Su Maupassant – Eugen Galasso



I testi di Guy de Maupassant, grande scrittore dell’Ottocento sulla “follia” non sono pochi, trattandosi soprattutto di novelle e racconti.  Sono testi , in genere, che spiegano come il “pazzo” o venga preso per tale perché non lo si capisce/non lo si vuole capire, oppure perché si comporta in modo considerato “eccentrico”, ossia, praticamente, quasi la stessa cosa.  Il “paradosso”, se vogliamo, è che lo stesso Maupassant sia morto in una condizione considerata (da quasi tutti, purtroppo) di “alterazione mentale” (altri parlando tout court di “paranoia”) e che si sia suicidato, in preda a una “crisi”. Forse, anche a questo “proposito”, converrebbe proprio rileggere i “Pensieri sul suicidio” di Giorgio Antonucci.  Il discorso si potrebbe, certo, estendere ad altri personaggi, ma credo che questo sia un caso “esemplare” che non può lasciare “indenni” da una riflessione che vada oltre a stereotipi e “idee ricevute” o pregiudizi di vario tipo…    Eugen Galasso

Pubblicato il 10 giugno, 2020
Categoria: Testi

Psichiatria e Non. Oltre la diagnosi “la pratica di Giorgio Antonucci” – Intervista a Maria D’Oronzo



Il lavoro del “Centro di Relazioni Umane”, dall’inizio.


Video QUI





https://youtu.be/IZ7tF9bw9xw

Grazie all’impegno di

TuEdIo – Narcisismo e Amore

Pubblicato il 7 aprile, 2020
Categoria: Notizie, Video

Intervento di Giorgio Antonucci – Simposio: Internamento coatto e controllo sull’uso delle terapie psichiatriche – Roma 1980





Diari inediti: Dicembre 1980.




Ho ricevuto e trascrivo la registrazione del mio intervento al convegno di Roma. L’intervento l’ho lasciato così com’è stato, nella sua immediatezza. (Sabato 15 novembre, Aula magna dell’università di Roma).

Io lavoro nell’Ospedale Psichiatrico “Osservanza” di Imola, dove sono responsabile di tre reparti di lungodegenti, che ho liberato da tutti i mezzi di cui disponeva la psichiatria per perseguitare i pazienti che ivi erano ricoverati, e li ho trasformati in residenze, in attesa che quei pazienti che non hanno trovato ancora una collocazione fuori possono trovarla per allontanarsi da quel luogo (l’ospedale psichiatrico) dove erano stati portati con la forza per motivi a loro del tutto sconosciuti, per motivi che non riguardavano loro direttamente.
Contemporaneamente a questo lavoro, due o tre volte al mese faccio il medico di guardia in un reparto di un ospedale civile, che è ora utilizzato per il trattamento sanitario obbligatorio, cioè per quel tipo di trattamento obbligatorio che la legge 180 ha sostituito al ricovero coatto.
Premetto che nella mia attività pratica ho sempre ritenuto inaccettabile il fatto di costringere una persona, chiunque sia, a sottoporsi a dei trattamenti; ritengo che sia un crimine imporre ad una persona qualsiasi un trattamento che la persona stessa rifiuta e secondo questo punto di vista mi sono sempre regolato. In questo periodo, quando sono di guardia in questo reparto, quando si presentano dei pazienti per il trattamento sanitario obbligatorio, io glielo annullo servendomi di uno dei punti della nuova legge, cioè trasformo tutti i trattamenti obbligatori in volontari permettendo alla persona internate di restare, se vuole, ma anche di andarsene, se questa è la sua volontà.
Siccome l’altro sabato (8 novembre) due giovani se ne sono andati, gli psichiatri dell’ospedale sono arrabbiatissimi e c’è una grossa polemica. Però questi psichiatri non si limitano ad usare le loro armi per combattere contro questa iniziativa, ma si sono rivolti a tutti i poteri possibili, per cui è intervenuto il Consiglio di amministrazione per prendere posizione contro queste mie iniziative, che poi, in realtà, sono iniziative di scelta dei pazienti. Sono intervenuti pure i Centri di Igiene Mentale cioè quelli che decidono che la persona ha bisogno del Trattamento Obbligatorio; è intervenuto il Pretore; cioè si è formato uno schieramento di forza tutte contro di me per questo scandalo che consiste nel fatto che io ritengo che i pazienti abbiano il diritto di scegliere da soli mentre gli psichiatri ritengono che debbano essere sottoposti a dei provvedimenti di costrizione.
Io mi chiedo perché succedono queste cose, perché da quando in Italia io ed altri abbiamo iniziato a lavorare in questo senso ci siamo sempre scontrati con delle organizzazioni di potere che fanno il possibile per smantellare iniziative di questo genere.
Mi ricordo che nel’73, andando nell’Istituto Psichiatrico “Osservanza” di Imola, diretto da Cotti, per vedere che cosa si poteva fare, mi ricordo che dissi a Cotti che avrei voluto prendere il reparto peggiore, cioè il reparto ritenuto dagli psichiatri il più pericoloso, con le persone secondo loro più pericolose e che per questo motivo dovevano essere maggiormente sorvegliate. Il reparto era il numero 14 ed era composto di 44 donne. Le mura erano alte 4 metri con porte di ferro, però superata la porta di ferro, si trovavano altre porte ed altri muri.
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Pubblicato il 4 aprile, 2020
Categoria: Notizie

