La riforma del T.S.O. dei Radicali Italiani – di Eugen Galasso





Fa piacere che il TSO, per una proposta radicale (i Radicali sono à la déroute, come affermano molti loro esponenti – dopo la morte di Marco Pannella, scomparso nel maggio 2016, ma comunque…) peraltro molto (troppo) moderata, comunque positiva, venga “relativizzato”, sottoposto a un “terzo”, ossia ad un “ad-vocatus” (chiamato presso, letteralmente), a un legale che faccia appunto da terzo rispetto al sindaco della città (o del paese) e allo psichiatra, per ora unici garanti del TSO stesso. Il clima, però, non è buono: il giudizio complessivo-dominante (e inculcato alla gente, tramite i media) è sulla “pericolosità sociale” dei “matti”, quanto al TSO. I testi di neurofisiologia, poi, di psichiatria, di psicologia generale, affermano (in genere, rare sono le eccezioni) che la “terapia elettroconvulsivante”, alias elettroshock , pur se non se ne conoscono le modalità d’azione (dire “terapeutiche” sarebbe assolutamente grottesco) della stessa sarebbero positive, nel caso della “depressione” (categoria assunta per vera a priori, si noti, come tutte le classificazioni ereditate dall’inizio del 1900, in sostanza da Kraepelin, tassonomie che, per es. Giorgio Antonucci, aveva messo in discussione ben prima di iniziare a liberare i e le pazienti dai manicomi, nonché prima di porre le sue riflessioni in tanti, importanti, libri, conferenze, articoli etc.  Il clima “culturale”, dunque, non è per nulla buono, ma questa possibilità (sempre che possa concretizzarsi a livello operativo-legislativo) può essere un “little break in the wall”, per dirla con i Pink Floyd ma non solo…       Eugen Galasso

Pubblicato il: 7 settembre, 2017
Categoria: Notizie

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo