18enne ricoverato in T.S.O. (Trattamento Sanitario Obbligatorio) per aver manifestato il proprio dissenso all’uso della mascherina in classe




Pubblichiamo le iniziative del Telefono Viola di Roma e dell’associazione radicale “Diritti alla Follia”: ogni commento sarebbe pletorico.


Lettera dell’avv Gioacchino di Palma – Telefono Viola di Roma

“Avv. G I O A C C H I N O D I P A L M A
P a t r o c i n a n t e in
C a s s a z i o n e


Egregio Sig. Sindaco Comune di Fano Sede
Spettabile ASL Marche Nord Sede
Spettabile Tribunale di Pesaro Ufficio Volontaria Giurisdizione
Spettabile Ministero Pubblica Istruzione Sede

volgiurisdizione.tribunale.pesaro@giustiziacert.it
uffgabinetto@postacert.istruzione.it


Oggetto: Associazione “Telefono Viola” / Studente di Fano in TSO – Richiesta di REVOCA


Spettabili,
Il fatto:
Ho ricevuto incarico dal Presidente dell’Associazione “Telefono Viola”, dr.ssa Anna Grazia Stammati, in nome e per conto della quale invio la presente, di intervenire nella seguente vicenda a tutela degli scopi Statutari dell’Associazione che da oltre un quarto di secolo opera contro gli abusi e le violenze psichiatriche.

- giovedì 06.05.2021 in un Istituto Superiore di Fano un ragazzo, sembra di 18 anni d’età, protesta contro l’obbligo di dover indossare la mascherina in classe.

- dopo due ore di trattative, il ragazzo viene portato in Ospedale, con tanto di volante della Polizia, e qui, a seguito di proteste dello stesso, viene condotto nel reparto S.P.D.C. dell’Ospedale di Pesaro in Trattamento Sanitario Obbligatorio.

- la vicenda mediaticamente diventa di pubblico dominio in poche ore, scatenando reazione da più parti, sia per la gestione della stessa da parte dell’Istituto Scolastico, che a fronte della protesta di uno studente, determinata ma pacifica, non sa fare altro che chiedere l’intervento della Polizia e del 118, sia per l’ancor più l’incredibile epilogo. Un TSO.

Tutto ciò sinteticamente narrato, richiedo formalmente ai medici proponenti e convalidanti il TSO, ai medici del reparto S.P.D.C., ed al Sindaco del Comune di Fano, di agire, ognuno per quanto di sua competenza, per la revoca immediata del TSO.
Dalla lettura di quanto riportato da più quotidiani, apprendo che il Sindaco avrebbe detto che a fronte della doppia certificazione medica di proposta e convalida di un TSO, un Sindaco non può fare altro che firmare la relativa Ordinanza Sindacale. Se ciò fosse vero, sottolineo che a distanza di ben 42 anni dall’approvazione della legge 180/78 (cosiddetta “Legge Basaglia”), nelle Pubbliche Amministrazioni ancora non si è compreso il vero senso della legge, concepita e voluta dal Legislatore di allora, non quale forma di facile e rapida soluzione di tacitazione del dissenso, ma quale ultima ratio offerta dall’ordinamento per risolvere casi di acclarata malattia mentale non gestibile in altro modo se non attraverso uno strumento limitativo della libertà personale, quale
appunto il TSO, con compressione temporanea di diritti Costituzionalmente garantiti.
Allo stato poiché l’Associazione “Telefono Viola” non è a conoscenza del fatto che il Giudice Tutelare abbia o NON abbia convalidato il TSO, si confida in quei “controlli e verifiche”, espressamente richiamati dalla Legge, affinché la vicenda, venga fermata sul nascere, facendo tornare immediatamente il giovane studente all’interno della sua famiglia, e riconducendo il tutto, in ambiti più equilibrati che riconfigurino e riconducano la stessa nell’alveo di quello che è veramente stato, ed in ogni caso ricorrendo a soluzioni meno invasive nella vita del giovane studente, laddove
si ritenesse necessario procedere avverso una situazione di difficoltà e/o di disagio sociale.
Sulla realtà della vicenda si sottolinea che allo stato il tutto appare come la protesta di un giovane studente, all’interno della scuola, che piuttosto che reprimere dovrebbe essere in grado di valutare, comprendere ed accompagnare il senso più profondo del significato delle azioni e del pensiero manifestato dagli studenti, senza fornire risposte che dalle informazioni emerse dalla stampa, appaiono più come una forma di controllo del dissenso, piuttosto che di valutazioni oggettive e ponderate di quanto accaduto.
A questo punto, non essendo più nella competenza del Dirigente Scolastico poter fare qualcosa, si invita il Sindaco del Comune di Fano, la Asl, ed i medici del reparto S.P.D.C., nel rispetto del dettato legislativo, a rivalutare tutta la vicenda per procedere alla REVOCA dell’Ordinanza Sindacale.
Alla luce di maggiori e più approfondite valutazioni del caso, avvenuto da poche ore, si manifesta espressa riserva in ordine alla possibilità di agire anche giudizialmente, impugnando il TSO de quo innanzi agli organi competenti.
Rimanendo in attesa di cortese riscontro e confronto su tutto quanto scritto, invio Distinti saluti
(Avv. Gioacchino DI Palma)”


L’associazione Radicale “Diritti alla Follia ” si è attivata immediatamente per contattare il Sindaco del Comune di Fano (PU), i responsabili dell’azienda ospedaliera, il Collegio del Garante nazionale dei detenuti e il  Giudice tutelare, inviando la seguente P.E.C.



Diritti alla Follia Associazione Radicale

www.dirittiallafollia.it
dirittiallafollia@gmail.com


AL SINDACO DEL COMUNE DI FANO ALL’ OSPEDALE AZIENDA OSPEDALIERA – Ospedale Riuniti MARCHE NORD-DIRETTORE OSPEDALE “MURAGLIA DI FANO”-PRIMARIO DEL SERVIZIO PSICHIATRICO DI DIAGNOSI E CURA. AL COLLEGIO DEL GARANTE PER LE PERSONE DETENUTE O PRIVATE DELLA LIBERTÀ PERSONALE ALL’ ATTENZIONE DEL PRESIDENTE DEL COLLEGIO, DR. MAURO PALMA ALL’ ATTENZIONE DEI MEMBRI DEL COLLEGIO ALL’ UFFICIO DEL GIUDICE TUTELARE DI PESARO


OGGETTO: TSO DA NOTIZIA DEL “RESTO DEL CARLINO”. RICHIESTA DI REVOCA DEL TSO PER ILLEGITTIMITA’. ISTANZA DI ACCESSO AGLI ATTI



Egregi destinatari
Apprendiamo da notizie di stampa (articolo del “Resto del Carlino”) che oggi è stato compiuto un TSO a carico di un ragazzo che ha rifiutato di indossare la mascherina in orario scolastico. Pur comprendendo l’astratta scelta (sottoponibile a sindacato giudiziale) di imporre l’eventuale “didattica a distanza” per impedire l’accesso ai locali scolastici al ragazzo, i fatti descritti non possono essere posti credibilmente alla base di un legale trattamento sanitario obbligatorio. Anzitutto ci presentiamo:chi scrive è l’Associazione radicale “Diritti alla Follia”, nata nel 2018 dandosi statutariamente l’obiettivo di impegnarsi sul fronte della tutela e della promozione dei diritti fondamentali delle persone “sottoposte”:
1)a varie forme di coercizione nell’ambito del trattamento del “disagio psichico”; 2)ai cosiddetti “istituti di protezione” dell’individuo (tutela, curatela, amministrazione di sostegno); 3)alle misure di sicurezza per “non imputabili”.
Tali obiettivi vengono perseguiti attraverso: 1)l’elaborazione di disegni di riforma finalizzati ad introdurre elementi di maggiore tutela e garanzia della persona nell’ambito delle “procedure” coercitive in ambito psichiatrico; 2)esposti, su casi individuali come su problematiche “di sistema”, ad Istituzioni di vigilanza e monitoraggio sul piano nazionale ed internazionale; 3)inserimento nelle procedure amministrative e giudiziali che coinvolgano diritti fondamentali dei pazienti psichiatrici o ritenuti tali; 4)campagne di informazione e sensibilizzazione su tali temi.Nel caso di specie:

A) RILEVIAMO LA LESIONE DELLA DIGNITÀ E DEI DIRITTI CIVILI E POLITICI DEL RAGAZZO COINVOLTO NELL’ APPLICAZIONE DEL TSO.Premesso che, a mente dell’art.33 della legge 1978/833, “possono essere disposti dall’autorità sanitaria accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori, secondo l’articolo 32 della Costituzione, nel rispetto della dignità della persona e dei diritti civili e politici”, il rifiuto –per quanto non condivisibile –dell’uso della mascherina, configura l’espressione di una posizione politica, e/o di una disobbedienza civile, che ben possono produrre misure coercitive tradizionali, ma giammai essere poste alla base di un TSO
Si percepisce chiaramente (e ci si permette di ritenere che ciò sarà percepito anche dal Tribunale di Pesaro) che i “diritti civili e politici”, assai significativamente evocati dall’art. 33 della legge 1978/833, sono tali (cioè “diritti”) proprio in quanto corrispondono all’espressione di opinioni ed all’adozione di comportamenti “contrastanti” l’autorità governativa. E’ proprio nel fuoco di tale “divergenza” tra cittadino ed autorità che viene “forgiato” il ferro del diritto, che quest’ ultimo assume concreta dimensione di presidio alle libertà dell’individuo;
B) CHIEDIAMO PER QUESTO LA REVOCA IMMEDIATA DELL’ILLEGITTIMO TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO rilevando come l’art 35 della l. 1978/833 abiliti “chiunque vi abbia interesse” all’ impugnativa del provvedimento delTSO, e per le ragioni riferite e documentate di tale “interesse” è portatrice anche l’Associazione “Diritti alla follia”, che essendo abituata all’ impugnazione è abilitata alla richiesta di revoca del provvedimento ed al collegato accesso agli atti;
C) CHIEDIAMO ALTRESÌ, L’ ACCESO AGLI ATTI DELLA PROCEDURA con la trasmissione della proposta di TSO, della relativa convalida, nonché dell’ordinanza Sindacale che ha“disposto” il TSO
Migliori saluti
Roma, lì 6maggio 2021
Associazione Radicale “ Diritti alla Follia

Pubblicato il 7 maggio, 2021
Categoria: Notizie

25 Convegno Internazionale Globalità dei linguaggi “Arte e Follia” – Maria D’Oronzo

 




Pima Parte


Con la registrazione della cerimonia di premiazione del “Premio Giorgio Antonucci” a Stefania Guerra Lisi.

“Quando si pensa che qualcuno parli senza significato, è un nostro limite”. Giorgio Antonucci

https://www.youtube.com/watch?v=4EPSUdYZNjM


Seconda Parte

Con la presentazione di Stefania Guerra Lisi dell’opera pittorica di Giuseppe Tradii, pittore dei muri e porte e quadri dei reparti “Autogestito” all’ospedale psichiatrico di Imola.

“La pura gioia di vivere e la pura bellezza, la troviamo nell’arte, perché la nostra cattiva educazione c’è l’ha tolta dalla vita di ogni giorno”. Dai taccuini di Giorgio Antonucci

“L’arte è funzionale al cambiamento del mondo, è strumento di comunicazione tra le persone, è rappresentazione della realtà. È fondata sulla libertà. Giorgio Antonucci ha usato l’arte come strumento di resistenza contro le barbarie del manicomio” Maria D’Oronzo

https://www.youtube.com/watch?v=omZJYPM8L40


Pubblicato il 27 marzo, 2021
Categoria: Notizie

DSA, diagnosi e pregiudizio psichiatrico – Eugen Galasso

“Invero la questione dei DSA (disturbi specifici dell’apprendimento)




