Incontro/Dibattito: “R.S.P.:Effetti Collaterali.Le regole, le leggi, i desideri” – Eugen Galasso

Importante, il convegno “Effetti collaterali. Le regole, le leggi, i desideri” (importante, l’ultimo punto, in una Bologna erede del 1977, con l’accentuazione-Deleuze e Guattari “maestri” dei desideri, in specie oggi, con un governo, se pur dimissionario,  di solo rigore e sacrifici…Chi “non ci sta” deve farsi sentire, giustamente), in programma venerdì 8 febbraio alle 18 appunto a Bologna, organizzato dal Centro di relazioni umane e da Lab 57/Alchemica-Laboratorio Antiproibizionista, presso la Sala Benjamin di Via del Pratello 53 nella città felsinea.  Relatori la coordinatrice del Centro di relazioni umane, dottoressa Maria D’Oronzo, psicologa e continuatrice -insieme al suo maestro Giorgio Antonucci – del pensiero antipsichiatrico, cioè del pensiero (in cui l’estensore di questa nota si riconosce in pieno) per il quale la psichiatria è una forma di repressione del comportamento e del pensiero, una pratica contraria alla libertà. L’avvocato Francesco Miraglia, attivo a Modena e Reggio Emilia,  co- autore del libro “Mai più un bambino” e molto impegnato contro le sottrazioni di bambini alle loro famiglie, poi psichiatrizzati e collocati in “Case famiglia”, esperto di Pedagogia familiare. Il dottor Vito Totire, colonna, per “Medicina democratica”, di una visione umana e civile (chiaro che si tratta, prima che di un’endiadi, dello stesso concetto) della medicina, al servizio del cittadino e non come obbligo-imposizione allo stesso, del citato LAB 57,   dell’Unione sindacale di base, di cooperative sociali e di cittadini (molti, si spera) partecipanti all’iniziativa.  Nel momento in cui, con la prossima legislatura, il Parlamento dovrà affrontare il “Progetto Ulisse” dell’onorevole-psichiatra Carlo Cicciòli, che prevede un prolungamento del controllo sulla vita del paziente psichiatrizzato, in cui finalmente si ha l’avvio di un procedimento contro i responsabili di “Casa dolce”, struttura “protetta” di Casalecchio in cui mezzo anno  fa è morto (“ammazzato”, in effetti, fatta salva la garanzia degli imputati, la “presunzione d’innocenza”) Michael Passatempi, degente presso la struttura stessa,  un convegno come questo assume un’importanza notevolissima, in specie per sensibilizzare i cittadini sulla necessità di bloccare improvvide iniziative che rischiano di farci precipitare in un’ulteriore barbarie repressiva.  A chi, lontano, legge e apprende da Internet, tramite lo stesso Resto del Carlino.it,  del procedimento contro gli “aguzzini” (presunti, ripeto, a scanso di equivoci) di Passatempi, sovviene un’altra informazione, un atto certo meno grave, volendo: nelle montagne del Modenese, per strada,  un automobilista, ha investito un cucciolo di lupo, certamente non pericoloso (come ormai ognuno sa). Ecco: Passatempi, vittima di regolamenti assurdi, è morto indifeso come il povero lupacchiotto che non faceva male a nessuno. Sarà una rappresentazione un po’ “buonista” e “con il cuore in mano”, semplicistica, volendo, che però rende violenze di strutture contro singoli (esseri umani e in genere esseri viventi) che hanno il solo torto di voler vivere per contro proprio, al riparo dal “branco umano”, quello che spesso propone-impone- caldeggia violenze organizzate.

Eugen Galasso

Pubblicato il: 1 febbraio, 2013
Categoria: Testi

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo