Chi Siamo

Thomas Szasz, Giorgio Antonucci, Maria Rosaria d’Oronzo (1998)

Milano, 8 marzo 1997 (da sinistra a destra): Thomas Szasz,  Giorgio Antonucci, Maria d’Oronzo.

dott.ssa Maria d’Oronzo

Maria d’Oronzo, fondatrice/coordinatrice del Centro di Relazioni Umane.

Psicologa, si laurea all’Università di Padova, nel 1993, con il professore Sadi Marhaba, con tesi dal titolo “L’approccio non-psichiatrico al dolore morale”. Dal 1992 al 1996 fa ricerca e svolge il suo lavoro nel Reparto Autogestito del 0spedale Psichiatrico “Lolli” di Imola. Col primario Giorgio Antonucci.

Ad oggi collobora con associazioni e istituzioni per promuovere una cultura del rispetto e della libertà delle persone psichiatrizzate. È presidente del Telefono Viola di Bologna fino al 2008. Il 30 novembre del 2013 ha ricevuto il “Premio Giorgio Antonucci“, conferito ogni anno a persone particolarmente attive nella difesa dei diritti umani nel campo della salute mentale.

dott. Giorgio Antonucci

Giorgio Antonucci, medico, poeta, scrittore, psicanalista, primario del raparto Autogestito dell’ospedale psichiatrico, “Lolli”, di Imola. Nella sua pratica ultraventennale non è mai ricorso al Trattamento Sanitario Obbligatorio e ha mostrato come sia possibile occuparsi in pratica di pazienti psichiatrizzati senza l’utilizzo di metodi coercitivi. Ridando dignità e libertà ai reclusi della psichiatria.

Insieme ad Alessio Coppola è uno dei fondatori del Telefono viola, associazione che nasce a Roma nel 1991, e fornisce strumenti culturali su come potersi difendere da eventuali abusi nei trattamenti sanitari psichiatrici, e dà informazioni sugli psicofarmaci somministrati e sugli effetti collaterali di questi.

È presidente onorario del comitato scientifico di Giù le mani dai Bambini, membro onorario dell’Associazione Europea di Psicoanalisi, socio onorario dell’ Osservatorio Italiano Salute Mentale, membro del comitato scientifico dell’Università Popolare di MusicArterapia. Ha collaborato con il Comitato dei Cittadini per i Diritti dell’Uomo.

Il 26 febbraio 2005 ha ricevuto a Los Angeles il Thomas Szasz Award per “Meriti eccezionali nella lotta contro lo stato terapeutico” e contemporaneamente un riconoscimento dell’assemblea legislativa della California consegnato ad Antonucci dal membro del parlamento Paul Koretz.

avv. Lucia Maria Catena Amato

Lucia Maria Catena Amato. Vive a Santo Stefano di Camastra (ME). Laureata in Giurisprudenza, è abilitata all’esercizio professionale di Avvocato. Dal gennaio 2002 esercita funzioni giudiziarie onorarie presso il Tribunale di Patti, distretto di Corte d’Apello di Messina.

Massimo Golfieri

Massimo Golfieri, fotografo e artista visivo, spesso realizza lavori utilizzando la fotopittura, ma l’area di ricerca si estende ad altri aspetti della fotografia e della grafica applicata alla comunicazione. Vive e lavora a Imola
Massimo Golfieri, in Critica al giudizio psichiatrico (G.Antonucci,1993, Sensibili alle foglie) presenta le sue fotografie dell’Osservanza: “Tutti gli spazi qui rappresentati (esterni e interni) sono delimitati e rinchiusi all’interno di un muro e di un portone messi lì a segnare un confine anacronistico che riesce ancora a rinchiudere, discriminare e neutralizzare tante forme di esistenza umana…. Malgrado i reparti fossero abitati in nessuna di queste immagini compare la figura umana e nelle pochissime in cui compare ha solo un ruolo secondario.

Nelle foto fatte nel mondo esterno ho ripreso le persone: sono le immagini dei latitanti, tutti potenziali ospiti di quelle mura, tutti braccati, alcuni già forse individuati, altri insospettabili un cui gesto di libertà o di creatività può essere interpretato da qualche zelante psichiatra come malattia…”. Il 26 gennaio 2013 ha ricevuto il “Premio Giorgio Antonucci” per aver documentanto negli anni le realtà all’interno delle strutture psichiatriche di Imola dove ha incontrato Giorgio Antonucci e vissuto da vicino le varie fasi del suo percorso di liberazione delle persone internate.

Studio Massimo Golfieri
http://www.studiomassimogolfieri.it/home/


prof. Eugen Galasso




Bolzanino ormai naturalizzato Fiorentino (nessuno gli tocchi la panzanella), Eugen Galasso è pedagogista
clinico, reflector, ricercatore universitario e ISFAR, autore di vari saggi di argomento psicologico,
pedagogico, storico-culturale. Plurilaureato, è autore di vari saggi di critica letteraria, di alcuni volumi di poesie in diverse lingue e di racconti. Da tempo collabora al sito. Non è infantile, semplicemente è rimasto un bambino e, in questo concordando con Carlo Lazzerini (suo ex-prof.di filosofia e storia al liceo ed eterno nemico), vuol essere Peter Pan per tutta la vita.

prof. Piero Colacicchi

Diplomato  in scultura all’Accademia di Belle Arti di Firenze vi ho poi insegnato Tecniche di Fonderia fino all’età della pensione, salvo una parentesi di quattro anni durante i quali ho studiato e insegnato negli Stati Uniti.
Nel 1965 fui invitato dal Prof. Franco Mori a partecipare all’organizzazione del laboratorio di scultura e ceramica La Tinaia nell’Ospedale Psichiatrico San Salvi di Firenze. Ebbi così occasione di entrare in alcuni reparti e vedere le condizioni in cui erano tenuti i ricoverati. L’impressione che ne ebbi fu talmente orribile da aver cambiato il corso della mia vita. Dopo mesi di vane domande , domande  a cui ricevevo oscure argomentazioni che non mi parevano altro che inconsistenti, generici pretesti e pesanti pregiudizi, in totale contrasto con la realtà dei fatti (mi era impossibile coniugare il concetto di ospedale e di malattia con la visione di persone che alla Tinaia erano come me, anche se debilitate da anni di sofferenze, e nei reparti erano costrette in camicie di forza, legate a letti di contenzione, picchiate, drogate al punto di restare irrigidite come tronchi o addirittura rese degli automi dall’elettroshock) ebbi l’occasione di discuterne con il Dott. Giorgio Antonucci –allora tirocinante  presso la Tinaia – che mi fece capire il perché di questa apparente contraddizione spiegandomi la vera natura della psichiatria. Da allora e per vari anni ho cercato di fargli da spalla seguendolo mentre organizzava le Calate, cioè le visite/denuncia della popolazione e degli operai del reggiano nel manicomio di Reggio Emilia e, dopo, mentre smantellava reparti del manicomio di Imola. Insieme abbiamo incontrato Thomas Szasz e grazie alla mia buona conoscenza della lingua inglese ho potuto fare da tramite tra lui ed Antonucci.
Dal 1987 mi interesso ai problemi dei Rom, colpiti anche loro da pregiudizi che li costringono a vivere in “campi”, pregiudizi  non molto dissimili – anche per origine  storica – da quelli che portano altre persone in Ospedali Psichiatrici. Infine, spinto da queste esperienze a voler approfondire la conoscenza del mondo delle istituzioni totali e dei meccanismi che vi ruotano intorno, ho operato dal 1992 al 2010 come assistente volontario nel carcere di Sollicciano di Firenze.   Nel 2009 ho avuto l’onore di ricevere il Premio Giorgio Antonucci per le mie lotte a favore degli immigrati.

Centro di Relazioni Umane (Bologna) — Maria Rosaria d’Oronzo