è controversa, sia a livello diagnostico (più che semplicemente “iperattività”, come segnalato nel sito, si tratta/tratterebbe di dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia) sia anche di rilevamento: 1,2% per cento come nei rilevamenti del MIUR (popolazione scolastica) o invece 3-5%, come da indagini epidemiologiche? Questione aperta, ma anche dal punto di vista eziologico si pone la questione: disturbi di origine neurobiologica (come generalmente ammesso) o implicati dalla socializzazione? Questione aperta, come anche confermato dalla questione del rapporto/differenza con i BES (Bisogni educativi sociali), che includono/includerebbero disabilità non incluse nei DSA (oltre ai DSA stessi), come autismo, disprassia, autismo, anche l’area dello svantaggio, di tipo socioeconomico, linguistico, culturale, da malattie, traumi, dipendenze, insomma dato da problemi di vario tipo, ma più che riconducibili alla socializzazione (cfr.sopra). Da non sottovalutare, però, quanto detto e scritto da uno specialista come Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva che ridimensiona fortemente il problema (qui si parla sempre dell’età scolare, sia detto per inciso) riconducendolo al poco tempo che le madri e i padri, in genere educatrici ed educatori, impegnate/i nel lavoro o altrimenti, dedicano a bambini e ragazzi. Da un punto di vista di un utile prontuario pedagogico-descrittivo si veda di Annapaola Capuano, Franca Storace, Luciana Ventriglia “BES e DSA”, Firenze, libriliberi, 2013, ma anche in versione online nel sito www.libriliberi.com, ma a livello più generale, rimane l’intervento massiccio della psichiatria che, riuscito solo parzialmente per i bambini, ora vuole estendere le sue larghe maglie e le sue grinfie/ tenaglie sugli adulti, appunto”psichiatrizzandone” (a suon di psicofarmaci e forse non solo…) circa due milioni (le stime in questi casi sono sempre approssimative/approssimate, in genere per difetto…). Come anche per l’epilessia e i disturbi comunque classificati come “epilettogeni”, psichiatria e psichiatri non rinunciano al proprio potere, cercando di estenderlo sempre in modo ovviamente molto improprio. Il problema è vedere se la “società civile”, spesso ancora irretita dal pregiudizio psichiatrico (a parte dichiarazioni orali spontanee da parte di persone “insospettabili”, sentivo di recente l’iterazione del pregiudizio a proposito del pluriomicida e poi suicida svizzero delle sue due figlie – un caso che aveva fatto scalpore qualche anno fa – da parte di Conchita De Gregorio, giornalista e scrittricen”di sinistra” che si riterrebbe “immune”, che affermava perentoriamente “non era un pazzo”) riuscirà a superare i pregiudizi indotti, delegittimando una pratica non medica e per nulla utile come la psichiatria, i suoi esponenti, il colossale business economico rappresentato dalle case farmaceutiche…    Eugen Galasso 

Luglio 2015

Pubblicato il 16 febbraio, 2021
Categoria: Testi

“Viva la scienza” – Eugen Galasso




Un ex-compagno di università più vecchio, Cesenate, ex docente di filosofia e storia presso il locale liceo, è generalmente considerato “pazzo” o comunque “strano” perché si infuria  per questioni da nulla (controversia su Coop-Conad, per ex., se ben ricordo) o perché sostiene tesi ”curiose”. In realtà, a ben vedere,  è persona conformista, anzi decisamente tale da attribuirgli quello che Wilhelm Reich chiama “corazzamento caratteriale”- ne fornisco un esempio, a proposito della querelle di questi mesi sul Covid e sulla capacità-obiettività dei virologi, negava esservi quanto invece sembra assodato, ossia che i virologi stessi, abbiano sostenuto tesi (meglio diremmo “ipotesi”) diverse sull’eziologia del virus (le cause, insomma), la sua natura, le diverse modalità per combatterlo) – ecco, per la persona in oggetto, non esisterebbe alcuna controversia, quasi negando l’evidenza di violente discussioni, non solo sulla stampa o in TV ma anche durante convegni etc. Non credo vi sia da aggiungere altro. Rispolverando un positivismo dogmatico e di maniera (questo il mio pensiero a riguardo), questa persona sostiene che anche in questa specifica questione, esisterebbe un “consensus omnium” tra gli scienziati, anche se è difficile sostenere ciò.  Curioso che uno scettico integrale, una persona aliena da ogni credo religiosa, sostenga un “Viva La scienza!” tra l’altro anche anti-storico, visto che i parametri della scienza vengono messi in discussione, epistemologicamente, anche per la matematica, un tempo la più “certa” delle “scienze”.  Non per questo è “pazzo”, anzi, al contrario(?), è forse un involontario teorico (parola grossa, diciamo meglio apostolo) della grigia conformità.   Eugen Galasso

Pubblicato il 12 gennaio, 2021
Categoria: Testi

Giorgio Antonucci: Umanizzare i luoghi della psichiatria – Intervista a Maria D’Oronzo – Il Reparto Autogestito di Imola



https://www.youtube.com/watch?v=BgNl6zmaT9o

In questa nuova intervista ho raccontato di quanto fosse presente l’arte e il divertimento nei reparti di Antonucci. Il titolo, scelto dal Comitato dei cittadini per i diritti dell’uomo, credo voglia richiamare parafrasando, l’idea di Basaglia che era ‘umanizzare il matto’.


Ho raccontato solo il 30% della storia dell’Autogestito. Riporto il commento all’intervista di Giovanni Angioli sui social media :
Giovanni Angioli: -All’autogestito del Lolli ogni momento era quello giusto per fare intrattenimento con i pazienti. Giorgio Antonucci era un vulcano di idee. Un giorno mi disse : domani arriva un gruppo di musicisti giapponesi che fanno quattro spettacoli in Europa per l’Italia hanno scelto il nostro reparto . Fu un pomeriggio favoloso ma la cosa che ci sorprese di più di che chiusero il concerto i tornando Romagna mia. Un’altra volta Giorgio mi disse: ho incontrato Francesco Bacini gli ho chiesto se fosse disponibile a venire a fare un concerto nel nostro reparto, mi ha detto che appena si libera dagli impegni ci contatterà. Non tardò molto. Venne un pomeriggio e dedicò il concerto ai ricoverati, non solo del nostro reparto ma di tutto l’ospedale. In quell’occasione parteciparono anche molte persone dalla città e fu un modo anche per fare conoscere il nostro lavoro a chi non si era mai domandato cosa fosse un ex reparto psichiatrico . Questo per ricordare alcuni degli avvenimenti svoltisi a favore dei nostri degenti.-
Mostre di scultura e pittura concerti di clavicembalo e musica pop, concerti per pianoforte, anche un concorso di bellezza ‘ Miss over ‘50’.




L’intervista su YOUTUBE https://www.youtube.com/watch?v=BgNl6zmaT9o


grazie al Comitato dei Cittadini per i Diritti dell’Uomo

Pubblicato il 4 gennaio, 2021
Categoria: Notizie, Video

Trattamento sanitario obbligatorio e COVID – Eugen Galasso






Sentire il Presidente del Consiglio, evidentemente non a conoscenza della questione TSO (trattamento sanitario obbligatorio) parlare del non ricorso a questo strumento per un eventuale obbligo vaccinale, ovviamente contro il COVID, sconcerta sia per i toni, sia soprattutto per la palese ignoranza del fatto, gravissima per il capo del governo. Una norma estremamente discutibile, palesemente di stampo autoritario, usata dalla politica dell’epoca (Legge “Basaglia”, anche se Franco Basaglia ne negava la paternità, va ricordato) quale contrappeso alla”chiusura dei manicomi”, invero non realizzata, dovrebbe sparire dal vocabolario, anche perché Conte non ha parlato di “uso metaforico del termine”, ma lo ha usato senza remora, il che, ancora una volta, appare grave sia per l’ignoranza della cosa, sia per la tacita approvazione (sempre ammesso che sappia qualcosa della disposizione specifica) del TSO e del suo indiscriminato.       Eugen Galasso

Pubblicato il 15 dicembre, 2020
Categoria: Notizie

Maria D’Oronzo: III° Convegno Associazione Radicale – Diritti alla follia -





https://www.youtube.com/watch?v=Uos860Tc-PE&fbclid=IwAR0by-PUILwnjUEGnAUYBVt4PJUVISkakwpJCQj7OCbobVJbGIvwrqlBV74


3° Congresso Associazione Radicale Diritti alla Follia,
24 ottobre 2020 – sessione del pomeriggio.

Pubblicato il 24 novembre, 2020
Categoria: Notizie

Maria D’Oronzo – Intervista: Gli psichiatri ordinavano i T.S.O., ma Antonucci risolveva senza. Come faceva?






https://www.youtube.com/watch?v=UKYI0rJFy9Y

Pubblicato il 20 novembre, 2020
Categoria: Notizie, Video

Stefania Guerra Lisi:3°Congresso associazione Radicale Diritti alla Follia ottobre 2020 (pomeriggio)





href=”https://www.youtube.com/watch?v=WnG7G4Fd10w&feature=youtu.be


Bellissimo intervento, dove essendo partita dalla capacità autotelica dell’individuo in relazione con il “grembo sociale” e senza, in apparenza, aver toccato la critica , se vogliamo “foucaultiana”, ai poteri e al loro consolidarsi con e nell’imposizione di”saperi”, intesi come modi di comportamento, in realtà
è riuscita perfettamente a centrare il problema:diritto all’essere altro, anche esplicantesi quale”diritto alla follia”, inter cetera(ossia n+ 1 possibilità).

Pubblicato il 18 novembre, 2020
Categoria: Video

Paola Torsello : In ricordo di Giorgio




(Giorgio Antonucci con un paziente del reparto di neurologia “Centro di relazioni umane” a Cividale del Friuli, 1968)


24 febbraio 1933 – 18 novembre 2017
Giorgio manca immensamente da tre anni.
Giorgio è il professore Antonucci, ma lui si faceva chiamare per nome e si faceva dare del tu.
Lui accorciava lo spazio dei rapporti, anche dei rapporti medico-persona, li rendeva umani.
Restituiva alle persone il diritto alla sofferenza, così come dovrebbe essere ma non sempre lo è.
Al contempo non risparmiava uno sguardo concreto sul disagio politico delle istituzioni, dell’ambiente, della collettività, della storia.
Il professore Antonucci è stato un uomo che ha vissuto la sua vita e la sua professione per affermare giustizia, chiarezza e ben-essere, adoperando l’ascolto e instaurando il dialogo come unico strumento di ‘cura’.
È stato il solo medico al mondo ad aver lavorato in manicomio senza mai usare strumenti psichiatrici.
Il solo al mondo a non aver mai fatto un Trattamento Sanitario Obbligatorio e, il suo impegno, era sempre rivolto alla critica e all’inutilità bestiale delle coercizioni, in ogni tipo di istituzione.
Lui ha restituito consapevolezza e libertà alle persone col ‘solo’ uso delle Relazioni Umane e della creatività.
Lui è stato un insegnamento fertile per tutti noi, ovvero per chi ha voluto aprire uno sguardo su un Fare differente rispetto una realtà già impostata, realtà da de-costruire e rendere vitale.
Non elenco i suoi premi internazionali e il rumoroso silenzio di certe istituzioni alla sua vita professionale e alla sua memoria… ma esistono le numerose testimonianze a dimostrare e a dirci che si può fare molto diversamente…
Ringrazio Maria D’oronzo, sua preziosa collaboratrice e una cara amica sempre presente al bisogno, per avermelo fatto conoscere; la ringrazio anche perché col suo lavoro di donna e di psicologa, prosegue a diffondere la stessa libertà e lo stesso rispetto che ha condiviso e praticato insieme a Giorgio. Paola Torsello



(La foto di Piero Colacicchi fu uno “scatto rubato” durante la prima visita della popolazione della montagna reggiana al manicomio di San Lazzaro di Reggio Emilia. Erano delle calate in manicomio per denunciare le condizioni dell’Ospedale Psichiatrico. Nella foto si vede un bambino legato a una panca e al suo fianco Giorgio Antonucci)

Pubblicato il 18 novembre, 2020
Categoria: Notizie

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo