare, anche perché rimane comunque qualcosa come la Costituzione (italiana, certo, quindi non molto amato dalla popolazione sudtirolese, fosse quella bavarese, invece…; ma la Costituzione è comunque fonte primaria di diritto) e la presenza nell’Unione Europea.  

Eugen Galasso

Pubblicato il 18 settembre, 2013
Categoria: Testi

Poemito (la psy…) – Eugen Galasso -

Atroci sottintesi/Tranquilizers/

Sinapsi perdute/ Ever Psychiatric -Nursery/Pas d’espoir, my dear/Eziologia e terapia, diagnosi non solo/Golpes y almas”perdidas”/Revolverate in testa/Soin de l’autre? Cura?

(Eugen Galasso, 05.09.2013)

Pubblicato il 12 settembre, 2013
Categoria: Testi

Lettera a Papa Francesco della prof Palmieri (giovani tristi? li mando dallo psichiatra) – Eugen Galasso -

Credo che la lettera della prof.Palmieri al Papa Bergoglio (alias Francesco) vada bene. (vedi:http://www.nsoe.info/salute/psichiatria/lettera-aperta-a-papa-francesco-bergoglio)  Grave, anche se forse incidentale, la frase papale, che sembra contraddire il papato precedente, quello lugubre di papa Natzinger, come lo chiamavo e tuttora chiamo io-non è un refuso di stampa- visti anche i suoi “coinvolgimenti” neppure troppo involontari con l’orribile dittatura nazista (non dico e mai dirò nazionalsocialista, visto che gli esponenti della “sinistra nazionalsocialista”, i fratelli Strasser, né antisemiti né pangermanisti sono stati repressi col sangue). “Voce dal sen fuggita”? Forse, ma grave “Li manderei dallo psichiatra”? Ci dovrebbe riflettere, il simpatico (ma vedremo…) papa argentino. D’accordo su tutto: ma forse la prof.Palmieri dovrebbe dire anche che le famiglie rimangono improntate a un autoritarismo sciocco e di comodo (non ci crede più nessuno, a certi valori), che vogliono imporre codici di comportamento repressivi, come scuole e altri”apparati ideologici di stato”. Non fanno eccezione , certo, gli oratori, dove, a parte il rischio di preti pedofili (che non sono pochissimi…), i modelli di autoritarismo si sprecano tuttora. Meglio sarebbero degli oratori fourieristi, ma temo proprio che la”Sancta Ecclesia Mater et Magistra”non sarebbe d’accordo. Benissimo, insomma, con ciò che chiede la prof.Palmieri con qualche piccola correzione… E papa Francesco, molto positivo verso la vita, ci vorrebbe tutti/e allegri/e, cosa che non è possibile.  E lo psichiatra non c’entra e non deve entrarci in alcun modo”.
Eugen Galasso

Pubblicato il 12 settembre, 2013
Categoria: Testi

I miei due primi incontri con Thomas S. Szasz, a Syracuse, New York – Piero Colacicchi

L’8 settembre di quest’anno cade il primo anniversario dalla morte di Thomas S. Szasz. In quest’occasione pubblichiamo l’intervento che segue.

(Durante gli anni ’70 il panorama della psichiatria, qui in Italia, era diviso tra tradizionalisti e cosiddetti anti-psichiatri. Tra gli anti-psichiatri erano molto in voga, con le loro pubblicazioni, Laing e Cooper, due medici inglesi che contestavano la psichiatria tradizionale pur accettandone l’impostazione di fondo, repressiva e segregante, e i lavori di Basaglia che criticava le istituzioni manicomiali e proponeva le attività che avrebbero portato alla legge 180. Con posizioni del tutto diverse, di rifiuto totale della psichiatria e quindi dei concetti di malattia mentale e relativa incapacità, lavoravano Edelweis Cotti e Giorgio Antonucci, l’uno come direttore, l’altro come responsabile di tre reparti, nell’Ospedale Psichiatrico Osservanza di Imola. Contemporaneamente venivano pubblicati dalle case editrici Il Saggiatore, Armando e Feltrinelli i libri di Thomas S. Szasz, medico, filosofo e psicoterapeuta ungherese trapiantato giovanissimo negli Stati Uniti, che proponeva una critica radicale alla psichiatria in termini molto simili a quelli di Antonucci e di Cotti. Nel 1980 Cotti e Antonucci, saputo che ad un simposio organizzato a Roma dal CDDU ( Comitato per la Difesa dei Diritti dell’Uomo) avrebbe parlato Szasz, decisero di andare a sentirlo e mi proposero di accompagnarli. Alla fine del convegno, però, riuscimmo a mala pena a traversare la folla che lo circondava e a salutarlo. Nel 1982 Giorgio Antonucci fu invitato a Zurigo ad un’altra tavola rotonda, organizzata, questa volta, dal CDDU svizzero, e a cui era invitato anche Szasz. Noris Antonucci ed io andammo con lui. E in quell’occasione Szasz accettò, dopo aver sentito l’intervento di Antonucci e malgrado ci fosse molta gente che voleva parlargli, di rilasciarmi un’intervista ( naturalmente in inglese ) che io registrai e in cui si dichiarava sostanzialmente d’accordo con quanto Antonucci aveva detto. Poi, avendola sbobinata, ma prima di tradurla in italiano, glie la spedii perché l’ approvasse, ma dovemmo parlarne varie volte al telefono prima che ce la rimandasse, corretta e un po’ modificata. Da quel testo Giorgio Antonucci ed io facemmo la traduzione che fu pubblicata su Collettivo R, rivista di politica e letteratura diretta da Luca Rosi, nel numero X del 1982 con il titolo “Conversazione con Thomas Szasz, a cura di Piero Colacicchi”. Un anno dopo, nel 1983, in preparazione di un mio viaggio di lavoro negli Stati Uniti e sapendo di dover passare per Syracuse, la città in cui Szasz viveva, gli scrissi per chiedergli un appuntamento. Mi rispose semplicemente: ” Quando è qui mi telefoni”.
Quel che segue sono gli appunti, presi proprio in quei giorni e rivisti oggi alla luce dei miei ricordi, ancora molto vivi.
)

Syracuse, 25 febbraio 1983

[...]
Ho appena concluso gli incontri all’università e sono stanchissimo. Dovrei telefonare a Thomas Szasz ma non ce la faccio. Sono anche molto nervoso all’idea di incontrarlo perché, dopo le difficoltà che abbiamo avuto a metterci d’accordo sul testo della mia intervista, me lo immagino pignolo e difficile.
D’altra parte son qui con una missione importante a cui sia Giorgio e Noris che io teniamo molto: costruire un rapporto, stabile, tra Giorgio e lui, che permetta di promuovere con più forza le loro comuni posizioni contro la psichiatria. Devo mettercela tutta.


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Pubblicato il 2 settembre, 2013
Categoria: Notizie

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo