Giuseppe Tradii - Pittura sui muri del reparto “Autogestito” di Imola - Recensione di Giorgio Antonucci
Giuseppe Tradii ha realizzato questi lavori al reparto “Autogestito” di Imola, insieme a Giorgio Antonucci, dopo esser stato rinchiuso e impedito di esprimersi per lungo tempo.
Recensione - Giorgio Antonucci
L’occhio è simile al sole
Altrimenti non lo vedrebbe
Come dai colori di un’alba di primavera dopo un inverno rigido, così dalle mani e dalla fantasia di GIUSEPPE TRADII, pittore delicato, nascono immagini serene e limpide, che suggeriscono, nonostante la solitudine, una grande capacità di vivere, e una gioia intensa ed affettuosa per la bellezza dell’universo in tutte le sue forme e in tutti i suoi più lontani riflessi.
Giuseppe Tradii è nato ad Aiaccio l’8 novembre ‘36 ha vissuto e lavorato a Imola.
Alcune pittura di Giuseppe Tradii sono state pubblicate nel 1990 dall’Enciclpopedia Atlantica di Milano.
Giorgio Antonucci
Pubblicato il 2 Luglio, 2010
Categoria: Immagini, Presentazione, Testi
Libertà vo’ cercando. Quando si dice no - Giuseppe Gozzini
Non me ne vorrà Gherardo Colombo se, per riflettere sul suo articolo, comincio dalla parabola evangelica del giovane ricco. Un tale si avvicina a Gesù, gli si inginocchia davanti e gli chiede: “Che cosa devo fare per avere la vita eterna”. Gli risponde Gesù: “Osserva i comandamenti”. “Ma questo lo faccio fin dalla giovinezza!”. Allora Gesù gli dice: “Ti manca una cosa sola: vendi tutto quello che hai, dallo ai poveri e vieni e seguimi”. Ma il giovane se ne andò contristato perché aveva molti beni.
Siamo di fronte a un bravo giovane, contento di fare il proprio dovere, a posto con la sua coscienza. Si aspettava una benedizione di incoraggiamento - “continua così che vai bene” - e invece quello che gli propone Gesù è un capovolgimento di vita, a cominciare delle ricchezze da dare ai poveri. In sostanza gli dice: “Sei cresciuto nell’osservanza dei comandamenti, ma sei prigioniero delle tue sicurezze, non ti manca nulla salvo una cosa: la libertà. E allora pianta lì tutto e vieni e seguimi”.
Non ho trovato niente che meglio esprima il confine fra le antinomie volere e dovere, libertà e obbligo, scelta e obbedienza. Ciò che più interessa a Colombo è riflettere sulla percezione soggettiva di tale confine. In altre parole: due persone hanno lo stesso comportamento, ma l’una per dovere, l’ altra perché lo ha scelto; l’una per obbedire, l’altra perché ne è profondamente convinta. Il confine fra i due modi di dire “sì” è sottile ma tutt’altro che irrilevante.
Pubblicato il 17 Maggio, 2010
Categoria: Immagini, Presentazione, Testi
Thomas Szasz Award al dottor Giorgio Antonucci
“Il controllo sociale spacciato per terapia psichiatrica offre illimitate possibilità alla tirannia”
Al dottore Giorgio Antonucci per:
“Meriti eccezionali nella lotta contro lo stato terapeutico”


ANNETTA - Rocco Lombardi
Annetta, Rocco Lombardi, ed.NicolaPescEditore
Alcune tavole tratte dalla poesia-visiva, “Annetta”, dalla matita di Rocco Lombardi:
pag 1

pag 2

pag3

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Pubblicato il 21 Luglio, 2009
Categoria: Immagini
ANNETTA - fumetto di Rocco Lombardi- presentazione con Maria D’Oronzo

Rocco Lombardi, Giulia e Maria d’Oronzo alla presentazione del libro-fumetto “Annetta” di Rocco Lombardi
Pubblicato il 14 Luglio, 2009
Categoria: Immagini
-31 anni di 180 a Imola- di Elena Gentileschi
All’università di Padova, al palazzo Bo, il 25 giugno alle ore 11, la laureanda Elena Gentileschi, della facoltà di psicologia, presenta la tesi intitolata “31 anni di 180 a Imola” con il relatore professore Giorgio Maria Ferlini e i correlatori esterni dottoressa Monica Scattina e il dottore Giorgio Antonucci.
La tesi di laurea è particolarmente riferita al lavoro del dottor Giorgio Antonucci, ma tratta ampiamente anche gli altri aspetti di queste attività nella città di Imola.
Festival “VITA-MINE” - Imola 1992
Pubblicato il 20 Dicembre, 2008
Categoria: Immagini
Le visite popolari al manicomio San Lazzaro di Reggio Emilia
Foto di Piero Colacicchi, durante la 1° visita di persone che entrarono nei reparti dei bambini al manicomio di San Lazzaro di Reggio Emilia. Ci furono momenti di grave tensione. Colacicchi: “La foto è scura e storta…la scattai di nascosto, senza poter calcolare i tempi nè inquadrare. Per me, però, è molto importante. La feci al reparto De Sanctis, reparto per i bambini del San Lazzaro, a Reggio Emilia, durante la prima calata.”
Giorgio Antonucci nel suo libro “ I pregiudizi e la conoscenza critica alla psichiatria“, ed.coop Apache, 1986), scrive: “I medici e gli infermieri del San Lazzaro vissero momenti di paura./ In pratica la gente diceva:
Avreste potuto anche convincerci forse che gli adulti qui rinchiusi sono pericolosi, ma perchè i bambini di quattro,dieci anni legati alle seggiole?“.
“I pregiudizi e la conoscenza critica alla psichiatria” di Giorgio Antonucci, 1986
MASSIMO GOLFIERI- Esterni in Interni -
Fotografo e artista visivo, ha documentato negli anni le realtà all’interno delle strutture psichiatriche di Imola
dove ha incontrato Giorgio Antonucci. Massimo Golfieri ha vissuto da vicino varie fasi del lavoro di Antonucci per la liberazione dei detenuti.




Pubblicato il 1 Dicembre, 2008
Categoria: Immagini



