Auguri di Umanità Nova a Giorgio Antonucci
Quando il dottor Giorgio Antonucci era ricoverato, a Firenze, in pericolo di vita Umanità Nova ha pubblicato questo comunicato:
“ANTONUCCI
Abbiamo appreso che il compagno Giorgio Antonucci ha avuto dei problemi di salute, agurandogli una pronta guarigione lo abbracciamo forte.
La redazione di Umanità Nova si associa alle tante manifestazioni di affetto e solidarietà che gli sono pervenute.”
Pubblicato il 12 June, 2011
Categoria: Notizie
“Il Manicomio è davvero finito?” – Alice Banfi, Giorgio Antonucci, Comunità delle Piagge, don Santoro. VIDEO
Al Centro sociale Il Pozzo, il 4 marzo 2011 è stato presentato “Tanto scappo lo stesso – romanzo di una matta”, con l’autrice Alice Banfi e con il medico Giorgio Antonucci che ragionavano sul tema “Il Manicomio è davvero finito?”.
I Fratelli Rossi accompagnavano la presentazione con intermezzi musicali.
”Matti da… slegare!” Giornata dedicata alla salute mentale
(nove da Firenze)
VIDEO
Ritratti dal Senegal- Massimo Golfieri

http://vimeo.com/24120995
Massimo Golfieri
da Dakar alla Bassa Casamance…
“L’Africa non ha bisogno di sostegno progettuale o di ingerenze umanitarie che prolunghino la sua agonia, permettendole esclusivamente di sopravvivere. Per aiutare l’Africa non è necessario essere animati da un sentimento altruistico che spinge a dare incondizionatamente, ma sempre con il rischio di affermare la nostra pretesa superiorità. Si tratta piuttosto di portare avanti un’azione di sensibilizzazione al Nord che ci permetta di cambiare i nostri modelli di vita, le cui ricadute al Sud sono devastanti. Solo autolimitando le nostre società opulente e riorientando radicalmente i nostri stili di vita in Europa, possiamo sostenere l’Africa. Invece di esportare il nostro immaginario materialistico economicistico e tecnicistico, occorre cominciare a decolonizzarlo, elaborando nuovi parametri di ricchezza e riconoscendo le altre priorità dell’umano. Per questo l’Africa non ha bisogno della nostra sollecitudine interessata ma piuttosto di fiducia, di dignità e di riconoscimento. D’altronde, se si vuole aiutare qualcuno bisogna cominciare con l’avere qualcosa da chiedergli e non solo qualcosa da offrirgli. Solo chiedendo all’Africa di aiutarci a risolvere i nostri problemi dimostriamo di riconoscerla davvero come partner.”
(tratto da un testo di Sergio Pasini)
Testimonianza di Eleftherio Tzirarkas sul lavoro di Giorgio Antonucci al manicomio di S.Lazzaro
“Eleftherio Tzirarkas
La testimonianza scritta nella pagina pubbica del dott Giorgio Antonucci, sulla piattaforma sociale FACEBOOK il giorno 19 maggio 2011, si riferisce ai fatti raccontati nel libro del dottor Giorgio Antonucci: “I pregiudizi e la conoscenza critica alla psichiatria” ed Coop. Apache, 1986, capitolo 8 “Le calate, visite popolari al manicomio di S. Lazzaro”, e-book http://www.spunk.org/library/health/sp001619/.
foto:
Le visite popolari al manicomio San Lazzaro di Reggio Emilia
Pubblicato il 21 May, 2011
Categoria: Notizie, Testimonianze
“Conversando con Lovecraft” Baggiani – Eugen Galasso
Howard Phillps Lovecraft (1890-1937), the lonelyman of Providence (il solitario di Providence), il “terribile” autore del fantastico (leggetelo in un locale almeno un po’ illuminato), con i suoi miti di Ctulhu, le sue saghe infinite e mai concluse (in/finite, appunto, cioè non finite, sempre che il latino sia ancora un riferimento…), la sua anglofilia, il suo razzismo sostanziale, temperato però dal suo matrimonio con un’intellettuale ebrea, tanto che lo scrittore provò orrore di fronte alle prime notizie sui campi di concentramento nazisti, il suo razionalismo positivista che parte soprattutto da Darwin, contrastante solo apparentemente con i “Grandi Antichi” e la mitologia-rigorosamente pagana-dell’autore, rivive in questo libretto di Leonardo Baggiani, “Conversando con H.P. Lovecraft”, Lucca, Mermaid editore. In meno di 6o pagine, Baggiani, laureato in economia e commercio, pisano (è l’unico neo-scherzo, pur se…), musicista, musicologo, giornalista economico, ci mette di fronte, con un’intervista immaginaria (il genere che in Italia celebrava i suoi fasti con Alberto Arbasino e pochi altri) a una riflessione sul senso delle opere dell’autore, dove, accanto a qualche elemento accennato sopra, alla difficoltà di leggere l’autore senza “occhiali” paralizzanti, ci fa recuperare il piacere del testo, soprattutto senza ricorrere a psichiatrizzazioni indebite, care invece agli idola tribus, per dirla con Bacon, il grande pensatore seicentesco, forse meglio idola vulgi, cioè a dire quelli del “volgo”, degli orecchianti che pretendono di sapere; manca anche il tentativo di posare Lovecraft sul sofà non delle muse ma dello psicoanalista… Meno radicale di Michel Houellebecq, scrittore francese contemporaneo che in “H.P.Lovecraft. Contre le monde, contre la vie”(in italiano Milano, Bompiani 2005) ne fa il corifeo del nichilismo gnostico (appunto contro il mondo e contro la vita, dove bisogna però ricordare che Lovecraft è materialista, cfr.anche sopra), Baggiani è però attratto dal carattere anti-moderno di questo grande autore, dove (senza che il Nostro vi accenni mai) qualcuno ha, forse improvvidamente, perché non ci sono influenze dirette, forse però fecondamente, proposto parallelismi con il grande pensatore e artista italiano di origini spagnole, reazionario-aristocratico, Julius Evola.
Eugen Galasso
Pubblicato il 10 May, 2011
Categoria: Notizie
“LA QUESTIONE PSICHIATRICA: dalla paura della diversità ai muri di protezione” Incontro pubblico – Giorgio Antonucci, Maria D’Oronzo, Eugen Galasso – presso ass. GEART
Incontro Pubblico:
dibattito: Centro di relazioni umane di Bologna
Video-conferenza con Giorgio Antonucci : “Nè psichiatria nè antipsichiatria”
presso ass. GEART
Reading e proiezioni: Collettivo “Ayde”
Foto:Paolo di Giosia

