Confinare la memoria di Giorgio Antonucci al San Salvi – Eugen Galasso
Condivido in pieno quanto scrive la dottoressa Maria Rosaria D’Oronzo, psicologa, responsabile del “Centro di relazioni umane”. Per chi, come Giorgio Antonucci, voleva negare e scuotere dialetticamente (lo dico da marxista e ci tengo come tale, ma forse Giorgio non sarebbe stato d’accordo con il lemma, come forse anche la dottoressa citata), a limitarne la portata. Confinare la teoria-pratica e proposta antonucciana nello spazio di San Salvi non contribuisce a farla risaltare, a evidenziarla come invece si dovrebbe fare. Direi anzi che ne limita la portata, relegandola in uno spazio limitato. E ciò mi sembra, francamente, un limite, un errore. Eugen Galasso

Pubblicato il: 22 June, 2026
Categoria: Notizie