La critica psichiatrica di Roger Van de Velde – Eugen Galasso
Roger Van de Velde, scrittore belga-fiammingo (1920-1975), dipendente da antidolorifici che lo costringevano a vari ricoveri in cliniche psichiatriche, scrive, in un suo racconto: “Per interi cinque anni una mezza dozzina di psichiatri convinti delle proprie capacità aveva cercato, senza successo, di aiutarmi. Nel caso avessero bisogno di auto, dato che verso l’amore psichiatrico verso il prossimo sono molto scettici. Se si tratta di ricercare (“scavare” meglio) le cause scatenanti della psiche umane, ho molta più fiducia nei poeti che nei medici (Van de Velde dice “medici”,riferendosi alla formazione medica “di base” degli psichiatri, ma- Nota mia). I primi (id est. Poeti) certo non sono neppure essi della materia, ma almeno riesce loro di rendere -tradurre ik kiri cercate a tentoni e a tentativi l’essenza delle cose in una forma linguistica sonoramente convincente “DAL RACCONTO” Margaritas ante porcos”, che non mi risulta tradotto in italiano).
Da Omero in poi, ma anche dagli antichi testi orientali ad oggi, i poeti (nel senso originario, ossia i “creatori”, dal greco poiesis, “Creare”, “modellare”) a Nietzsche, Baudelaire, Rimbaud, Pascoli, Burroughs, Celine, Pasolini, Durrenmatt, ma anche a tutti gli altri/le altre), la psiche umana è stata “compresa” da loro, non da chi presume di saperne qualcosa, in virtù della propria formazione psichiatrica…. Eugen Galasso
Pubblicato il 19 August, 2026
Categoria: Notizie, Testimonianze