sabato 7 maggio 2011
ore 16
via Vedegheto 1096/c, Savigno, Bologna
Pubblicato il 5 May, 2011
Categoria: Notizie
Eugen Galasso – Incontro pubblico – Reflection
“Centro di Relazioni Umane”, invita all’incontro pubblico su “Reflection: conosci te stesso per conoscere gli altri; conosci gli altri per conoscere te stesso”, con Eugen Galasso.
15 aprile, ore 18.30, presso ass. H.U.B. , via Luigi Serra 2/g, Bologna.

Il linguaggio e la rassegnazione – Giorgio Antonucci
OraZero
Venerdì 25 Marzo 2011 15:49
Il linguaggio dei mass media, e di conseguenza quello popolare, sta subendo un’involuzione che finisce per far annullare il senso critico e spinge verso la rassegnazione. Troppi termini, privi di contenuto, sono utilizzati a sproposito o in maniera strumentale, annullando di fatto la capacità critica. Per esempio, termini come schizofrenico o paranoico sono entrati nel linguaggio comune pur essendo privi di un contenuto reale. Il termine schizofrenico è usato come sinonimo di contraddittorio, ma aggiunge un giudizio pesante sull’interlocutore. Attraverso gli stessi meccanismi ora si usa psicosi, fobia o paranoia invece di paura. Ma, in generale, riguardo al linguaggio di uso corrente mi sembra di scorgere tre problemi. Il primo riguarda la generalizzazione. Sempre più spesso si sente dire che gli italiani sono indisciplinati o corrotti, poi c’è chi dice, come il nostro presidente del consiglio, che i magistrati sono “malati di mente”. Così come c’è chi sostiene che i neri abbiano la musica nel sangue, facciano bene all’amore o ancor peggio, che gli ebrei abbiano un particolare fiuto per gli affari. Queste generalizzazioni quando si ripropongono di continuo, finiscono, non solo per generare il razzismo, ma anche per annullare la responsabilità individuale. In secondo luogo, vi è il problema della drammatizzazione del linguaggio. Per cui gli immigrati “invadono” l’Italia e il traffico per le vacanze diventa un esodo biblico. In questi giorni, per esempio, si parla di “psicosi” per il nucleare, insinuando nel discorso una parola che sposta il problema dalla realtà oggettiva alla debolezza delle persone. Questa continua drammatizzazione anche delle vicende più banali finisce fatalmente per spaventare lettori e telespettatori che trovano tutto troppo grande e difficile da analizzare, giudicare e/o combattere. Il terzo punto, invece, riguarda l’utilizzo sempre più frequente di termini di origine psichiatrica nel linguaggio comune. Così, a Berlusconi che accusa i magistrati di essere dei malati di mente, rispondono gli oppositori definendo “malato” il premier perchè attirato dalle ragazze giovani. Come se tutti quelli che apprezzano le ragazze fossero dei malati. Per altro in questo modo il discorso abbandona la critica politica, facendo anche il gioco di Berlusconi.
Altre accuse quali “paranoico” “schizofrenico” “caso psichiatrico” si moltiplicano al solo scopo di denigrare l’avversario, non solo politico, con l’evidente volontà di interrompere il confronto con lui. Allo stesso modo, la paura diventa fobia, la preoccupazione diventa ossessione, la malinconia diventa depressione, finendo per attribuire a difetti psicologici delle persone, differenti comportamenti nei confronti della realtà. Attraverso generalizzazioni, drammatizzazione e giudizi psichiatrici si finisce quindi per annullare lo spirito critico e il senso della realtà delle cose. Tutto appare immutabile, spaventoso o troppo grande per le forze di un singolo individuo. Si forma, quindi, una sottocultura falsa e repressiva in cui i cittadini sono privati del giudizio critico per analizzare la realtà che li circonda. Una realtà che i singoli sembrano non poter modificare e che spinge alla più profonda rassegnazione.
Giorgio Antonucci
Pubblicato il 27 March, 2011
Categoria: Notizie
Elettroshock – Le Forze sanitarie, 30-4-41 – pdf
Le origini dell’elettroshock
LE FORZE SANITARIE organo ufficiale del sindacato nazionale fascista dei medici 
anno X 30 aprile 1941-XIX numero 8
Grazie a Piero Colacicchi per la ricerca del documento storico.
Pubblicato il 3 February, 2011
Categoria: Notizie