Esorcisti e psichiatri – Eugen Galasso





Che tecniche come l’elettroshock e la lobotomia siano “naturali prosecuzioni” delle tecniche usate dalla “Sancta Inquisitio” cattolica è fuori di dubbio. IL protestantesimo, in particolare la tradizione che si rifà a Lutero, non può vantare pretese di “democraticità” e di tolleranza, in quanto la persecuzione di presunte streghe, di “stregoni”, di “eretici”, di Ebrei non manca neppure nel “campionario” evangelico, ma la “Sancta Inquisitio”, tra l’altro protetta da ogni sorta di poteri costituiti, non c’è, nel campionario indicato. Certo, l’intolleranza e la persecuzione di chi pensa e agisce diversamente da quella “massa critica” individuata come “normale” non manca mai, soprattutto nelle religioni storico-positive, ma la Chiesa Cattolica, al netto di qualche timida “apertura” (cfr.Papa Francesco e in genere la tradizione post-conciliare), appare la più intollerante. Per rimanere in ambito psichiatrico, perché non ricordare l’esistenza, ancora fortemente radicata e mai messa in discussione neppure da questo papa, degli esorcisti? Una straordinaria forma di potere esercitata indiscriminatamente da chi detiene quello che un tempo si definiva e veniva definito “potere spirituale”… Pur usando con ogni riserva l’espressione, credo si tratti dell’unica forma ancora in voga, in un ambito extra-poliziesco, di “lavaggio del cervello”…    Eugen Galasso 

Pubblicato il 17 febbraio, 2020
Categoria: Testi

Paolo Lorenzini e lo psichiatra di “Sussi e Biribissi” – Eugen Galasso





Talora, scoprendo qualche testo anche teatrale, succede che si incappi in qualche sorpresa interessante: il romanzo fiorentino “Sussi e Biribissi”(1902) di Paolo Lorenzini, nipote di Carlo Collodi alias Lorenzini, l’autore del “Pinocchio”, presenta due ragazzi tredicenni, che hanno preso un “trip” per Jules Verne e il suo “Viaggio al centro della terra” cercano il luogo in questione disperatamente e in modo improprio, finendo quasi nelle fogne.  Una guardia regia (allora c’era il re…) li manda in manicomio, dove lo psichiatra “sragiona” e fa discorsi che porterebbero ogni comune morale dritto in psichiatria con TSO accelerato… Giorgio Antonucci e Thomas Szasz godranno dal grande nulla o dal “Paradiso per spiriti magni” in cui si trovano (???) dato che un testo insospettabile, ora recuperato in bella versione teatrale (anche teatro di figura, oltre che di attori), ci riporta una protesta inusitata contro un mondo “crazy” che ricovera obbligatoriamente chi ha anche solo un sano spirito d’avventura…  Se lo zio Carlo Collodi (in realtà Lorenzini) nelle “Avventure di Pinocchio” parlava di ospedale e carcere come destinazioni possibili per i “ribelli”, il nipote demolisce, pur se non a picconate, un’altra istituzione totale funzionale alla dittatura della borghesia, il manicomio…    Eugen Galasso

Pubblicato il 12 gennaio, 2020
Categoria: Testi

Poesia di Giorgio Antonucci – “Se mi ascolti e mi credi”


Lettura di Maria D’Oronzo





https://www.youtube.com/watch?v=wvxVeKZumHw&t=76s


Le poesie del dottor Giorgio Antonucci nascono dalle conversazioni del dottore con le internate nei reparti degli ospedali psichiatrici in cui il dottore ha lavorato.
Il dottore rifiuta la diagnosi: “La diagnosi viene negata in quanto pregiudizio psichiatrico che impedisce di intraprendere il vero lavoro psicologico con la sofferenza degli uomini per le contraddizioni della natura e della coscienza e per le contraddizioni della società e i conflitti della convivenza.” wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Antonucci.


Testo




Se mi ascolti
e mi credi
posso raccontarti
in che modo
sono finita
qui dentro


in che modo
sono finita
qui dentro



posso raccontarti
cos’è accaduto
quando avevo
sedici anni


La mia storia
è molto
semplice


La mia storia
è semplice
e chiara


La ricordo assai bene
e posso parlarne
con serenità
nonostante tutto


Nonostante il ricovero a tradimento
Nonostante gli interrogatori dei primi tempi
Nonostante
gli insulti


Sei agitata!
(io mi ribellavo)


Sei incomprensibile!
(io cercavo di spiegarmi
e di sapere)


Sei pericolosa!
(io mi difendevo)


Nonostante la camerata e il cortile
dove il sole e la luna
concedono poco
per mancanza di spazio


Nonostante i miei anni
senza nulla


La mia storia
è semplice
e chiara


e la ricordo assai bene
e posso parlarne
con serenità


se mi ascolti


se mi ascolti
e se hai il coraggio di credermi


e se hai
il coraggio
di credermi


perché vedi
non mi ha
mai
creduta
nessuno


perché
non mi ha
mai
creduta
nessuno


Ho perduto le gambe sotto il treno


Per loro fu un tentativo di suicidio


Io potrei dirti


forse è successo
per disgrazia


forse volevo uccidermi


Ma che t’importa perché è successo?


Per loro non fu disgrazia
Per loro non fu disperazione


Per loro fu pazzia


loro spiegano
tutto
con la pazzia


e sono venuta qui dentro
e ci resto


e debbo ringraziare l’infermiera
se la mia seggiola a rotelle
viene spinta


dalla cella
al cortile


e dal cortile
alla cella


perché così la mia vita
anche se squallida
non è monotona del tutto


perché così la mia vita
anche se squallida
non è monotona del tutto


Se mi ascolti
e se hai il coraggio di credermi
la mia storia
come vedi
è molto semplice.


di Giorgio Antonucci

Pubblicato il 30 dicembre, 2019
Categoria: Audio, Testi, Video

Festival Psy 2019 – Paris 16-17 novembre





Saremo presenti con la proiezione del docufilm, progetto di Laura Mileto regista Alberto Cavallini, “Se mi ascolti e mi credi. Giorgio Antonucci un medico senza camice“. Anteprima in francese. Presentazione della dott Maria D’Oronzo

Pubblicato il 9 novembre, 2019
Categoria: Eventi, Immagini, Notizie, Presentazione, Video

La psichiatria rinuncia alla depressione, ma non alla cura – Eugen Galasso






Non pochi psichiatri, ormai, hanno l’ardire di prescrivere, quasi come obbligo morale, se non etico (e chissà, un domani, giuridico…) ai “depressi” di curarsi. Ora, a parte il fatto che di “depressione” si parla da poco tempo, visto che nella storia della psichiatria un tempo, neppure remotissimo, le definizioni erano ben diverse, ancora oggi (vedasi il DSM5, dunque l’edizione più recente) si distinguono varie forme di “disturbi depressivi”, rinunciando a parlare di “depressione” intesa unitariamente, parlando di “disturbo depressivo maggiore”, “persistente” (distimia), “indotto da farmaci o da sostanze”, “con altra specificazione” (dove siamo decisamente nel “vago” e nell”indistinto”), “disturbo da disregolazione dell’umore dirompente” (e qui, ad essere precisi, saremmo altrove, rispetto alla “depressione” propriamente intesa…come lo siamo se lo definiamo “indotto da un’altra condizione medica” o “dovuto ad un’altra condizione medica”, il “disturbo disforico premestruale”, poi, è ovviamente altra cosa, impossibile riferirlo alla “depressione”), dunque una depressione tout court , a voler essere precisi, non esiste neppure per la tassonomia psichiatrica vigente o meglio esiste “per approssimazione”.   
Ma dal punto di vista operativo è ben chiaro che cosa vogliono gli psichiatri: temendo che le loro strutture vengano, se non disertate, messe “tra parentesi”, impongono , per quanto possono imporre, che i/le “pazienti” (magari autoconvintisi di essere “depressi/e) vi si rechino e si sorbiscano le cure proposte/imposte… Torna in mente, fatalmente, la lezione di Giorgio  Antonucci, che, negando la patologia depressiva”, richiamava, semmai, quel “mal d’e^tre moi” che caratterizza l’epoca romantica ma anche poi il Novecento esistenzialista o  variamente autodefinito/si…  Altro chiaramente, dalla “depressione” (ma cfr.sopra, a proposito di una definizione univoca quanto perentoria) psichiatricamente etichettabile e da curare. Certo, la saggezza e la prudenza che mettono in dubbio categorie “sacralizzate” non sono di casa, quando si parla di un “pronto intervento” anch’esso sacralizzato-imposto… Ma il trend dominante favorisce il potere psichiatrico e farmacologico, ovviamente…  Eugen Galasso

Pubblicato il 13 ottobre, 2019
Categoria: Testi

Al Lavoro di Giorgio Antonucci – Libretto



Attenzione!


Da oggi è più facile leggere e/o scaricare l’opuscolo “Al Lavoro di Giorgio Antonucci” seguendo questo link:


https://flipbookpdf.net/web/site/fbe6af90a74c6b418ed297c7ce6ceeae5b03f456201910.pdf.html




Pubblicato il 9 ottobre, 2019
Categoria: Testi

GdL – XXIV Convegno nazionale – Diritti Umani, Educazione e Cura



Diritto ad Esserci come si è.


Relazione a cura della Prof.ssa M.R. D’Oronzo, psicologa,fondatrice e coordinatrice del Centro di Relazioni Umane


La rivoluzione in campo terapeutico svolta dal dott. Giorgio Antonucci è riassunta in 5 punti chiave:
1. il TSO non può essere considerato un approccio scientifico alla sofferenza umana perchè è basato sulla forza ed è contro la volontà del paziente.
2. L’etica del dialogo è sostituita all’ “etica della coercizione”. Il dialogo non può avvenire se non tra due individui che si relazionano nel confronto alla pari.
3. La diagnosi viene negata in quanto pregiudizio psichiatrico che impedisce il vero processo relazionale sul piano della sofferenza degli uomini per le contraddizioni della natura e della coscienza e per le contraddizioni della società e i conflitti della convivenza.
4. Gli psicofarmaci servono per sedare la persona al fine di migliorare le condizioni di vita di chi se ne occupa.Vengono negati tutti gli altri strumenti che danneggiano la persona dalla lobotomia, alla castrazione (proposta da alcuni anche in Italia in rapporto ai reati sessuali), e tutti i tipi di shock.
5. Per criticare le istituzioni bisogna mettere in discussione anche il pensiero che le ha create.
L’invito ad abbattere pregiudizi, considerare la Persona nel suo bisogno primario di appartenenza al mondo e nell’attitudine creativa che affiora nella sapiente processo di resilienza dinanzi al dolore. La Carta dei Diritti dell’Uomo rimane la guida di riferimento per difenderci da certi soprusi delle Istituzioni.
M.R. D’Oronzo

Ufficio Stampa XXIV Convegno Nazionale Globalità dei Linguaggi per la Nonviolenza a cura di Mauro Colella

Collaboratori: Guido Boddaa Tyna Maria, Alessandro Cherubini, Alessandra Forte
Archivio Foto-Video Maurizio Di Gennaro








Foto Maria Grazia Deana Ciracì






Sessione pomeridiana, dedicata ai Diritti Umani nel Sociale


XXIV Convegno Nazionale Globalità dei Linguaggi per la Nonviolenza

Sala Teatro – Santa Maria della Pietà – ROMA


Relazione a cura della Prof.ssa Stefania Guerra Lisi, ideatrice della Globalità dei Linguaggi


“L’essere umano, a differenza degli altri animali, è capace di distruttività verso se stessi e verso gli altri. Gli altri animali uccidono per soddisfare i bisogni fondamentali. Ma nessun animale tortura come l’uomo, anche per piacere. Inoltre l’essere umano soffre di più, perché ha l’immaginazione. Questo compiacimento sadico della morte che ha l’essere umano ci costringe ad interrogarci, in sintonia Ad esempio Erich Fromm, dice che la distruttività non è innata ma è legata alla induzione. Emerge una responsabilità sociale.
Ma al tempo stesso dobbiamo essere consapevoli che ognuno di noi ha in sé le risorse per superare il dolore.
Veniamo tutti da 9 mesi in cui abbiamo imparato sulla pelle l’alfabeto delle emozioni, in sincronia, sinfonia e sintonia con la madre.
Non può esserci un uomo che non sia musicale e che non conosca il contenimento.
Nella GdL c’è un forte interesse per la ricerca del senso dei comportamenti apparentemente insensate,
nonostante tutto. Questa ricerca si basa sulla consapevolezza che la Sinestesia non è un patrimonio di pochi, ma un fiume sotterraneo sempre esistente, grazie al quale ogni senso rimanda a tutti gli altri.
L’essere umano può venire cancellato se c’è perdita di senso, se non si fa lo sforzo di decodificare il senso.
Se non si crede che ogni essere umano ha sempre un senso. Ciascun essere umano tende a vivere ed ha risorse creative anche dal punto di vista neuro-fisiologico.
E quindi W la vita, con tutto il nostro entusiasmo!
Prof. Stefania Guerra Lisi


Ufficio Stampa XXIV Convegno Nazionale
Globalità dei Linguaggi per la Non Violenza a cura di Mauro Colella
Collaboratori: Guido Bodda, Tyna Maria,
Alessandro Cherubini, Alessandra Forte
Archivio Foto-Video Maurizio Di Gennaro

Pubblicato il 5 ottobre, 2019
Categoria: Eventi, Immagini

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo